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L'Uomo nero rivela il nome dell'obiettivo segreto della Juventus!

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Appi .
mercoledì 5 dicembre 2007, 08:162007
autore Appi .
05.12.2007 08:162007

Niente di personale, ma questa volta l'Uomo nero non avrebbe voluto rivelare il nome del fantasista misterioso sul quale la Juventus "ha praticamente deciso di puntare", battendo una più che mai folta concorrenza, stimolata dal vantaggioso dispendio economico dell'intera operazione. Di certo, meno onerosa dell'acquisto di Tiago. Ma l'incedere del discorso, unito a qualche incomprensione, ha consentito di venire a conoscenza dell'identità del misterioso giocatore straniero che, con molta probabilità, giungerà a Torino a partire all'inizio della prossima stagione, rimpolpando un organico sguarnito dal punto di vista qualitativo. Come testimonierebbero, peraltro, le esplicite richieste formulate da Claudio Ranieri per varare le future strategie di rafforzamento E sui futuri movimenti di mercato, anche questa volta, l'Uomo nero...

Domanda - Gentile Uomo nero, lei nemmeno immagina le centinaia di segnalazioni giunte, durante l'ultima settimana, sulla sua identità e, soprattutto, sul giocatore straniero molto vicino, a suo dire, alla Juventus.

Risposta - Ride - Perché si meraviglia?

Domanda - Francamente si. Insomma, abbiamo superato di gran lunga le varie segnalazioni di tutte le precedenti chiacchierate, sfiorando il primato raggiunto nel giorno della chiusura di questo ciclo.

Risposta - Inizio con il dire, che non vorrei ancora fare il nome di questo giocatore. Si rischierebbe di far saltare la trattativa, in quanto la concorrenza è molto folta. Febbraio è lontano, e si potrebbe incorrere in situazioni difficili da spiegare, favorendo le mire di altre formazioni. Non mi faccia aggiungere altro.

Domanda - Possiamo anche concludere qui, allora. Aveva fatto una promessa, Uomo nero. Ma non è riuscito a mantenerla, questa volta. Mi perdoni, ma qualcosa dovrà pur dirla. Non crederà che una scusa del genere sia bastevole per non rivelarne il nome, spero.

Risposta - Sono stato sufficientemente chiaro, la scorsa settimana.

Domanda - Allora lo dica, questo nome.

Risposta - Spero soltanto di non incrinare l'operazione. Il giocatore sul quale la Juventus ha deciso di puntare è Kewell, australiano del Liverpool che probabilmente si svincolerà a fine stagione. E' in scadenza di contratto, e la concorrenza è folta. Qualora Benitez lasciasse Liverpool, si potrebbero intravedere spiragli per una sua permanenza in Inghilterra. Perché il ragazzo, ha qualità straordinarie. La paura, che sta aleggiando con molta insistenza, è che il Liverpool strappi un mini rinnovo, salvo poi inserirlo di nuovo sul mercato, in attesa di delineare il futuro tecnico della squadra. In quel caso, solo in quel caso, la trattativa salterebbe. Alla Juventus, la possibilità di un parametro zero alletta. E non poco, mi creda. L'intenzione del giocatore è quella di raggiungere Torino. E poi, è un fantasista di grande spessore. Può giocare anche come esterno sinistro. La Juventus, però, non si fermerebbe a lui. Infatti, l'intenzione sarebbe quella di acquistare due mezze punte. Una sarebbe Kewell, questo è certo. L'altra Van Der Vaart, forse più adatto alle esigenze, temperamentali, della nuova Juventus. Ma qualora le valutazioni degli altri giocatori sotto osservazione dovessero crescere in maniera smisurata, e mi riferisco a Diego e Deco, la dirigenza potrebbe accontentarsi del suo unico ingaggio.

Domanda - Quali i problemi, allora?

Risposta - Bisogna prendere con molta attenzione e cautela le proposte che giungono dalla Spagna, con Barcellona e Atletico Madrid che stanno sondando il terreno con insistenza. Le sirene inglesi rappresentano le offerte più concrete, sino ad ora pervenute al suo procuratore. Ma il giocatore, vuole cambiare ambiente. Cercando stimoli in una squadra prestigiosa, fuori dall'Inghilterra. La notizia, come accadde per Hamsik, è una vera anticipazione. Come tra l'altro quella riguardante Ronaldo. Due settimane dopo la mia anticipazione, infatti, tutti i media hanno parlato di possibile operazione fra l'Inter ed il San Paolo, per concludere la cessione del brasiliano. Mi rende fiero, questa attenzione. Ma un discorso è anticipare una mossa di mercato fra due società legate da rispetto, come Juventus e Napoli, che mai farebbero uno sgarbo per un'anticipazione, e un altro è farlo fra due società straniere, mai in rapporti ottimali, come Juventus e Liverpool. Anche per questo motivo, avrei preferito posticipare la notizia di questa trattativa. E poi, c'è da convincere Ranieri, che è un pò titubante.

Domanda - Certe decisioni, però, dovrebbe essere l'allenatore ad imporle, non crede?

Risposta - Non mi fiderei poi tanto, del pensiero di Ranieri. Il parere di un allenatore che ha chiesto Tiago per poi non farlo giocare mai, non so quanto possa valere. Ma l'esito dell'operazione, in sostanza, dipende anche dalla sua volontà, la stessa che non ha consentito a Barzagli di andare alla Juventus.

Domanda - Il contratto per l'australiano è già pronto?

Risposta - La Juventus è intenzionata a sondare prima la condizione fisica del giocatore, chiedendo, con il permesso del Liverpool, di far effettuare le visite mediche di rito. Magari poco prima della sosta. Un pò come ha fatto il Milan con il Real Madrid per Ronaldo. Il contratto, non può esistere. Non mi faccia andare oltre. In quanto i termini previsti dal regolamento, parlano chiaro. I contratti, non possono essere firmati a novembre. Bisogna aspettare l'inizio del 2008, per il deposito e l'ufficializzazione. Comunque, l'accordo dovrebbe essere della durata di tre anni, con opzione sul quarto. Come quello fatto firmare ad Andrade.

Domanda - Insomma, la trattativa è delineata ma esiste il rischio di un rinnovo, plausibile, e di un forte interessamento di due formazioni spagnole.

Risposta - Esatto, per questo avrei voluto tardare, di un'altra settimana piena, a dare questa notizia, rimangiandomi quanto promesso. Il giocatore, le ripeto, vuole un paese latino. E la possibilità di andare alla Juventus, lo esalta. E poi, è quello che manca a questa Juventus. A livello fisico, ora sta bene e non dovrebbero esserci problemi. La Juventus, però, va sempre cauta. Ricordo, ad esempio, che si cercò di mantenere il basso profilo anche nell'ingaggio di un altro australiano, il portiere Bosnich. Il suo trasferimento alla Juventus, era cosa fatta. Si presentò nel centro medico per fare i controlli, con un cappuccio in testa ed una merenda in mano, con le dita sporche di cioccolato.

Domanda - Continui pure.

Risposta - Già questo fece sorgere dei dubbi, sulla sua serietà. Dubbi che furuno confermati in pieno qualche istante dopo. Tutto era stato definito, a livello economico. La Juventus, era gestita dalla Triade. In quel periodo si cercava un portiere affidabile, e la scelta era praticamente ricaduta su di lui. Il suo rendimento, era stato più che buono. Veniva da un paio di ottime stagioni, ma sul più bello si scoprì un problema al ginocchio, che sembrava superato. Oltre ad un altro contrattempo, diciamo personale, sul quale preferirei non soffermarmi. I moduli federali da firmare, erano già presenti, nella stanza di fronte. Ma tutto saltò. Con questo, voglio dirle che è meglio andare cauti. Già è stato commesso un errore con Andrade. E non si dica che un giocatore con un menisco fragile e lesionato riesce a superare le visite mediche in una società come la Juventus, senza essere bloccato in tempo. Salvo poi infortunarsi, praticamente da solo, un paio di mesi dopo, facendo due passi indietro, senza nemmeno essere pressato. Mi sento di dire che, nel caso specifico, i controlli sono stati superficiali. Un'analisi attenta, avrebbe fatto saltare tutto. Le ricordo, fra l'altro, che Juan è costato meno di Andrade. Il rendimento, però, è di gran lunga superiore, e mi riferisco al difensore brasiliano, naturalmente.

Domanda - Si assume lei la responsabilità di quanto detto, Uomo nero.

Risposta - E ovvio che sia io ad assumermi la responsabilità, ma lei non inizi a fare come faceva Biscardi, per cortesia. Se vuole che dica delle ovvietà, ha sbagliato persona.

Domanda - E' mai capitata una cosa del genere, cioè che un giocatore venisse rispedito a casa per un controllo fisico non idoneo?

Risposta - Alla Juventus, nello specifico, accadde una sola volta. Per la precisione, con Nonda. Il giocatore, si sarebbe liberato a costo zero, proprio come Kewell. L'occasione era più che ghiotta. In quanto la Juventus avrebbe ingaggiato una punta a costo zero vendendo, subito, Zalayeta. Che al tempo, aveva richieste timide dalla Spagna e dalla Germania, soprattutto dal Borussia Dortmund. La destinazione, al giocatore non era comunque gradita.

Domanda - Ma lei non era favorevole, a prescindere, nei confronti della conferma di Zalayeta?

Risposta - La sua, mi perdoni, è una domanda banale. In quel caso, infatti, la società avrebbe ottenuto una plusvalenza da capogiro, se considera che l'uruguaiano tornò alla Juventus praticamente da disoccupato. Era senza formazione, in quel periodo. Capirà bene che l'intera operazione avrebbe consentito di ricavare nuove entrate, senza alterare in alcun modo il tasso qualitativo dell'organico. Ma anche in quel caso, la trattativa saltò. E Nonda fu poi ingaggiato dalla Roma. Su invito, formale, della Juventus. Non a caso, a Roma non ebbe problemi di quel genere. Ma alla Juventus, il rischio fisico non esisteva, prima. I giocatori, dovevano essere integri, al cento per cento. A proposito di controlli medici, lo vuole un aneddoto su Montero?

Domanda - Dica pure, siamo qui per questo.

Risposta - E' l'unico giocatore per il quale la Juventus ha fatto uno strappo alla regola. Arrivò a Torino con un problema, abbastanza serio, all'intestino. Per via di una passione per l'alcol che si trascinava dai tempi di Bergamo. Con questo, sia chiaro, non voglio dire che Montero avesse dei problemi seri con l'alcol. Insomma, non era alcolista. E non si avvicinava, come tipologia di vizio, neanche un po' alle vere e proprie sgolate di O'Neill. La Juventus, in quel caso, operò una scelta decisiva.

Domanda - Si spieghi meglio, se può.

Risposta - Si decise di aiutarlo a risolvere quel problema. Il ragazzo, lo meritava. Per farle capire la sua umanità, le ricordo che Montero ospitò per mesi Franco del Torino, a casa sua. Un grande gesto di generosità e amicizia. A conferma della sua grande capacità di creare legami di profondo rispetto, in virtù di una lealtà fuori dal comune. Tornando al discorso iniziale, si stabilì fra il giocatore, Montero intendo, ed il medico sociale, un rapporto particolare. Di amicizia e stima. Ancora oggi lo considera come il salvatore della sua carriera alla Juventus. Senza di lui, sarebbe tornato a Bergamo. Per recuperarlo, venne studiata una dieta particolare. Che lo aiutò a superare anche i problemi di pubalgia, che si combattono, fra le altre cose, con l'astinenza totale dall'alcol, oltre che con specifici plantari e ritmi di vita moderati.

Domanda - Per concludere, come da lei richiesto, la informo sulle segnalazioni giunte nell'ultima settimana. C'è chi giura che lei sia un dirigente decaduto con la voglia di vendicare un torto subito, e c'è chi ritiene che lei sarà presto ospite di una popolare trasmissione televisiva. Se le fa piacere, sono diminuite le segnalazioni che la riguardano in merito a ristoranti e hotel. Dovrebbe esserne contento, non crede?

Risposta - Ride - Mi fa piacere sentire queste segnalazioni, ma preferisco non commentarle. Anche un solo indizio, come già accaduto in passato, potrebbe compromettere il mio anonimato. Che le ripeto, continuo a ritenere sia un ottimo mezzo mediante il quale dare vigore a notizie vere, che verrebbero schiacciate dalla mai identità. Spero che questo dimostri, una volta per tutte, che non cerco visibilità. Altrimenti, percorrerei altre strade. E potri farlo, mi creda.

Domanda - Gentile Uomo nero, se ci sarà una prossima volta, di cosa vorrà parlare?

Risposta - Le rispondo con la solita frase, per non dimenticare il mio ruolo. Non decido nulla, racconto solo ciò di cui sono a conoscenza.

Fonte: di Alvise Cagnazzo per Nesti Channel - carlonesti.it