Le intercettazioni di Lotito
Fabrizio Di Clemente
"Gianni Petrucci dà i biglietti omaggio per la tribuna autorità ai pregiudicati, violando il decreto Pisanu". Ad accusare il presidente del Coni è uno scatenato Claudio Lotito, indaffaratissimo a combattere i suoi mille nemici nel mondo del calcio. Una denuncia, la sua, atipica. Perché se da un lato il presidente della Lazio evita di andare in procura a raccontare quello che sa, dall'altro si prende la briga di alzare il telefono e avvertire, tra gli altri, sia l'allora presidente della Federcalcio, Franco Carraro, sia l'allora presidente dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive (oggi questore a Firenze) Francesco Tagliente, dando così alle sue parole un peso in un certo senso "ufficiale".
La novità emerge da tre faldoni di intercettazioni telefoniche della Digos - che investigava sugli Irriducibili - in cui è riassunto l'intero "universo Lotito".
Il discorso di Lotito è riferito a una vicenda particolare (quella dell'asse Chinaglia-Irriducibili che voleva portargli via la Lazio) ma, sullo sfondo, si scorgono distintamente i contorni di un problema generale: la gestione dei biglietti omaggio.
"Denuncerò Petrucci e il Coni". È il 27 marzo 2006, Claudio Lotito chiama il presidente Franco Carraro. È una furia. "Il comportamento di Petrucci è inqualificabile, con tutto quello che sta succedendo e con un'indagine in corso, darà i biglietti di tribuna autorità a dei pregiudicati con situazioni penali pesanti tipo Di Cosimo (uno dei protagonisti della tentata scalata alla Lazio, ndr) quello che si porta dietro Chinaglia". Carraro cerca di obiettare: "Ma i giornali hanno scritto che il Coni non c'entra". Il patron della Lazio ribadisce: "Ne sono certo che li ha dati il Coni... andrò in Procura e denuncerò Petrucci perché ha contravvenuto alla legge Pisanu".
Il ruolo della Figc. "Anche in Federcalcio c'è gente che sta partecipando a questa estorsione, Di Capua (quello dell'antidoping) è uno di quelli. Ora farò nomi e cognomi". Carraro cerca di calmare Lotito e dice: "Di Capua pensavo che fosse cretino, lui è vicino all'Udc e Alleanza Nazionale, è amico di Fini perché gli ha operato la figlia". E Lotito: "Infatti mi fa la guerra". Carraro: "Ma perché Fini ti fa la guerra?". Lotito: "Non è Fini è Daniela Fini... davanti fa l'amica e dietro mi fa tante altre cose, ma ieri gliele ho dette in faccia 'ste cose... Pensa che Chinaglia non lo hanno fatto entrare allo stadio, lei li ha caricati sulla sua auto ed è entrata, addirittura c'era Yuri quello degli Irriducibili e questo grazie al Coni...
il Coni ora è in grande imbarazzo perché glielo ha detto Serra, glielo ha detto la Digos, glielo hanno detto i carabinieri... Bisogna prendere una posizione ufficiale". Carraro: "Quello che posso fare è mandare l'ufficio indagini... più di quello non posso fare, questa è una cosa della Procura".
"Hanno violato la legge Pisanu". Nella stessa giornata Lotito chiama Francesco Tagliente. "Il Coni ha dato i biglietti a gente che è stata arrestata per truffa... e nonostante il prefetto, la digos, e i carabinieri gli hanno detto di non farli entrare, li hanno fatto entrare e sedere in posti non contrassegnati dai biglietti contravvenendo quindi alla legge Pisanu. Ora farò denuncia".
"Dietro al complotto c'è Cragnotti". Il 30 marzo 2006 Lotito parla con un conoscente e spiega: "Dietro a tutto c'è Cragnotti (...) Se l'autorità giudiziaria avesse già fatto quello che doveva fare, visto la continua estorsione a cui sono sottoposto, 'sta storia sarebbe già finita...".
"Daniela Fini è una scema". In un'altra telefonata, il presidente della Lazio interloquisce con un certo Mario e se la prende con la moglie del leader di An. "Perché Daniela Fini gli ha dato i biglietti? Perché è una scema ma non è espressione del marito... Di Cosimo che è un pluripregiudicato... in tribuna autorità. Fabio Di Marzo è un altro bandito". Poi in un'altra intercettazione spiega: "Il Coni ha dato i biglietti a Chinaglia perché Daniela Fini ha chiesto i biglietti". "Tutto questo - dice ancora in un'altra chiamata - non posso nemmeno dirlo al prefetto perché quello come sente che c'è di mezzo Fini si caga sotto".
Le pressioni sui magistrati. Il 28 marzo 2006, Lotito parla con il suo legale Gianmichele Gentile che sta andando in Procura e gli raccomanda: "Devi ribadire che giro con la scorta e che se mi succede qualcosa, qualcuno pagherà".




