Lippi: "Un futuro alla Juventus? Mai dire mai"
Raffaella Bon
Marcello Lippi ha preferito non allenare in questa stagione, un anno sabatico lasciando il ricordo di un mister che ha vinto il Campionato del Mondo. Su di lui tante voci, nessuna certezza. Lippi risponde a Tuttosport sul suo futuro.
La sensazione è che la prossima estate sarà caldissima per le panchine di tante società europee...
"Io le parlo del mio caso. Dopo aver vinto il Mondiale, ho preso la decisione di rimanere un anno fermo, per disintossicarmi, riposarmi, ricaricarmi. Fino adesso non ho allacciato alcun contatto, con il rischio tra l'altro di passare per maleducato. Però voglio aspettare aprile. E sa perché?".
Si spieghi...
"Perché ci saranno realtà inimmaginabili. Ho ricevuto una decina di proposte da squadre straniere e ho risposto sempre no. Voglio attendere la primavera e, se non troverò nessuno che mi presenterà un progetto serio, posso restare addirittura a riposo per un'altra stagione".
Capello al Real traballa: se lo immaginava?
"Se dicessi che me l'immaginavo o che non me lo immaginavo racconterei una bugia".
Un giorno si riaccomoderà sulla panchina bianconera?
"E chi lo sa? La prego di trascrivere bene questo concetto: negli ultimi mesi il mio nome è stato accostato alla nazionale spagnola, a quella messicana, al Napoli, al Milan. Tutte notizie fasulle. L'unica preoccupazione è per i colleghi che devono convivere con la mia ombra addosso. Penso al povero Reja: è primo in classifica ed è costretto a sentire che arrivo io...".
La Juventus manca alla serie A?
"Ovvio. E mi pare che lo abbiano confessato anche le avversarie. A me viene da ridere quando sento che Calciopoli è finita a tarallucci e vino. Con una squadra retrocessa in B, privata di due scudetti, costretta a cedere i suoi gioielli? E con Milan, Fiorentina, Lazio penalizzate? E con un campionato condizionato?".




