Livorno, Spinelli: "Rifiutata offerta shock per Lucarelli"
Germano D'Ambrosio
Aldo Spinelli, presidente del Livorno, è intervenuto in diretta ai microfoni di Radio Spazio Aperto. Parlando del mercato di riparazione, in cui il club toscano ha ingaggiato Fiore dal Torino, l'ex interista Cesar, il nazionale danese Bergvold e Coppola dal Messina, il numero uno degli amaranto ha detto: "Avevamo una rosa molto ampia, ma con poca qualità se si tolgono Lucarelli, Amelia, Morrone e Filippini. Abbiamo dunque ceduto quei 6-7 calciatori che non giocavano mai prendendone altri in ruoli che erano scoperti e che possano permettere a Lucarelli di segnare di più. Ora, Arrigoni dovrà cambiare modulo e Fiore e Cesar saranno schierati dietro il nostro centravanti". Operazioni importanti quelle del Livorno: "Fiore sembrava un affare impossibile per noi, ma ce l'abbiamo fatta accollandoci parte del prestito oneroso che il Torino aveva concordato con il Valencia e parte dell'ingaggio dello stesso calciatore. Siamo soddisfatti perché il centrocampista ex Lazio e Fiorentina, 38 volte nazionale, era uno dei pezzi pregiati di questo mercato di gennaio". Ma oltre a comprare, la società toscana è riuscita a trattenere i suoi gioielli e Spinelli ha parlato di un'offerta choc arrivata per Lucarelli: "Non ci ho dormito una notte, perché il nostro bomber era l'oggetto dei desideri di un grandissimo club di cui non voglio fare il nome. In cambio ci davano una punta, una mezzapunta e dei soldi. Se avessi accettato avrei potuto costruire una supersquadra e anche il tecnico aveva dato il suo avallo all'operazione, ma ho preferito tenere il nostro capitano perché insieme a Toni e ora a Ronaldo, è l'unico attaccante in Italia che segni sempre con la stessa continuità e poi per me lui è il Livorno". Anche per Amelia le richieste, provenienti dalla Russia, erano pressanti: "Ce lo hanno chiesto fino a dieci minuti dalla fine del mercato ma abbiamo risposto niet!" ha scherzato Spinelli, che poi ha mostrato qualche rimpianto per un altro affare sfumato in dirittura di arrivo: "Avevamo preso Genkov, (22enne esterno sinistro in
forza alla Lokomotiv Sofia, ndr), un ragazzo bulgaro molto promettente.
Il governo del suo paese gli aveva persino messo a disposizione un aereo privato per sbarcare in Italia in tempo utile per il suo tesseramento, ma in volo sopra Belgrado gli è stato negato il permesso di transito aereo ed è
arrivato alle 7 e 15, quindi fuori tempo massimo. Mi hanno raccontato che piangeva per la delusione, ma lo abbiamo rassicurato dicendogli di restare tranquillo". Sui cambiamenti portati da calciopoli anche in sede di mercato, Spinelli ha attaccato il mondo dei procuratori: "La Gea era più corretta di molti procuratori, perché veniva incontro alle esigenze economiche delle società oltre che a quella dei suoi assistiti. Purtroppo non ho fatto molte trattative con loro, però con me sono stati sempre corretti al 100% comportandosi non bene, ma benissimo. E' stato colpevolizzato solo un gruppo, mentre ci sono tanti altri agenti associati tra di loro". La rovina del calcio, secondo Spinelli, è stata la sentenza Bosman: "Prima il cartellino dei giocatori era di proprietà delle società, mentre questa sentenza ha indebolito sempre di più i club arricchendo invece i procuratori, che guadagnano milioni senza fare nulla e tendono a portare in scadenza di contratto i calciatori, a meno di rinnovi a cifre stratosferiche. Bisognerebbe tornare ai parametri che c'erano una volta, perché se un club investe dei soldi per un giocatore è giusto che quando parta la società abbia un ritorno economico. Credo che l'elezione di Platini alla presidenza Uefa sia un bene in questo senso e spero che anche il futuro presidente della Federcalcio si muova in questa direzione. Anche gli altri
presidenti sono tutti d'accordo".




