Lucchese: i programmi del presidente Hadj
Stefano Sica
"Vorrei ringraziare pubblicamente Fabrizio De Poli per quello che ha fatto in questi mesi alla Lucchese. Mi dispiace che se ne sia andato, ma credo che, per il bene di tutti e per la nostra amicizia, è meglio che sia accaduto ora piuttosto che più avanti. Le nostre vedute erano diverse, accade anche nelle migliori famiglie. Questo non vuol dire che io non abbia apprezzato l'impegno che ha messo nel suo lavoro. I giocatori mandati in vacanza? Credo che sia giusto e anche un mio diritto salutarli, uno ad uno, perché voglio che rimangano in buoni rapporti con noi. Inoltre credo, almeno per coloro che sono destinati a rimanere, che due mesi di ferie sono troppi. Meglio tenerli allenati, così da essere pronti quando arriverà il nuovo allenatore".
Fouzi Hadj esce allo scoperto e, per la prima volta dopo le dimissioni di De Poli, parla del futuro, tecnico, societario e finanziario, senza nascondersi. Presidente, che cosa è accaduto in questi ultimi tempi alla Lucchese?
"Se si riferisce a De Poli che se ne è andato, è un peccato, ma è meglio adesso che poi. In realtà è cambiato il mio metodo di lavoro. Prima, sia Simoni sia De Poli agivano, sceglievano, disponevano e io giungevo solo a cose fatte per ratificare. Ora, al contrario, voglio sapere tutto. I miei collaboratori sono in piena sintonia con il sottoscritto, sanno cosa voglio e si impegnano per trovarlo. Loro sanno quali giocatori servono, fanno i sondaggi, iniziano le trattative. Poi, però, sono io che intervengo alla fine e concludo direttamente con procuratori e giocatori. Ora non si fa niente senza di me. C'è una certa differenza".
De Poli aveva scelto Capuano e aveva anche già trovato a chi vendere Di Gennaro...
"Ripeto. Sono io che decido chi va e chi viene e, con me, il mio staff e, soprattutto, il tecnico che arriverà. Di Gennaro non lo cedo neanche per sogno. Al limite potrei mandarlo in A o in B, ma se resta di proprietà della Lucchese. Basta, inoltre, con i prestiti secchi. E' stato un errore che non ripeterò".
Si riferisce a Correa?
"Sì, ma non solo. Il futuro dell'argentino dipenderà dalla Lazio".
Chi farà il mercato rossonero?
"Io, il futuro allenatore e, in questo momento, Silvio Giusti e Antonio Magli. Loro sono con me e lavorano ogni giorno per il futuro".
L'allenatore della Lucchese è un bel rebus?
"Noi abbiamo smentito proprio poche ore fa di aver mai contattato Piero Braglia. Questo per rispetto del Pisa e della professionalità dell'uomo e dell'allenatore. Siamo in contatto con diversi tecnici, ma aspetteremo la fine del campionato. E questo vale anche per i giocatori. Sarà il tecnico, d'intesa con la società, a decidere chi resterà, chi andrà via e chi dovrà arrivare. Anche sul tecnico, lo dico con soddisfazione, c'è piena intesa tra me, Giusti e Magli. Bellucci farà il team manager e ci consiglierà con la sua esperienza di giocatore".
Brunner resta o va via?
"Alex è della Lucchese ed è confermato".
Renzetti è stato venduto?
"Il 50 per cento di Renzetti è nostro e lui ha un contratto per altri due anni. Resta qua, è garantito".
E Volpara?
"Resta anche lui a patto che il tecnico lo faccia giocare. Se, invece, preferirà mandarlo a giocare, lo daremo in prestito".
Chi altro resterà in rossonero?
"Carruezzo giocherà un altro anno, Masini e Magnani restano qui, così come Guidi e Carusio, Basha e Bonfanti, Geraldi e Giampieretti. Per questi ultimi due, così come per Monticciolo, dipenderà da ciò che vorrà fare l'allenatore. Ora è presto per parlarne".
Entro il 4 luglio dovrà tirare fuori parecchi soldi. Lo sa presidente?
"Lo so sì, altrimenti come farei a pensare di potermi iscrivere al campionato. L'ho già programmato e come ho fatto in passato pagherò quello che ci sarà da pagare".
E la nomina del nuovo consiglio di amministrazione?
"Verrà anche il tempo per quello. Quando annunceremo l'allenatore e i giocatori che resteranno, diremo anche quando sarà nominato il nuovo cda".
Presidente lei è consapevole che la sua immagine, a Lucca, ha avuto una caduta esponenziale?
"Lo so. Ho avuto attacchi da molte parti e ho commesso parecchi errori anch'io. E me ne assuno la responsabilità. Se ho sbagliato nello scegliere i collaboratori, ne sono io l'unico responsabile, perché non avrei dovuto metterli in quel posto. Sono deciso a non mollare, a raggiungere quello che mi ero prefissato. Presto anche le accuse che mi hanno fatto cadranno del tutto. In questi due anni ho capito che non bastano i soldi per vincere nel calcio, serve organizzazione e a noi è mancata".




