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Matteo Sereni in porta al Toro?

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Ilario Imparato
mercoledì 27 giugno 2007, 09:372007
autore Ilario Imparato
27.06.2007 09:372007

Ieri le visite mediche e la firma, oggi la presentazione ufficiale ai suoi nuovi tifosi. Christian Abbiati, alla fine, ha scelto l'Atletico Madrid che per averlo nella prossima Liga darà 1,4 milioni a lui e 500 mila euro al Milan. Adios Toro, dunque. Senza troppi rimpianti, da un parte e dall'altra. Perché Cairo, con un'offerta decisamente inferiore a quella della scorsa stagione, concretamente ha fatto poco per tenerselo. Perché quello fra il portierone triste e il tifo granata non è mai stato amore vero.

Ora, però, nel bel mezzo della sua rivoluzione novelliniana, il Toro deve anche cercare un portiere. Meglio, due: perché Massimo Taibi aveva confessato di essere disposto a fare ancora il vice solo di un Abbiati, ossia di uno che ha vinto cose importanti ed è nel giro della Nazionale. Siccome non risulta che Cairo e Antonelli siano sulle tracce di Buffon, Julio Cesar o Dida...
«Lavoriamo su più piste», è l'unica concessione presidenziale. Non da ieri, naturalmente, visto che la rottura con Abbiati era nell'aria da tempo e «La Stampa» l'aveva anticipata venerdì scorso abbinandola alla ben più remunerativa intesa con l'Atletico Madrid. Il borsino delle alternative, com'è nella logica del mercato, finora è stato un susseguirsi di impennate, crolli, ritorni di fiamma. Di Handanovic, Curci e Viviano, «caldissimi» fino alla scorsa settimana, adesso non si parla più. Per Sorrentino, cavallo di ritorno cercato negli ultimi giorni, ieri non si sono registrate novità. L'ultimo fixing porta alla ribalta un nome nuovo, ma perfettamente in linea con la strategia di mercato granata. L'obiettivo numero 1 adesso si chiama Matteo Sereni, 32 anni: costa zero, perché non è più della Lazio; ha una voglia di riscossa bestiale dopo le due tormentantissime stagioni vissute fra il Treviso (infortunio) e Lotito (l'ultimo anno fuori rosa, di fatto). Nemmeno l'ingaggio sarebbe un problema: a Roma prendeva 1,1 milioni, ma per rimettersi in gioco accetterebbe volentieri di rientrare nel nuovo tetto fissato da Cairo a non più di 700 mila euro.
«Matteo ha molte offerte, cerca una società che gli dia fiducia, che lo faccia sentire importante, dopo aver vissuto un anno difficile. Ha fatto per troppo tempo il secondo, vuole dimostrare da titolare le sue grandi qualità tecniche e caratteriali». Parole che da settimane va dicendo il procuratore di Sereni, che poi è sua moglie Silvia, ex pr di discoteche. Nei giorni scorsi ha già detto di no a una ricca proposta estera («Vogliamo restare in Italia») e pure alla Fiorentina, che lo vedeva vice di Frey. Il Toro è pronto a scommettere su di lui, adesso. Assumendosi i rischi del caso, considerato che Sereni ha giocato la sua ultima partita ufficiale il 18 marzo 2006 in Treviso-Cagliari. Ma anche con la convinzione di poter ricavare grandi benefici da un portiere che, quando ha goduto della fiducia del club, ha sempre fatto bene in 135 presenze di serie A, 75 di B e 25 in Inghilterra.
Sampdoria, Piacenza, Empoli, ancora Samp, Ipswich e Brescia, prima dell'incubo laziale. Sereni grande promessa e poi portiere maturo dalla grande tecnica e dalla fisicità esplosiva. Sereni chiamato alla Lazio da Mancini, nell'epoca d'oro di Cragnotti e dei contratti da nababbi. Partite convincenti da vice di Peruzzi, fino all'avvento di Lotito e al suo «salary cap». Sereni e il nuovo padrone che entrano presto in rotta di collisione per quell'ingaggio esagerato. Risultato: ultima presenza con la Lazio datata 21 settembre 2005, nel ko di S. Siro contro il Milan; poi, a gennaio 2006, il prestito al Treviso; infine, l'emarginazione dalla scorsa estate, con accesso consentito a Formello, ma per allenarsi da solo. Lotito, dal luglio 2006, non gli ha più nemmeno pagato lo stipendio. I Sereni hanno fatto ricorso al Collegio Arbitrale della Lega che, due mesi fa, ha obbligato la Lazio a versare 1 milione di euro di arretrati entro ottobre.
Matteo, però, ora vuole tornare in campo. Il Toro ha deciso di dargli la chance che inseguiva. Il matrimonio può farsi in tempi brevi, brevissimi. Cairo e Antonelli vogliono sistemare la porta in fretta e hanno individuato le alternative in B: Gillet del Bari e Antonioli, già con Novellino alla Samp, del Bologna. Già oggi, però, potrebbero arrivare altre novità riguardanti la difesa: c'è un incontro col Chievo per Mantovani, c'è poco da limare col Brescia per Dallamano.

Fonte: La Stampa