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Messina, Giordano: ''Troppo pessimismo, per la salvezza non ci vuole un miracolo''

autore
Marco Frattini
giovedì 5 aprile 2007, 10:122007
autore Marco Frattini
05.04.2007 10:122007

La piazza è in subbuglio, le prestazioni della squadra negli ultimi tempi deprimenti, il calendario terrificante. L'impresa è ardua ma Bruno Giordano ci prova lo stesso ed in conferenza stampa tenta di spazzare via il pessimismo, di allontanare la rassegnazione.
Nel primo faccia a faccia tra il tecnico e i giornalisti dopo il nuovo ribaltone, sono due gli argomenti che monopolizzano il dibattito: l'avversità dei tifosi nei confronti dell'allenatore e l'obiettivo - salvezza, sempre più difficile da centrare. Su quest'ultimo tema Giordano è categorico "C'è troppo pessimismo - dice - troppa rassegnazione, sembra di essere già retrocessi in B quando invece siamo ad un punto dalla salvezza". Ma, viste le premesse, occorre un miracolo? "No - risponde Giordano - un miracolo no. Dobbiamo lavorare, crederci, ci vuole impegno, convinzione, determinazione, e l'ambiente deve sostenerci, l'input deve venire dalla città, ogni componente è determinante, se ne viene a mancare una tutto è molto più difficile".
La città, l'ambiente, la tifoseria.

Argomenti non facili da affrontare per il tecnico romano che dopo aver chiesto scusa per l'ennesima volta, torna su quelle dichiarazioni che tanto irritarono i messinesi, specie quando Giordano parlò di un esonero imposto dalla piazza. "Se vogliamo ricordare tutto ciò che io ho detto - ammonisce Giordano - ricordiamo anche che io, nella conferenza stampa successiva al mio esonero ho ringraziato la famiglia Franza per l'opportunità che mi ha offerto. Poi, dopo la tragedia di Catania, era facile strumentalizzare ogni dichiarazione, ma io non ho mai parlato di società ostaggio dei tifosi, non ho mai offeso la piazza, mai insultato la città".
La conferenza va avanti e tocca anche altri temi: il rapporto con la squadra, il gruppo, i calciatori, quei calciatori accusati dallo stesso tecnico nel giorno del suo esonero di non avere gli attributi, quei calciatori che, dopo la partenza di Giordano, ammisero di essersi fin lì allenati poco e male: "Il fatto che qualcuno abbia detto che non lavoravamo bene certo non mi spinge a cambiare i miei programmi. Io vado avanti, non ascolto nessuno, se qualcuno non ce la fa, o non è d'accordo con i miei metodi di allenamento, si metta da parte".
Infine uno sguardo al primo durissimo impegno, si va a Roma ad affrontare la Lazio, la squadra più in forma del campionato: impresa impossibile? "La Lazio è l'avversario più difficile che si possa affrontare in questo momento - afferma l'allenatore romano - ma nel calcio nulla è impossibile, abbiamo il dovere di crederci".

Fonte: Davide Manzo per www.messinasportiva.it