Messina, via al mini-ritiro: con la squadra anche Di Napoli, Lavecchia e Zoro
Un allenamento al "Celeste" al mattino, poi tutti sul pullman, di lì all'aeroporto, destinazione Sardegna: per il Messina l'operazione Cagliari è già iniziata. Un mini-ritiro, alle porte del capoluogo di regione sardo, tre giorni scarsi, prima del match: per non lasciare nulla al caso, nulla di intentato, per aumentare la concentrazione, per azzerare, stroncare sul nascere ogni tipo di divagazione, per il gruppo da oggi deve esistere un solo obiettivo, una solo missione, un solo punto d'arrivo. E così Cavasin, assecondato dalla dirigenza, ha deciso: tutti in ritiro. "Quando si parla di ritiro - ha sottolineato Manolo Pestrin - indubbiamente si pensa principalmente ad un provvedimento punitivo. Partiamo con qualche giorno di anticipo per preparare al meglio una gara decisiva. La società ha deciso così; smaltiremo con tranquillità la fatica del viaggio e ci organizzeremo in modo ottimale. Conosciamo l'importanza dell'impegno con il Cagliari e domenica daremo il massimo in campo".
Superata l'emergenza febbre: Di Napoli, Zoro e Lavecchia, ieri fermi proprio a causa dell'influenza, sono partiti con il resto del gruppo, privo dei soli Morello, Minetti e Ghomsi.
Per Cavasin, dunque, ampia possibilità di scelta in ogni reparto. Ma la sensazione è che gran parte delle sue decisioni siano già definitive. 4-4-2 il modulo, non si torna indietro. Sugli uomini pochi dubbi: Paoletti in porta, Rea probabilmente preferito a Lavecchia, in difesa sulla destra, conferme nel settore arretrato per Zoro, Zanchi e Parisi, e per Alvarez, Candela e Masiello a centrocampo. Reparto che potrà contare su Manolo Pestrin, riportato, quasi a furor di popolo, fra i titolari.
"Sentire che i tifosi sarebbero contenti di vedermi in campo non può che farmi piacere - ha ammesso il centrocampista prelevato a gennaio dal Cesena - Anche se sono qui da poco tempo ed ho giocato soltanto a tratti ho fatto evidentemente qualcosa di buono. Apprezzo la stima dei tifosi, che anzi mi inorgoglisce. In questo momento dobbiamo restare sereni: non contano più le parole, dobbiamo semplicemente fare bene in campo".
In attacco si punta tutto su Christian Riganò, sui suoi gol, sul suo carisma, quasi certamente tornerà ad affiancarlo Sergio Floccari, a secco da cinque interminabili mesi. Ma Di Napoli non è al top, martedì la contusione alla schiena, ieri la febbre, e se parliamo di gol e citiamo Iliev, l'ultimo ricordo di una rete gonfiata dal serbo corre addirittura allo scorso 27 Agosto, Messina - Lazio, coppa Italia, calcio d'estate, altri tempi. Da allora tutto è cambiato ed oggi c'è una squadra chiamata solo a lottare, sudare, tirare fuori il meglio, giocare alla morte ognuna delle dieci partite da dentro o fuori che tengono ancora viva la speranza: "Ultimamente sono state tutte partite da ultima spiaggia. Anche la sfida con il Torino era tale. Difficile fare tabelle di marcia. È chiaro anche che in virtù di un calendario non certo agevole dovremo soffrire. Possiamo giocarcela fino in fondo mettendo in campo determinazione e cattiveria, soprattutto negli scontri diretti. La classifica cambia in fretta e da una domenica all'altra possono mutare anche i giudizi. Una vittoria potrebbe rilanciarci".




