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Michel Platini: "Basta affari nel calcio. Torniamo ai vecchi valori"

Michel Platini: "Basta affari nel calcio. Torniamo ai vecchi valori"
mercoledì 5 dicembre 2007, 15:042007
di Stefano Sica

E' sempre stato un paladino di un calcio in cui gli affari non fossero sempre ed esclusivamente il principio unico e inderogabile. Il presidente dell'Uefa Michel Platini, come è suo solito fare, per avvalorare le sue tesi si serve di parallelismi, ricorrendo a quelle situazioni storiche che hanno caratterizzato il calcio dei decenni scorsi, rendendolo più genuino ed appetibile di quanto non sia oggi. Così in un'intervista rilasciata al quotidiano francese Liberation: "Io credo all'importanza di società forti economicamente. In ogni epoca i vincitori erano quelli che avevano più mezzi. Negli anni '50 e '60, quando le finanze dei club dipendevano dagli incassi, il Real Madrid con il suo stadio da 100mila posti staccava più biglietti. Negli anni '80 sono emerse le squadre appartenenti ai grandi industriali italiani, Agnelli e Berlusconi. Poi l'esplosione dei diritti tv ha creato nuovi ricchi".

Come intervenire? Platini lo sa bene: "Introdurre un tetto alla massa salariale dei club, che dovrebbe incidere non oltre il 60 per cento sul loro giro di affari, arginando l'inflazione dei salari". Porte aperte anche per un indennizzo per quei club che forniscano i loro campioni alle nazionali: "Va bene, se metteranno i loro giocatori a disposizione delle nazionali per un mese e mezzo in occasione di una fase finale di un mondiale o un europeo". Sul riciclaggio di danaro sporco e sulle scommesse clandestine che lasciano un alone di sospetto su tante gare, Platini auspica "la creazione di una polizia europea per proteggere il calcio". Sulla moviola in campo, infine, Platini si mostra tradizionalista: "C'è bisogno di occhi, ma di occhi umani. Altrimenti ci saranno il video, le cellule fotoelettriche, il congegno elettronico dentro il pallone...E alla fine non ci sarà più bisogno di arbitri, nè di giocatori".