Palermo: botta e risposta Di Michele-Foschi
Ilario Imparato
"Mi hanno imposto di andare via. Non sono stato io a chiedere di essere ceduto". Queste le parole di David Di Michele, che attraverso la trasmissione "Calcio Parlato" su stadionews24, tiene a precisare i retroscena della sua cessione al Torino. "Non si dica che sia un mio tradimento, e' stata la societa' che mi ha messo nelle condizioni di andare al Parma o al Torino. Io volevo rimanere, ho lasciato degli amici, ma io non sto in una societa' che non ti vuole. "La cosa che mi ha dato piu' fastidio sono state tutte le voci circolate sul mio conto - ha aggiunto il neo attaccante del Torino a stadionews - hanno detto che ho creato confusione dello spogliatoio, che ho litigato con alcuni compagni ma non e' assolutamente vero.
Con rammarico dico che la societa' non mi ha mai difeso, mi aspettavo un trattamento diverso dalla dirigenza". Il direttore sportivo del Palermo Rino Foschi ha replicato alle frecciate di Di Michele che si e' sentito scaricato dalla societa' rosanero: "Mi sento offeso, non ho voglia neanche di rispondere a queste provocazioni. Dico solo che dopo tutto quello che ho fatto per Di Michele in questi anni non mi devo giustificare perche' non ho fatto assolutamente nulla. La verita' e' che lui voleva cambiare aria, mi sento offeso anche a nome del Palermo". "Pasquale Foggia non fa piu' parte dei nostri piani" - Foschi, pur ammetendo le qualita' del giocatore, annuncia che la societa' non e' piu' sulle tracce dell'esterno di centrocampo della Lazio: "La priorita' e' mantenere certi equilibri all'interno dello spogliatoio, al momento abbiamo una rosa molto competitiva ma con alcuni elementi in esubero, semmai se ci fossero altri movimenti sarebbero in uscita. Prendere Foggia potrebbe creare ulteriore concorrenza in organico, l'importante e' che non ci siano malumori nella squadra".




