Roberto Massucci: "Vietate tutte le trasferte a rischio"
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Roberto Massucci, Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato e Segretario dell'Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive, è intervenuto ieri pomeriggio ai microfoni di Radio Radio.
Quali sono le ultime decisioni dell'Osservatorio?
"Si tratta di decisioni che riguardano vari settori di attività legate al calcio. Nella riunione di ieri abbiamo messo a punto alcune misure che riguardano le autorità di pubblica sicurezza. Tra queste, il principio che in trasferta si andrà soltanto se le tifoserie non hanno storie di violenza alle spalle. Allo stesso tempo, abbiamo messo a punto misure che riguardano gli steward e la tessera del tifoso. Questo secondo provvedimento ci consentirà di parlare un giorno di 'tifoserie ufficiali' e di tifosi fidelizzati".
La limitazione delle trasferte, significherà anche il divieto della vendita di singoli biglietti?
"La limitazione alle trasferte di massa è un principio già presente nell'ordinamento giuridico. Si è pensato di prevedere ulteriori ostacoli all'acquisto dei biglietti quando vi siano i presupposti di pericolosità per le tifoserie interessate. In questa prima fase il principio è che in trasferta non si va. Si andrà soltanto se le tifoserie, nel tempo, hanno inoltrato un livello di civiltà che ci lascia tranquilli. Naturalmente, oltre al divieto di trasferta ci saranno dei provvedimenti ulteriori, come la limitazione della vendita dei biglietti solo nella provincia dove si svolge la partita. Qualora, nonostante le misure, si verificheranno incidenti prima della gara, la partita non verrà fatta iniziale o verrà sospesa".
Qual è il nodo centrale per la risoluzione di questo male?
"Domenica, abbiamo avuto un 'animale ferito' che ha messo in campo tutte le forze per aggredire le istituzioni. Bisogna lavorare per rescindere i legami che costituiscono la forza di questi gruppi in grado di aggregare la massa. Di riunire spesso giovani che, presi singolarmente, non sono espressione di illegalità. E' un operazione difficile. E' bene scindere, però, gli ultras dai violenti e dai facinorosi".
Lo sport e il calcio stannno dando segnali importanti?
"Ci attendiamo ancora qualcosa dal mondo dello sport, per dare un segnale importante. La circostanza fortuita della sosta della nazionale non ha dato la possibilità di fare qualcosa in più. Certo è che il segnale che è giunto, è qualcosa in meno di quello che ci si aspettava".
Il dialogo può essere uno strumento importante?
"Bisogna creare nuove condizioni per il dialogo. Quelle di oggi non sono adeguate. La trasferta è un momento di rafforzamento per i violenti. Bisogna diminuire la forza che permette ai gruppi di facinorosi di far leva sulle masse. Solo in quel momento potrà iniziare il dialogo vero. Un dialogo non tra le forze dell'ordine e chi commette dei reati. Bisogna costruire un dialogo diverso".
Dobbiamo attenderci provvedimenti per la Roma, la Lazio, l'Atalanta e il Milan?
"Attendiamo delle risposte importanti da parte della giustizia sportiva. Siamo fiduciosi perché la giustizia sportiva ha dimostrato di saper prendere decisioni importanti anche per fatti accaduti fuori dallo stadio. Le forze di Polizia si stanno muovendo per dare risposte importanti, attraverso il lavoro di indagine. Le tifoserie estreme hanno dimostatto di avere delle potenzialità importanti per incidere sulla massa. E' questo l'elemento che ha scatenato le decisioni più restrittive. All'indomani di fatti come quelli accaduti domenica, il livello di rigore deve alzarsi al limite della soglia".




