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Roma, un encomio per Simone Perrotta

Roma, un encomio per Simone Perrotta
autore
Giuseppe Di Napoli
venerdì 21 settembre 2007, 10:542007

Non sempre nelle cose della vita si è ricompensati e glorificati per quanto si vale. E così è anche nel calcio. Spesso i complimenti, le strette di mano, i titoloni sui giornali vanno a chi si fa notare per aver portato a compimento un capolavoro (è il caso dei Kakà, dei Totti, dei bomber di razza che in un modo o nell'altro la buttano sempre dentro), oppure a chi lo ha costruito con il proprio genio insegnando calcio in un'Università del pallone piena di talenti (vedi il Pirlo Magnifico Rettore del centrocampo milanista). Poche volte le onorificenze e i premi dei giornali specializzati vanno a gente che alla qualità abbina una forte dose di quantità.

E allora noi oggi andiamo controcorrente, e non parleremo dei Kakà, dei Pirlo, dei Totti o dei vari Leonardo da Vinci del panorama pallonaro. No, oggi la nostra attenzione è dedicata ad un personaggio che non fa della ribalta il suo stile di vita, che non inventa numeri da spellarsi le mani, che non ha il piedino fatato. Ma è uno che se non ci fosse, a detta di tanti esperti, la sua squadra non sarebbe poi così forte, secondo altri è addirittura più importante nell'economia di gioco del suo indiscusso Capitano, mentre tanti allenatori non sono riusciti a fare a meno di lui, da Spalletti al Lippi Campione del Mondo.

Stiamo parlando di tale Simone Perrotta, classe 77 da Ashton under Lyne, perché a volte capita di essere italiani fino al midollo ma di emettere i primi vagiti in terra straniera, proprio laddove, in Inghilterra, c'è stata forse la Madre di tutte le partite della Roma senza l'apporto fondamentale del centrocampista offensivo di Spalletti: il tragico (sportivamente parlando) ricordo di Manchester-Roma 7-1 infatti vive anche e forse soprattutto dell'assenza causa squalifica di Simone, che non è riuscito con la sue sgroppate e la sua corsa infinita ad arginare lo strapotere mediano dei rossi di Ferguson. Si perché se Francesco Totti è l'anima dolce e geniale della formazione del presidente Sensi, Perrotta è il cuore dell'equilibrio tattico della macchina da gol di Spalletti: decisivo con i suoi inserimenti, indispensabile in zona-gol ma altrettanto imprescindibile per fare legna a centrocampo con i vari De Rossi o Aquilani. Un pendolino centrale su cui ondeggiare si basa l'andamento della truppa romanista.

E allora serate di Campioni come quelle di questa settimana europea danno l'esatta immagine dell'importanza di Simone nella scacchiera giallorossa: lo testimonia l'ennesimo gol, l'ennesima pagella luccicante, l'ennesima avversaria spaccata in due dagli inserimenti senza palla del centrocampista azzurro. E pazienza se i titoloni vanno magari a Totti, o le candidature ai Palloni d'Oro del caso a Kakà e Pirlo. Chi ne sa di calcio è perfettamente conscio che di Perrotta ce ne sono pochissimi al mondo, e sanno come glorificarlo e dargli una grossa stretta di mano. Perché non si è Campioni del Mondo per niente. Grazie Simone.

Fonte Matteo Femia per Nesti Channel