Sindaco di Catania: "La mia città è solo un bersaglio"
Ilario Imparato
"Noi siamo davanti al Tar del Lazio per sostenere il buon diritto della citta' a non essere massacrata ma anche per dire che siamo orgogliosi di quello che rappresentiamo". Lo ha detto il sindaco di Catania Umberto Scapagnini che insieme al vicesindaco Giuseppe Arena e al presidente della Provincia etnea, Raffaele Lombardo, si sono radunati insieme ad una cinquantina di tifosi del Catania, davanti la sede del Tar del Lazio, a Roma dove si e' svolta l'udienza per l'esame del ricorso con cui la Federazione italiana gioco calcio ha riassunto davanti ai giudici del Lazio l'ordinanza del Tar di Catania che ha annullato, in via cautelare, la squalifica del Massimino e l'obbligo di giocare a porte chiuse per gli etnei le gare interne fino al 30 giugno. Ci sono inoltre alcuni striscioni quali: 'Catania figlia di un Dio minore' e 'Giustizia. Due pesi e due misure.
Vergogna'. Per il presidente della Provincia di Catania, leader del Movimento per l'autonomia, Raffaele Lombardo, "e' strano che non si parli piu' di 'Calciopoli' e di altri morti che ci sono stati, ma si attacca un'intera citta'. Contro questa giustizia -ha concluso l'eurodeputato- noi intendiamo protestare".




