Tesser: "Con i mezzi che avevamo, il mio Ascoli si era comportato bene"
Marco Frattini
Attilio Tesser domenica non guarderà Ascoli - Udinese. Il perchè lo spiega lui stesso ad udineseblog.it dicendo che "per me dopo che sono andato via da Ascoli non sono riuscito più a guardare una loro partita. Non starò quindi davanti al televisore, ma andrò a guardare altre partite in campionati minori per tenermi aggiornato".
L'Ascoli dell'andata a Udine è uscita tra gli apprezzamenti del pubblico, che ha riconosciuto un modo di giocare concreto e che in qualche occasione poteva anche fare male. Poi finì in pareggio. "Infatti prendemmo un punto in una trasferta insidiosa, contro una squadra che allora girava a mille. Quindi uscimmo contenti per quel punto, anche se provai un po' di rammarico per quel gol di Bjelanovic che si rivelò valido. Comunque per me fu una partita davvero particolare: la prima da avversario al Friuli. Una sensazione che è difficile spiegare".
Alla fine viene da pensare - dopo aver visto all'opera quella squadra, dopo che aveva anche impensierito il Milan a San Siro - che poi a pagare è sempre l'allenatore nel calcio, visto che venti giocatori non si possono cacciare. "Il rammarico è che il tutto è avvenuto in una situazione strutturale dove poi a gennaio si sono comprati sei giocatori. Comunque noi eravamo riusciti a darci un modo di giocare facendo bene in tanti campi. Il rammarico più grosso è per quel pareggio al 92° in modo irregolare contro la Roma all'Olimpico. E' la cosa che ancora mi dà più fastidio. Con i mezzi che avevamo eravamo riusciti a mostrare alcune buone cose. Poi quando i risultati non arrivano a pagare per primo è ovviamente l'allenatore, visto che venti giocatori non li puoi cambiare."
Inevitabile chiedere di quel gol ad Ascoli datato 28 aprile 1985 che significò salvezza per l'Udinese. Altri tempi. "Un gol importantissimo ed indimenticabile - arcconta Tesser - in una domenica importante per noi, visto che riuscimmo a salvarci. Il mio gol poi mandò in B l'Ascoli. E' arrivato anche in un contesto particolare, visto che quel giorno c'era silenzio stampa"
Visto dall'interno e ora - purtroppo - da spettatore che campionato è questo qui? falsato, sia per calciopoli sia per gli ultimi fatti, o comunque un torneo valido? "Per me è un torno valido. Gli handicap forse hanno inflito un po'. Le porte chiuse possono influire ora per via della concentrazione nelle squadre che non potranno avere il pubblico. Ma l'Inter comunque è prima perchè ha vinto 15 gare in campionato e ha sempre vinto o quasi in Coppa Italia".
Un campionato a porte chiuse. Come un allenatore può dare le giuste motivazioni? "E' brutto giocare così. Ti sembra di giocare amichevoli anche di domenica. Perdi la realtà. Un allenatore può contribuire senz'altro motivando con le parole giuste i ragazzi. Ma poi alla fine sono loro che scendono in campo e le motivazioni in un contesto così le devono trovare dentro di loro."
L'Udinese può ambire alla champions? "Tutto è possibile. Io l'ho sempre sostenuto. Le tre avanti (Inter, Roma, Palermo) oramai hanno un margine di sicurezza acquisito. Ci si giocherà la quarta piazza. E le squadre in lizza a mio avviso sono Milan, Fiorentina, Lazio e Udinese. Soprattutto la Lazio mi ha colpito per la sua continuità. Comunque a mio avviso saranno queste a contendersela. Poi ci vuole un pizzico di fortuna, una motivazione in più, un episodio favorevole per far girare nel verso giusto l'ago della bilancia. Poi voglio aggiungere che se queste squadre si giocheranno la champions, quella che mi ha colpito di più fino ad oggi è l'Empoli: lo dissi ancora tempo fa che sarebbe stata la vera sorpresa del campionato."
Malesani è una allenatore che ribadisce sempre la forza del gruppo. Un concetto caro anche a Tesser. Che percentuale d'importanza ha riuscire a creare un gruppo solido? "In un campionato è la base fondamentale per poter fare bene. Serve costruire un gruppo di amici che hanno lasciato alle spalle tutto per poter pensare solo alla squadra, venendosi incontro nei momenti difficili. E' importante davvero instaurare una mentalità che faccia capire che remando tutti dalla stessa parte oltre a beneficarne il gruppo ne ha beneficio anche il singolo stesso. E soprattutto credo che un gruppo compatto riesca a stare concentrato meglio durante le partite. E tuti sappiamo quanto importante è non avere cali di tensione. E' quello che successe al Mlan di Sacchi per citarne una. Un gruppo di giocatori, che nonostante la giovane età e quindi i giusti interessi di quel momento, riuscivano a pensare solo al bene della squadra. Un gruppo deve mettere tutto nel calcio e nella maglia. Poi se con un pizzico di fortuna arrivano anche i rislutati allora si porta anche più entusiasmo."




