TMW A CALDO - Lazio, Lotito sulla sicurezza negli stadi: "Meglio prevenire che curare"
Germano D'Ambrosio
Ecco la succosa ricetta all'inglese di Claudio Lotito, presidente della Lazio, per risolvere i guai del pallone giocato senza la gente sugli spalti: "Mi auguro che questa sia un'esperienza negativa e dolorosa che possa, però, costituire un elemento importante per poi ripartire con logiche diverse e soprattutto di valori autentici nel mondo dello sport. Per creare un rapporto empatico con i tifosi, per rivalorizzare quella tifoseria sana che vive con passione la domenica delle partite". Arriva in questo modo al punto focale della riflessione: "Ma vorrei che si vivesse questo attaccamento alla squadra del cuore, ai colori e alla storia del proprio club anche durante l'arco della settimana". Come fare? Il patron biancoceleste spiega: "E questo può realizzarsi non solo attraverso una cultura dei valori dello sport e della legalità, ma anche e soprattutto attraverso opere strutturali come stadi che siano funzionali al recupero del ruolo delle famiglie". L'argomentazione s'infittisce man mano di particolari: "Mi pare che emerga in modo palese che gli stadi non devono stare più nei centri urbani. E poi devono avere una struttura utile a prevenire certi episodi e che non può essere realizzata solo attraverso il decreto Pisanu".
Allora Lotito tratta la questione Lazio: "Noi dobbiamo fare il nostro campionato e non dobbiamo pensare a quello che fanno gli altri. Mi auguro che la squadra ritrovi quella condizione che ha dimostrato di avere a Palermo. Dobbiamo giocare con quel cinismo che ci ha portato ad altri risultati in molte circostanze".
Dunque sulla partita: "Non sempre nel calcio si raccoglie quello che si semina in campo. Abbiamo avuto due occasioni ma non le abbiamo concretizzate, anche se abbiamo ottenuto un risultato soddisfacente soprattutto per il fatto che a Bergamo squadre più blasonate di noi non hanno fatto bene e hanno perso punti".
Alla fine si accenna al decreto varato in settimana: "Stadi di proprietà? Questo bisogna chiederlo all'amministrazione. È meglio prevenire che curare. Gli stadi che ha a disposizione attualmente la capitale non sono funzionali alle necessità. A noi non interessa la fidelizzazione economica. A noi non interessano i campi di calcio così come vengono concepiti ora. Neanche il Flaminio può tornarci utile".




