TMW A CALDO - Palermo, Guidolin: "Io credo ancora in certi valori..."
Francesca Patanè
Un allenatore - Francesco Guidolin - espulso dal campo; un attaccante - Adrian Mutu - che se ne frega della regola (non scritta) di non proseguire il gioco in presenza di un avversario a terra e segna; e un arbitro - Domenico Messina - che sembra avere un'unica preoccupazione: quella di fare vincere la Fiorentina.
Questa, in sintesi, la partita di ritorno Palermo-Lucatonigol, una partita promessa senza fischi e vissuta con l'antico livore (e identici fischi della passata stagione) per il Grande Traditore, numero 30 della Fiorentina. Che per la verità - quasi una maledizione che pesa su di lui davanti alla gente di Palermo - al di là di un gol annullatogli per fuori gioco, ha potuto fare ben poco, grazie ai due impeccabili centrali Biava e Barzagli che l'hanno inesorabilmente marcato.
Ma la Palermo-Fiorentina della stagione calcistica 2006-2007 non verrà ricordata per Luca Toni, ex astro di un Palermo che fu.
Sugli spalti durante la partita e in conferenza stampa dopo, gli argomenti sono stati altri: il comportamento - molto discutibile - dell'allenatore viola Cesare Prandelli, che non ha fermato i suoi giocatori nonostante il rosanero Guana a terra per infortunio e anzi li ha giustificati; la "furbata" - come il mister del Palermo l'ha definita - del fiorentino Mutu, in aperta malafede (che davanti ai giornalisti si è contraddetto più volte, sostenendo prima di non avere visto e dopo di non aver giudicato grave l'infortunio) e le "sviste" del signor Messina, che a noi, per la verità, più che un arbitro è sembrato il dodicesimo giocatore viola.
Insomma, tutta roba da far esplodere anche un mister compassato come Francesco Guidolin - che davanti ai taccuini della stampa, nero in faccia, ma soddisfatto del pareggio che il nuovo "gioiellino" Cavani al secondo tempo e con la squadra in inferiorità numerica gli ha regalato - si è lasciato andare a una riflessione sul mondo, "popolato da gente che se può accaparrarsi vantaggi lo fa, magari calpestando qualche valore". "Ma io ci tengo ancora a questi valori - ha sottolineato il mister di Castelfranco Veneto - e spero di essere ricordato anche per questo".
Povero Moggi, unico colpevole di una Calciopoli chiusa forse un po' troppo in fretta...




