Torino: è già "Chinomania"
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L'anno scorso contro Lazio, Reggina (in casa) e Palermo il Torino incassò tre brutte sconfitte, dopo le prime tre giornate aveva un solo punto ed era una squadra in crisi di gioco, idee e identità, oggi si può parlare di una squadra diversa in tutto. Che reagisce alle difficoltà e che non rinuncia ma a proporre calcio, anche contro avversarie di valore.
Dieci mesi dopo il pesante 0-3 subito al Renzo Barbera, nello stesso stadio il nuovo Toro ha colto un punto pesantissimo, reagendo dopo un primo tempo negativo, rientrando prepotentemente in partita, pareggiando e sfiorando a più riprese la vittoria nella ripresa. Questo Toro ha ancora problemi difensivi e non passa partita senza subire almeno un gol, ma a Palermo si sono notati sensibili miglioramenti anche sotto questo profilo. Novellino ha sfruttato bene la sosta per oliare i meccanismi, anche se in avvio la squadra ha sbandato, ma nell'arco dei 90 minuti i granata hanno concesso meno, avendo di fronte attaccanti di valore come Cavani, Miccoli e Amauri. L'ingresso di Dellafiore ha datosostanza al pacchetto arretrato, confermando che l'ex palermitano è stato un arrivo poco pubblicizzato ma assolutamente importante.
In mezzo al campo, accanto agli intoccabili (ex rosanero) Barone e Corini, l'ottimo Grella ha sostituito l'infortunato Paolo Zanetti e tutti e tre si sono sacrificati molto per aiutare il tridente. E qui arrivanole note liete: in assenza di Ventola, è toccato a Bejalnovic fare (abbastanza bene) la boa centrale, anche se sulla prova dell'ex ascolano pesa l'errore commesso sotto porta nel finale, quando era più difficile sbagliare che infilare in rete. Ma quando si vedono dialogare Rosina e Recoba c'è da stropicciarsi gli occhi.
Il Chino e Rosinado, evanescenti per mezz'ora, hanno incantato il Renzo Barbera nella ripresa, confezionando il pareggio con una combinazione che solo i grandi campioni sono in grado di fare.
Questo Recoba, che nel dopo gara ha dimostrato di aver già dimenticato l'Inter (ediche e pensieri per tutto l'universo granata, neanche una parola per il secondo padre Moratti), può essere il valore aggiunto di questa squadra. Con lui e Rosina il Toro ha fantasia, velocità, imprevedibilità e la capacità di ribaltare il campo con una sola giocata. Se la squadra saprà essere all'altezza dei suoi fantasisti si può fare un campionato interessante e ricco di soddisfazioni.




