Torino, uno sguardo al futuro
Il colpo esterno che serviva, inatteso e per certi versi clamoroso, è arrivato. L'Olimpico di Roma è stato il teatro dei novanta minuti che consegneranno la salvezza la Toro di Gianni De Biasi, un traguardo a nostro avviso meritato ma raggiunto con tante, troppe difficoltà.
La prima considerazione è legata alla vittoria di Roma, dove molti hanno parlato (giustamente!) di un Toro catenacciaro. Bene, ma ci chiediamo quale neopromossa in difficoltà di classifica sia mai passata sul campo della Roma regalando gioco e spettacolo, una situazione tanto impossibile quanto grottesca. C'è invece da dire che la Roma battuta dal Toro non era la squadra splendida ammirata durante la stagione, privata di un esercito di titolari e con un Totti con la testa da un'altra parte (Illary Blasi ha avuto un ruolo nella salvezza del Toro, sembra una barzelletta ma è così...).
Per infilare la salvezza nella cassaforte granata adesso c'è bisogno di almeno un punto con il Livorno, la più classica delle sfide di fine stagione che, siamo convinti, finirà 1-1 con poche palle gol e una marea di radio accese. Quando però la serie A 2007-2008 sarà in cassaforte verrà il momento di guardarsi negli occhi, tra giocatori, allenatore e presidente.
La prima stagione in serie A del Toro di Cairo, Tosi, De Biasi (e Zaccheroni) è stata francamente fallimentare, con mosse di mercato disastrose e altre tecnicamente avventate. Lo scorso anno sono stati spesi 4,5 milioni di euro per Abbruscato, un attaccante oggi inviso ai tifosi e da vendere assolutamente se non fosse costato un occhio della testa. Per non parlare della catastrofe-Fiore, arrivato come l'uomo in più e allontanato come un appestato. Sorvoliamo infine sull'arrivo a Torino di Francesco Coco, forse il giocatore più sopravvalutato degli ultimi vent'anni. La nostra speranza, da addetti ai lavori, è che l'operazione sia stata un favore a Massimo Moratti per riceverne un altro quest'estate, in caso contrario abbiamo esaurito le ipotesi...
Insomma è ora di fare sul serio, altrimenti l'anno prossimo si fa una brutta fine. Quella che si prospetta, dopo la serie A più scarsa della storia, potrebbe essere la più forte degli ultimi dieci anni, con il ritorno di tre grandi (Juve, Genoa e Napoli) e con le conferme di realtà come Palermo e Fiorentina più Milan, Inter, Roma e Lazio. Serviranno almeno quattro rinforzi di alto livello, escluso il centravanti che serve come l'acqua nel deserto, per pensare ad un futuro migliore. Anche perché prima o poi Rosina, è bene rassegnarsi, spiccherà il volo verso una grande...




