Toro, Novellino e Barone: "Costruiremo il gruppo"
Ilario Imparato
Partenza in pullman alle otto del mattino da Torino, pranzo in compagnia ad Affi (Verona) ed arrivo in montagna a Malles alle sette di sera. È tanto banale quanto fondamentale il primo giorno del nuovo Toro di Novellino, più vicino al programma di una gita scolastica che all'inizio di un ritiro che sancisce l'Anno Zero del Torino di Cairo. «Dovrò costruire subito il gruppo ed amalgamare tutte le anime della squadra»: Walter Novellino ha ben chiara quale sarà la prima missione da compiere per compattare una rosa rivoluzionata, tra arrivi e partenze, dai dirigenti granata. E il lungo viaggio in bus di oggi sarà il primo passo per far incontrare subito gli elementi nuovi e vecchi, in attesa di farli sudare insieme sui campi trentini e piemontesi (Acqui) per un mese intero. Non ci saranno le chitarre per allietare la lunga trasferta, ma un primo clima di complicità dovrà essere creato per cominciare nel modo una migliore stagione che dovrà essere esattamente all'opposto di quella conclusa con la sofferta salvezza. «Cancelliamo il passato e ripartiamo con la giusta forza e voglia - è la filosofia di Simone Barone -: sono io il primo a prendermi le responsabilità. So che lo scorso anno ho deluso i tifosi, ma io lo sono più di loro e adesso ho tutte le intenzioni di rifarmi. Non ho mai pensato di lasciare la maglia granata. Qui mi rilancerò, anche perché penso di aver già pagato tutto con l'ultima stagione».
Simone Barone è uno dei pochi superstiti dell'epurazione cairota e, nonostante sia al solo secondo anno di Toro, dovrà fare da guida. «Adesso sono un veterano - scherza - e si dovrà far inserire subito i nuovi. Ci sono giocatori di qualità, ma teniamo i piedi a terra e pensiamo alla salvezza. È il nostro vero obiettivo: non dobbiamo illudere ed illuderci». Gli spettri del passato vengono scacciati con forza, a partire dall'abc. Cioè dalla preparazione. «Finalmente farò tutto il ritiro - commenta il campione del mondo - e così potrò lavorare a pieno regime fin dall'inizio».
Musica per le orecchie di Novellino, che finalmente può prendere in mano il Toro e modellarlo a suo piacere. Ma come? «Lavoro, lavoro, lavoro: io non ho altre ricette per valutare una squadra e allo stesso tempo aggregarla per un progetto ambizioso». Il tecnico accoglierà i suoi ragazzi a Verona e giorno dopo giorno costruirà il nuovo spogliatoio, non solo metaforicamente. Le parole e i gesti per unire la rosa, il piccone e la tinta per unire le due stanze alla Sisport che tanti problemi e divisioni avevano creato nell'ultima stagione. Novellino è pronto a dare le chiavi della squadra e del gruppo ad Eugenio Corini e Barone concorda: «Era il mio capitano al Chievo e al Palermo: è un piacere ritrovarlo in granata e giocare con lui a centrocampo».
Il nuovo Torino inizia a lavorare con 24 convocati. Non partono subito Grella e Rosina, si aggiungeranno rispettivamente dopo la coppa d'Asia e il 19 luglio, mentre Melara e De Sousa non sono stati convocati e verranno ceduti. Ma Novellino aspetta soprattutto i rinforzi per la difesa. Ieri i dirigenti di Toro e Chievo si sono incontrati a Verona per Lanna. Un avvicinamento c'è stato: i granata hanno aggiunto nel carrello della spesa anche il portiere Sicignano, per poter sostituire Massimo Taibi ceduto all'Ascoli (oggi firma un biennale). Sartori ha chiesto di riaggiornarsi. Il Toro dunque aspetta, ma sta rischiando di perdere Mantovani. Franceschini, infatti, non ha accettato il trasferimento in Veneto e nel mirino di Cairo e Antonelli è così finito Pratali, che ieri ha minacciato di ricorrere al famigerato articolo 17 della Fifa per rescindere con l'Empoli. «Mi hanno cacciato dal ritiro - spiega il centrale che piace alla Lazio - e mi sento tradito dalla società: fino al 31 agosto proverò a far valere le mie ragioni, altrimenti il prossimo anno mi libererò da solo».




