2 dicembre 1976: moriva il maestro e nasceva il mito
Redazione TMW.
Sono passati 32 anni oggi dalla morte di Tommaso Maestrelli, allenatore della grande Lazio campione d'Italia nel 1974, la Lazio di Chinaglia, Wilson, Re Cecconi, Garlaschelli, Pulici...
vogliamo ricordarlo cosi:
Giovedì 2 dicembre 1976 il telegiornale della sera annuncia la ferale notizia: "Si è spento, oggi pomeriggio a Roma, l'ex allenatore della Lazio Tommaso Maestrelli....". La notizia si era già ampiamente diffusa a Roma, dove sin dal tardo pomeriggio numerosi tifosi si erano recati alla clinica Paideia con fiori e bandiere listate a lutto. La squadra quel giorno non si era allenata perchè molti giocatori erano in preda al pianto. Ai funerali, sabato 3 dicembre, una marea biancazzurra, accorsa fin dalla notte, accompagnerà l'amato Maestrelli nell'ultimo saluto.
Piazza dei Giuochi Delfici, Ponte Milvio, Vigna Stelluti, sono completamente bloccate dal traffico causato da una folla strabocchevole che arriva fino al Lungotevere. Presenti tutte le autorità, rappresentanze della F.I.G.C. e della Nazionale,che sarebbe stata sua se il male non lo avesse portato via quando ancora non aveva 54 anni. Presenti anche tutti i rappresentanti delle squadre italiane e particolarmente di quelle in cui aveva lasciato un segno sia come calciatore che come allenatore. Tutti i giocatori dello Scudetto presenziano ai suoi funerali e proprio loro portarono a spalla la bara per l'ultimo viaggio. Viene tumulato nel cimitero di Prima Porta a Roma e la sua tomba per giorni sarà ricoperta dalle innumerovoli corone di fiori giunte da tutta Italia.
La morte di un uomo, la nascita di un mito
Dopo la sua morte, sono molte le iniziative che portarono il suo nome. Gli vengono intitolati molti tornei a livello giovanile. Il 30 aprile 1977 viene scoperto un busto di bronzo nel centro sportivo di Tor Di Quinto che prenderà il suo nome. Il Comune di Roma gli intitola una strada nei pressi dell'Eur. Quando il 9 gennaio 2000, alla festa del Centenario della nascita della S.S. Lazio viene issata una gigantografia con il suo volto, esplode il boato più grande dal pubblico che così accoglie il suo nome e il suo ricordo.
Un boato fatto da tanti tifosi che lo hanno conosciuto, ma anche dei più che, nati dopo la sua morte, non hanno avuto modo di vedere la sua opera in campo e nonostante ciò consapevoli ugualmente che Maestrelli è e sarà sempre il mito innarrivabile per grandezza. Nel Novembre 2006, in occasione del trentennale della sua scomparsa, per volontà della famiglia, esce un libro, scritto dal giornalista Franco Recanatesi, dal titolo "Uno più Undici", che narra la biografia sportiva di Maestrelli.
Un libro fortemente voluto soprattutto dai gemelli Massimo e Maurizio e che in pochi giorni fà riscontrare il tutto esaurito nelle librerie, non solo a Roma, ma anche a Bari, Foggia e Reggio Calabria, città dove Maestrelli ha lasciato un ricordo indelebile. Nella primavera 2007 la trasmissione "Sfide" di Raitre gli dedica tutta la puntata con una serie di immagini inedite prese dall'archivio di viale Mazzini, condite dal ricordo toccante dei suoi ragazzi ormai quasi sessantenni.




