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2008: Il mercato diverso

2008: Il mercato diverso TUTTOmercatoWEB
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lunedì 28 luglio 2008, 07:452008

Questo che stiamo vivendo, nella sua fase ormai matura, è un calciomercato diverso. Anni luce sembrano passati, infatti, da quel che succedeva anche solo non molte stagioni fa, da quelle trattative classiche, piane, quasi scontate, dove a contare era soprattutto il quanto (inteso come denaro) e il dove (inteso come squadra). Qualche procuratore, per ruolo, che stava li a tirare un po' su sull'ingaggio, qualche tentativo di sgambetto da parte delle acerrime rivali, ma nulla più. La trattativa era quella: tra squadra e squadra, prima, tra nuova squadra e giocatore dopo.

Oggi invece, in un calcio dove i soldi iniziano a non essere più tanti (o meglio, dove i tantissimi soldi iniziano ad averceli davvero in pochi) tutto sembra essersi ribaltato. A decidere sono quasi sempre direttamente i giocatori, con i loro capricci pronti a scattare alla prima sostituzione, al primo fastidio, al primo fischio da parte del pubblico. In sintesi, follie.

La più clamorosa, sicuramente, quella legata alla telenovela di Cristiano Ronaldo (nella foto), giocatore sublime ma personaggio non proprio da raccomandare. Si sente "schiavo", poverino, del Manchester United, una delle squadre più prestigiose del mondo, nonché campione in Inghilterra ed in Europa. Squadra, per inciso, che gli garantisce uno stipendio enorme (magari inferiore a quello del Real, dove lui vorrebbe andare, ma comunque enorme), ovviamente per giocare a pallone. D'accordo che la maglia ormai conta come un due di picche, che non esistono più le bandiere ed i valori...ok, tutte cose ormai acquisite (purtroppo), ma accusare Ferguson di schiavismo è un'assurdità assoluta. Nessuno, crediamo, ha costretto Ronaldo a firmare un quinquennale con i Red Devils. Se valesse la regola, ridicola, della "felicità" del giocatore, allora si dovrebbe anche permettere alla società di interrompere il contratto con un calciatore nel momento in cui le sue prestazioni non siano più tali da rendere "felici" allenatore e presidente. Invece no, non sia mai, strapagato anche se magari in tribuna o in panchina tutto l'anno, o a recuperare e recuperarsi in qualche località esotica.

Perché il mercato diverso è un qualcosa che riguarda ormai tutte le squadre e tutte le nazioni. Avremmo parlato - e certamente non bene - di Adrian Mutu, qualora la ferma presa di posizione dei Della Valle e un improvviso ravvedimento del giocatore non abbiano trattenuto il rumeno alla Fiorentina. Se l'irritante tira e molla tra Lampard ed il Chelsea, lungi ancora dal concludersi, sembra essere forse il caso più "normale" degli ultimi tempi, che dire piuttosto di un Barcellona che, di fronte alla volontà del giocatore, deve svendere Ronaldinho al Milan anziché guadagnare il doppio cedendolo al Manchester City? Al Milan, dove gli affari li sanno fare meglio degli altri, a questo mercato diverso si sono abituati in fretta, mettendo insieme quello che sarà sicuramente l'affare dell'anno.

Abituiamoci, in ogni caso, perché tornare indietro non si può. E allora non resta che guardare con ironia agli annunci dei vari contratti quadriennali, quinquennali, a vita. Che tanto, nove su dieci, saranno di li a poco carta straccia. Con campioni che faranno ancora i capricci, pesteranno i piedi ed andranno via, lasciandosi dietro un sacco di soldi buttati al vento.

Fonte di Marco Bisiach per NESTI C HANNEL - carlonesti.it