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A Mosca si gioca anche Inter-Chelsea. Napoli corre sulle fasce. La Juve...

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Alfredo Pedulla'
mercoledì 21 maggio 2008, 00:002008
autore Alfredo Pedulla'
21.05.2008 00:002008
Nato a Messina il 15 Aprile 1964, si trasferisce a Roma nel 1989 per lavorare presso la Redazione del Corriere dello Sport, fino al 2007. Opinionista a Sportitalia, ha vinto i premi "Oscar dei giovani","San Silvestro d'oro" e "Beppe Viola".
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Non sono tanto sicuro che a Mosca, stasera, si giochi soltanto Manchester United-Chelsea, epilogo affascinante di Champions League. Credo che ci sia una partita nella partita: non vale per la mitica coppa dalle Grandi Orecchie, ma vale tantissimo per le storie di mercato. Si gioca Inter-Chelsea, con il contorno di Milan-Chelsea. In ballo Josè Mourinho (il grande ex che rosicherebbe un po' se, in sua assenza, Grant facesse il colpaccio: che invidia!), Roberto Mancini (il papabile per Abramovich) Lampard e Drogba: in sottofondo si notano le sagome di Massimo Moratti e Adriano Galliani. E anche l'ombra della Juve che aveva pensato a Lampard come grande obiettivo per il centrocampo e che se lo sta facendo portar via dalla concorrenza.
Intanto, Mourinho: vi siete chiesti per quale motivo negli ultimi venti giorni non si sia più parlato di una sua possibile destinazione? Chiaro, perché è bloccato dall'Inter e lui si è fatto bloccare da Moratti, mettendo in palio penali da un milione o appena giù di lì. Mi sarei aspettato un chiarimento tra Mancini e Moratti, il giorno dopo il trionfo di Parma, al massimo entro martedì. Non è arrivato, peggio per loro. La verità è che entrambi stanno aspettando il Chelsea per giocare la partita più attesa. Se il Chelsea, dopo aver consumato l'evento più atteso dell'anno, deciderà di andare davvero su Mancini, credo che sarebbe un affare per due. Per Moratti che risparmierebbe un bel pacco di milioni, al massimo se la caverebbe con una liquidazione alla Vieri. Per Mancini assolutamente consapevole che, se dovesse restare, il primo rovescio di settembre si trasformerebbe in una grandinata. Non fidatevi delle inevitabili smentite del suo manager De Giorgis, fanno parte del gioco. In fondo, Mancini se ne andrebbe con tre scudetti consecutivi in saccoccia (gli juventini dicono due? Non entro nella diatriba), meglio di così. E lascerebbe a Mourinho l'onere e l'onore di attivarsi per regalare a Moratti la coppa dalle Grandi Orecchie. A Londra entrerebbe nella sua dimensione, lontano dai clamori e dai pettegolezzi: una bella scelta di vita firmata Mancini, e non esclusivamente di soldi. Perché se guadagni quattro o cinque e da un'altra parte puoi guadagnare cinque o sei non è che ti cambi la vita. Sei già straricco di tuo, qual è il problema?
Capitolo Lampard. Due cose mi stupiscono. La prima: la Juventus si è mossa prima degli altri, sul più bello si è afflosciata. La seconda: come si fa a lasciare Lampard con un contratto in scadenza tra appena un anno? Non capisco, non è una cosa da Chelsea. Premesso che sull'ambientamento italiano di Lampard qualche dubbio ce l'avrei (non discuto il campione, ma le varie manie tattiche del nostro calcio che potrebbero condizionarlo), il discorso coinvolge ancora di più la Juve. Sta per prendere Amauri, benissimo. Non prescinde da Del Piero, chi osa contestare? Si fida tanto di Trezeguet, qualcuno ha da obiettare? Però, mi chiedo: giocano tutti e tre? E come giocano, come cambia il modulo? Chi marca a centrocampo? Ecco mi aspetto un altro colpo della Juve, molto importante in mezzo: Xabi Alonso è un buon giocatore, ma forse non da top five.

Forse.
Capitolo Drogba. Amici londinesi mi hanno raccontato che con il Milan si è tenuto in stretto contatto negli ultimi venti giorni. La Champions che non farebbe? Non sarebbe un problema, soprattutto se stasera dovesse vincerla e strapparla a Ferguson. Didier l'ha dichiarato di recente: "Il Milan è il mio sogno". E siccome Drogba è il sogno di Ancelotti, adesso di Seedorf, quello di Gattuso e di quasi tutti nelle segrete stanze purché non arrivi Ronaldinho, dipende molto dal Milan: se approfondisce la trattativa (e perché non dovrebbe?) lo porta in rossonero anche se Mourinho dovesse andare all'Inter. Aggiornamento su Borriello: c'è la Lazio, visto che al Milan piace De Silvestri. Anche se la Lazio freme soprattutto per Acquafresca. Ci sarebbe il Palermo, però Marco difficilmente ci andrà. Io la vedo così: sbarco a Napoli, casa sua, se Marino non aggancia Milito (per l'attacco ci vuole una certezza, un grande acquisto e un sacrificio sull'ingaggio), Lazio oppure conferma al Milan con minori possibilità. Difficile pensare che trovi spazio in rossonero con tutto quell'intasamento in attacco. Il Napoli, intanto, corre sulle fasce: l'errore è stato quello di non aver preso Balzaretti a gennaio. Modesto è un'idea, Maggio sarebbe un eccellente investimento. Abate mi piace molto, ma vedrete che presto spunterà un club inglese con la valigia piena di soldi. La logica vuole che gli esterni siano almeno quattro, compreso quel Mannini che non sarà una meteora. Ma se la Samp conferma Cassano e prende Palladino, difficilmente smonterà un mosaico che funziona. Anche se Mazzarri non ci ha fatto una bella figura (parere personale) parlando di eventuali problemi che avrebbero messo in dubbio la sua presenza per un'altra stagione al timone della Sampdoria. Quali problemi? Non li ha mai spiegati: Garrone e Marotta si sono comportati da signori.
Panchine in movimento. Malesani è corteggiato dal Mantova, il Rimini punta su Galderisi, il Frosinone non è convinto di Cavasin (malgrado il contratto) e vorrebbe ripartire da Arrigoni destinato a lasciare il Bologna a prescindere. Cagni ha avuto una mega offerta dalla Salernitana, ma si sente un allenatore di serie A, eppure il Livorno ci spera. Contatto scontato tra Pioli e la Reggina, non è detto che si tramuti in matrimonio, ma l'interesse reciproco c'è. Domanda da otto milioni di dollari: cosa avrebbe dovuto fare l'ottimo Beretta per strappare la conferma a Siena, forse ottenere la qualificazione ai preliminari di Champions League?