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Adebayor e Amauri: avanza il Milan

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Alfredo Pedulla'
mercoledì 23 aprile 2008, 00:002008
autore Alfredo Pedulla'
23.04.2008 00:002008
Nato a Messina il 15 Aprile 1964, si trasferisce a Roma nel 1989 per lavorare presso la Redazione del Corriere dello Sport, fino al 2007. Opinionista a Sportitalia, ha vinto i premi "Oscar dei giovani","San Silvestro d'oro" e "Beppe Viola".
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Attenzione a non distrarvi. Sembra una fase di calma piatta sul mercato, ma proprio in questi momenti si stanno sviluppando intrecci importanti, fondamentali. E allora cerco di guidarvi nei segreti di Inter, Milan, Juventus e Roma. A proposito della Roma: sono ore intense, quasi decisive. Incontri, colloqui, contatti più o meno segreti: è possibile che l'era Sensi sia in dirittura d'arrivo, ma come vedremo sono intrecci complicati. Allacciate le cinture e seguitemi con la massima concentrazione, grazie.
L'Inter ha memorizzato, non più tardi di quattro-cinque giorni fa, che l'inseguimento ad Aguero è difficilissimo, se non impossibile. Avrebbe messo sul piatto anche oltre 40 milioni di euro, perché a Moratti il "signorino" Aguero ricorda Messi (un altro blindatissimo) e avrebbe fatto una follia. Ma non ci sono follie che possano far cambiare idea all'Atletico Madrid. Già perché i nostri amici spagnoli non hanno bisogno di soldi, la cassaforte è piena. Hanno più semplicemente bisogno di Aguero. Un paio di botti almeno l'Inter li farà. Ronaldinho: manovra di disturbo, l'idea è questa. Disturbo al Milan, un classico. Oggi funziona cosa, domani vedremo. Il resta dipenderà da Mancini e dalla sua conferma. Se dovesse restare (forse qualcosa in meno del 50 per cento) saluteranno in tanti: da Crespo a Figo, passando eventualmente (chissà) per Materazzi che non ha un rapporto idilliaco con l'allenatore. Se arrivasse Mourinho (il borsino oggi dice da 55 a 60 per cento: in rialzo, dunque) cercherebbe di sbarcare scortato da Drogba e magari da Lampard, di sicuro non saluterebbe Ibrahimovic. Non c'è offerta che possa cambiare gli scenari, più o meno come Aguero e l'Atletico. Voi immaginate che Moratti ceda Ibra per 70 milioni di euro? Io no, neanche per 100...
Il capitolo Milan comprende una domanda come premessa: come mai nella settimana da domenica 6 a domenica 13 aprile Ronaldinho era in arrivo, parola di Berlusconi e di Galliani, del fratello manager e del cugino amico, del nipotino e chissà di chi? E come mai da lunedì 14 Ronaldinho è diventato caro, anzi carissimo, più lontano e per qualcuno lontanissimo? Rispondete voi, sono io che ho fatto la domanda. In realtà oltre alla mia provocazione (mica tanto) ci sono altri problemi, molto interni: riguardano Gattuso e Seedorf. Il signor Ringhio è stanco di correre per due o per tre, non ne può più. Traslocherà se non ci sarà uno chiarimento, ma è molto difficile che traslochi. Conosco Rino, calabrese vero e un po' orgoglioso: prima di lasciare il Milan dovrebbe cambiare tutti i tatuaggi e infilare la testa nella lavatrice. Il Milan è una fede, lui è un po' nero, in qualche modo lo convinceranno. Il Manchester United aspetta con maggiore ansia del Bayern. E non è vero che l'arrivo eventuale di Flamini (a proposito: mi fa piacere che qualche giornale abbia confermato quanto riportato una settimana fa, il Milan resta in leggero vantaggio...) possa essere un motivo per farlo traslocare. Secondo me è l'esatto contrario. Intanto, segnatevi sul calendario la data di martedì 22 aprile, il giorno appena concluso.

Ariedo Braida è andato a pranzo con il manager Vigorelli che assiste Adebayor, il talento dell'Arsenal reduce da una grande stagione. Il Milan ufficialmente ha una gerarchia ben precisa per il posto da extracomunitario: Shevchenko, Drogba e Adebayor nell'ordine. Ma le gerarchie cambiano velocemente e il lungo colloquio per Adebayor sottintende un particolare: il Milan c'è, eccome se c'è, sul ragazzone che fa la differenza. Tuttavia le sorprese non finiscono qui: ieri pomeriggio è stato visto nella sede rossonera Vittorio Grimaldi, a tutti noto come il manager di Amauri. La grande stagione del brasiliano che sta per diventare italiano non può passare inosservata. Il Milan è tornato anche su Amauri. E proprio il fatto che entro fine aprile Amauri avrà il doppio passaporto è la chiave che può aprire qualsiasi serratura. E che stuzzica l'appetito di Galliani e Braida. Gli uomini mercato di Cobolli Gigli prendano nota.
La Juventus sta pensando seriamente di rinnovare il prestito di Guglielmo Stendardo e di tramutarlo eventualmente in comproprietà, mandando alla Lazio il talentuoso Marchisio. Le ultime tre partite consecutive di Stendardo hanno sciolto i dubbi: il futuro avvocato Willy è entrato in punta di piedi e con educazione anche nello spogliatoio. Occhio, perché Stendardo è persino nella lista del Milan. La trattativa per Amauri andrà per le lunghe, almeno un altro mese. E il Milan, cone già accennato, può (ri)diventare un osso duro. Il Palermo chiede 15 milioni cash, la metà di Palladino (valutazione 5 milioni) e l'intero cartellino di Nocerino (valutazione 4,5). E se Nocerino dirà sì, Palladino dirà no, preferisce andare alla Sampdoria. Il problema per il momento insormontabile è l'ingaggio: Amauri chiede un quadriennale da 3,7 milioni a salire: se Cobolli Gigli glielo concedesse, gli equilibri interni della Juventus andrebbero a farsi strabenedire. Ci sarebbe la fila per l'adeguamento: da Camoranesi a Nedved, passando per Trezeguet. Trattativa in piedi, ma non semplicissima. Anzi.
Capitolo Roma, qui ci vorrà pazienza. Non è un segreto di Pulcinella, ormai, che in queste ore ci sarà un incontro decisivo. Soros e i suoi uomini avanzano a tutto campo, ma chi conosce i dettagli delle trattativa mi ha detto che non sarà semplice risolvere in pochi giorni o in poche settimane. Non è un problema economico: la famiglia Sensi chiede 300, Soros propone 200-220, disposto ad arrivare a 270-280 milioni di euro. Il problema è che si cono troppi cavilli che complicherebbero l'uscita rapida della famiglia Sensi. Morale: tra le varie ipotesi, possibile accordo entro poche settimane, ma svolta definitiva entro dicembre. Obiezione: nel frattempo chi lo farebbe il mercato? Sono nodi cruciali da sciogliere. Annunciato da settimane l'addio a Mancini, quasi a parametro zero. Più o meno come Cassano e Chivu che se ne andarono a pochi mesi dalla scadenza. In una bella gestione da parte di Rosella Sensi è l'unica vera, grande, lacuna.