Azzurri, la notte dei morti viventi
Franco Rossi
Cari nemici e amici,
prevedere che il blocco del Milan (straordinario quando è in forma e supportato da Kakà e Seedorf) potesse contrastare una squadra non eccezionale ma tonica, era da incoscienti o da presuntuosi.
Il campionato aveva detto chiaramente che Gattuso era impresentabile, che Materazzi poco più di una sciagura e che Barzagli era stato uno degli artefici del pessimo campionato del Palermo, ma Donadoni non ne ha voluto tener conto.
Gli azzurri ad un certo punto sembravano tanti zombie, capitati casualmente in un campo di calcio e solo quando è arrivata un po' di freschezza (Grosso, Del Piero e Cassano) sono quasi diventati una squadra di calcio.
Gli errori di valutazione di Donadoni sono stati talmente macroscopici da far dubitare seriamente delle sue capacità di gestire una Nazionale di così grande prestigio e tradizione.
Ignorare De Rossi, che della Roma è stato il miglior giocatore, oltre che il leader si è dimostrata una mossa suicida: uno si chiede come mai sia stato dimenticato anche Aquilani che nella parte finale del campionato ha mostrato una vivacità atletica fuori del comune.
L'Italia non è ancora fuori dall'Europeo, ma se anche contro la Romania dovesse mostrarsi così accidiosa e con scelte ancora una volta sballate, sarà la fine ingloriosa della nostra avventura.
Contro l'Olanda è stata talmente inguardabile l'Italia da Buffon (colpevole sul primo gol di aver respinto di pugno un metro fuori dalla linea dell'area dio porta) a Toni, talmente impacciato e pachidermico nei movimenti da far pensare al peggior Vieri dell'ultima stagione.
Un paio d'ore prima si era vista la Francia, altra grande attesa di questi Europei.
Senza una direzione arbitrale partigiana avrebbe finito in dieci come minimo e avrebbe perso contro una Romania che si è dimostrata molto abile nel difendersi.
Benzema ha deluso, come Toni, due degli attaccanti da quali si sperava qualcosa di buono.
Sinora chi ha mantenuto le promesse è stato Cristiano Ronaldo, dimostratosi ancora una volta un super.
Molto bene Podolsky, uno che i g9ol li sa fare, è veloce e buona visione di gioco, eppure il Bauern vorrebbe venderlo: sarebbe un'ottimo investimento (ha solo 23 anni) per qualsiasi squadra italiana, nessuna esclusa...
Adesso tocca alla Spagna di Fernando Torres.
Squadra da vedere con attenzione perché potrebbe essere il nostro avversario nei quarti, nel caso dovessimo qualificarci.




