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Ballotta: "Carrizo è forte, ma intanto io torno a giocare"

autore
Redazione Lazio - Alessandro Zappulla
martedì 7 ottobre 2008, 11:202008
autore Redazione Lazio - Alessandro Zappulla
07.10.2008 11:202008

Una vita trascorsa fra i pali, reti e traverse. Marco Ballotta è stato per tutti il portiere dei record, che ha vestito undici maglie diverse in ventotto anni di carriera, prendendosi il lusso di chiudere (o forse no) con la Lazio una storia calcistica impreziosita da alcuni importanti traguardi. Oltre a Coppe e scudetti vinti con Lazio e Parma, il Marco portiere è ricordato anche come il più anziano numero uno che abbia mai militato in serie A ed in Champions League. Il quarantaquattrenne Ballotta infatti, rimasto nei cuori dei tifosi biancocelesti specialmente per la sua brillante stagione alla Lazio lo scorso anno, si era defilato in sordina in estate in un ruolo dirigenziale con i gialloblu del Modena esauritosi però in poche settimane. Nonno Ballotta infatti non ce l'ha fatta, è tornato ad allenarsi con quella stessa voglia e passione che per anni ne hanno scandito tempi e giornate e con un sogno nel cassetto chiamato ancora calcio....

Marco, è vero che torni a giocare?
"Non lo so, vediamo, mai dire mai. Io mi sto allenando ogni giorno e sto bene, credo che prima o poi potrei tornare..."

Parli del mercato di gennaio?
"No, anche prima. Sto valutando, intanto mi preparo..."

Nella Lazio?
"Magari potessi tornare alla Lazio, la seguo ancora e mi informo sempre sui suoi risultati. La Lazio è un'ipotesi che valuterei molto bene..."

A Modena che è successo?
"Io potevo proseguire con il calcio giocato sia a Modena che altrove. Poi invece mi era stata concessa questa possibilità di ricoprire un ruolo da dirigente e l'avevo accettata. A Modena però le cose non sono andate come pensavo perché non hanno mantenuto alcune promesse e allora ho deciso di mollare. Adesso mi dicono che la società sta per esser ceduta, ma ormai sono tornato ad allenarmi, poi si vedrà..."

Che impressione ti fa questa Lazio prima in classifica?
"Penso che quando si cambia molto non è mai semplice trovare la giusta quadratura. La Lazio invece c'è riuscita ed ora è in testa alla classifica. È vero che il campionato è lungo e che forse nel prosieguo le grandi torneranno a competere per i primi posti, però ora lassù c'è la Lazio e con merito. E se è vero il detto che chi ben inizia è a metà dell'opera..!?"

Cioè credi nello scudetto per la Lazio?
"Beh lo scudetto mi sembra eccessivo, magari... Ma uno dei primi quattro posti sì".

Marco, cos'è accaduto a Carrizo in quel gol contro il Lecce?
"E' normale che ora abbia qualche difficoltà, forse deve lavorare dal punto di vista tecnico. Secondo me la Lazio è in buone mani. Carrizo è stato preso in controtempo, il terreno era scivoloso e quindi non ha fatto in tempo a buttarsi. Non mi sento di accusarlo, può essere un errore ma non me la sento di condannarlo. Nel momento in cui Tiribocchi colpisce il pallone, Carrizo non aveva i piedi per terra e quindi non è riuscito nemmeno a muoversi".

Quest'errore potrebbe condizionarlo?
"Se un errore ti condiziona vuol dire che non sei pronto per giocare a certi livelli e credo che Carrizo invece lo sia. Mi dispiace che abbia pagato lo scotto della capitale e cioè che qualcuno lo abbia dipinto già come fenomeno. Mi spiego meglio: Carrizo è bravo, ma è giovane ed ha bisogno di maturare, solo che quando arrivi a Roma o sei subito un fenomeno o non vali niente. Aspettiamolo perché un buon portiere".

Se ci fossi stato tu in porta sabato cosa avrebbero detto dopo quell'errore?
"Eh, se l'avessi fatto io un errore del genere l'anno scorso, mi avrebbero crocifisso, ma questa è la vita, sono trent'anni che faccio questo mestiere e non mi abbatte niente".

Che ne pensi di Igli Tare come dirigente, si era parlato anche di te in passato...
"Sono scelte che si fanno. Il presidente ha scelto lui e credo che abbia valutato bene. È vero potevo ricoprirla anch'io, ma alla fine Lotito ha voluto Tare ed io ho scelto di riavvicinarmi a casa". Comunque quella di Igli è una figura che alla Lazio mancava e che serve tantissimo, per lo spogliatoio e per i rapporti con la dirigenza..."

C'era veramente l'anno scorso questo gruppo spaccato nella Lazio?
"Ma io credo che i problemi in una squadra ci possono sempre essere, però l'anno scorso abbiamo avuto a che fare con una stagione piena di impegni pesanti e forse non eravamo all'altezza. Oggi sono arrivati tanti giovani e con il tempo questo tipo di investimento potrebbe pagare molto".

A proposito di giovani che ne pensi di Zàrate?
"Zàrate è una nota molto positiva nel nostro campionato. Ricordo quando Lotito mi incontrava a Formello e mi fermava per parlarmi di questo grande Zàrate di cui io ignoravo anche l'esistenza. Penso che Mauro sia un talento puro con caratteristiche uniche non paragonabile né a Signori, né ad altri".

Da portiere e futuro allenatore. Che ne pensi della gambeta?
"Da portiere non ho mai fatto gesti che mettono a rischio la mia squadra. Non mi sono mai servito di gesti eclatanti per ricevere gli applausi del pubblico e penso che anche i miei compagni quando gioco in porta devono avere fiducia in me soltanto per i miei mezzi . Da allenatore invece non gli direi nulla però lo metterei in guardia, perché al primo errore le critiche si sprecherebbero..."

Fonte: Lalaziosiamonoi.it