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Bologna, Mudingayi: "Con la Lazio sogno di esserci"

autore
Francesco Ponticiello
giovedì 16 ottobre 2008, 00:202008
autore Francesco Ponticiello
16.10.2008 00:202008
FotoTUTTOmercatoWEB

Gaby Mudingayi ha trascorso tre anni nella Capitale. In estate è arrivato il trasferimento al Bologna. Domenica di fronte avrà i suoi ex compagni di squadra, anche se la sua presenza in campo è in forte dubbio: "Penso ci siano buone possibilità, ad oggi direi un cinquanta per cento".

Gaby, come stai? Pensi di poter recuperare per la partita di domenica con la Lazio?
"Sto lavorando tanto in questi giorni e spero di potercela fare, ma si saprà solo a fine settimana: per il momento sto facendo le cure del caso e sto provando a correre, ma ho ancora un po' di fastidio. Quando capita un infortunio bisogna sempre stare attenti e valutare bene la situazione, ma io domenica ci vorrei essere e ce la metterò tutta per poter giocare. Penso ci siano buone possibilità, ad oggi direi un cinquanta per cento".

Per te essere in campo contro la Lazio avrebbe un significato particolare.
"Io ho tanta voglia di giocare prima di tutto perché per noi questo è un momento un po' difficile: quella di domenica sarà una partita importante e ci vorrei essere. Poi, chiaramente, negli ultimi tre anni ho giocato nella Lazio e mi restano solo bei ricordi: dal primo giorno sono stato accolto bene da tutti. Poter giocare ora contro la Lazio e tanti miei ex compagni è una bella cosa: anche per questo ci vorrei essere".

Anche per dimostrare qualcosa a Delio Rossi?
"Non ho niente da dimostrare: sono contento quel che ho fatto a Roma. Ora devo pensare a giocare bene solo per noi, per il Bologna".

I tifosi della Lazio sono a volte accostati a manifestazioni di discriminazione razziale. Hai mai avuto problemi in questo senso, tu che sei di colore?
"No, mai. So che alcuni tifosi della Lazio hanno questa immagine, ma sin dall'inizio quando entravo in campo mi hanno sempre incitato dal primo all'ultimo minuto. In più, ho ricevuto tanti messaggi sul mio sito personale e per strada, quando mi incontravano, erano tutti molto felici di vedermi e di parlare con me. Non ho mai avuto alcun problema con loro".

Cosa pensi di questa Lazio capolista? Sei pentito di essere venuto a Bologna, se guardi la classifica e vedi i dieci punti di distanza che vi separano da loro?
"La Lazio è una squadra forte, ben messa in campo e davanti ha giocatori importanti che stanno facendo molto bene: se continueranno a lavorare con umiltà, penso possano arrivare nelle prime quattro o cinque posizioni a fine campionato. Quanto a me, quando prendo una decisione importante ci rifletto bene: ho scelto di venire a Bologna, non mi pento affatto di essere qui e la classifica non la guardo proprio. Ecco, se dovessi fare gol non esulterei per rispetto nei confronti della Lazio".

Sentite una responsabilità in più, in vista di una partita così delicata anche per mister Arrigoni?
"È una partita delicata per tutti: anche per noi, se vogliamo lavorare con più serenità, la gara con la Lazio è molto importante. Quanto al mister, sta facendo un buon lavoro, cerca di dare serenità a noi giocatori per farci rendere al meglio in campo: sta a noi dare il massimo e vincere delle partite anche per premiare il suo ottimo lavoro".

Arrigoni chiede più rabbia alla squadra. Tu sei uno dei giocatori che ha più nel sangue questa caratteristica.
"Io in campo cerco sempre di dare il cento per cento e vedo che anche i miei compagni stanno cercando di dare il massimo. Non sempre in questo momento riusciamo a fare quello che vogliamo, ma tutti stiamo lottando assieme per cercare di vincere. Se c'è bisogno, sono pronto a dare la carica ai compagni e a trascinare la squadra, ma vedo che tutti si stanno impegnando fino in fondo".

Secondo te, cosa non è andato sin qui nel Bologna?
"C'è stata un po' di sfortuna: ad eccezione di quella con l'Udinese, le partite che abbiamo perso potevano prendere un'altra piega. Ma la fortuna prima o poi gira".

Com'è stato per te passare da Roma a Bologna?
"In questa società mi sono subito trovato bene: è molto seria, lavorano bene, hanno puntato molto su di me ed è un piacere stare in campo. Alla città mi devo ancora adattare: è diversa da Roma, dove c'è più attenzione, venivo sempre riconosciuto e se le cose non andavano bene chiedevano sempre notizie, erano tutti un po' degli allenatori! Qui siamo alla quinta sconfitta consecutiva ed è quasi come non fosse successo nulla: a volte, un po' di pressione dall'esterno fa bene, questo è il mio pensiero. Comunque, quando sono in campo, mi dimentico tutto quello che c'è intorno: cerco di divertirmi e di dare il mio meglio".

Fonte: Bolognafc.it