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...con Alessandro Budel

autore
Raffaella Bon e Gianluigi Longari
venerdì 8 febbraio 2008, 00:002008
autore Raffaella Bon e Gianluigi Longari
08.02.2008 00:002008
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Attacco frontale. È quello che Alessandro Budel riserva al Cagliari ed al suo presidente Massimo Cellino, reo, a parere del centrocampista, di averlo in qualche maniera spinto ad abbandonare, dopo quattro anni, l'esperienza rossoblù. Tutto il contrario della sua nuova avventura, ad Empoli, nella quale Budel sostiene di essersi inserito benissimo fin da subito, tanto da avergli fatto "riemergere i pensieri positivi", ristuzzicando la sua mai sopita determinazione nell'impegnarsi per raggiungere l'obiettivo, in questo caso, la salvezza con la squadra toscana. Budel ci parla di tutto questo, senza tralasciare particolari interessanti riguardo il caso Foggia-Marchini, un'intervista da non perdere in cui il nostro interlocutore si toglie parecchi sassolini dalle scarpe, mettendo in luce quelli che sono, a suo parere, i problemi della sua ex squadra ed i punti forti di quella attuale.

AVVENTURA DI EMPOLI
"Mi trovo molto bene, l'unico rammarico è che per ora abbiamo giocato bene, ma non siamo riusciti ancora a vincere. Mi è piaciuto sin da subito il progetto che mi è stato presentato, tant'è che ho accettato dopo una trattativa molto breve, con i compagni, con il mister mi sono inserito fin da subito. Per come mi ricordo l'Empoli prima di Malesani, giocava molto sulle ribattute, si puntava molto sui palloni lunghi. Mentre ora l'azione parte più dal basso, una manovra più organizzata. La squadra non rinuncia mai a giocare. Merito certamente del mister, che ci dà la carica giusta. Il gruppo è tranquillo, s'impegna sempre, dando il massimo. L'Empoli ha le carte in regola per ottenere la salvezza, ho visto una squadra in salute, motivata, fiduciosa, un collettivo davvero affiatato. Il momento non è semplice, ma l'allenatore ci sta dando una grande mano ad uscirne. Stiamo lavorando bene, con una buona preparazione. Ma quello che è importante non siamo lasciati soli, abbiamo una società alle spalle. Il nostro obiettivo è giocare partita dopo partita per ottenere punti preziosi in vista della lotta alla salvezza. Sono sei sette squadre invischiate nella zona bassa della classifica e sarà una lotta fino alla fine. Anche il Cagliari è rientrato in gioco a pieno regime".

CAPITOLO CAGLIARI: IL CASO FOGGIA-MARCHINI
"A Cagliari secondo me ci sono state diverse situazioni gestite molto male. Colpa della società, il Presidente non ha di certo facilitato la situazione. Difficile fare risultato se hai per primo la struttura che non ti aiuta. Ad Empoli la situazione è totalmente diversa. La società, il Presidente sono a favore dei giocatori. Mentre questo a Cagliari è il problema numero uno. Basti pensare al caso Foggia-Marchini, questo è uno dei problemi. E' stato gestito male, Marchini non doveva essere allontanato dalla squadra. Sono stati incapaci nel gestire la situazione. L'hanno danneggiato a livello d'immagine, ed anche Foggia non ne è uscito tranquillo, la vicenda doveva essere risolta tra loro. Il Cagliari forse aveva paura di perderlo, ma a mio avviso la situazione tra i due si sarebbe chiarita subito. La società ha fatto più danni che altro comportandosi in questo modo. Non so se Foggia andrà via a giugno ma credo di sì, visto che già a gennaio era stato vicino a cambiare aria. Il Presidente non l'ha lasciato andare via. Tra l'altro Foggia non l'ho più sentito, al contrario di Marchini. La situazione la sta soffrendo ancora adesso. Non è facile per un giocatore abituato ad allenarsi e a giocare la domenica, essere rilegato ai margini. Anzi andrebbe tutelato visto che è un patrimonio della società".

ALLENATORI
"Anche qui il problema è il rapporto con il Presidente. Di sicuro Giampaolo aveva il suo progetto con i giocatori. A mio avviso bisognava dargli fiducia, ma non è stato fatto, è stato sostituito subito. Magari un allenatore vuole fare di testa sua, è anche normale, ma questo probabilmente non va bene a Cellino. Idem per quanto riguarda Sonetti, non ha avuto tempo, ma ha trovato anche una squadra che non aveva costruito lui, improntata su un gioco non suo. Questo il Presidente l'ha capito è per questo ha chiamato subito Ballardini. Quest'ultimo mi sembra la scelta giusta, che aiuterà la squadra e spero che riesca a salvarla. Io l'ho avuto due anni fa e so che è molto competente. A mio avviso si troverà bene con i ragazzi, sono tutti sportivi con gran voglia di lavorare e dare il meglio. È anche un'occasione per lui di rilanciarsi, visto che veniva da un periodo non positivo".

I MOTIVI DEL MIO ADDIO
"Potrei rispondere 'Chiedetelo al presidente Cellino': è stato lui a proporre questa soluzione. L'ha voluta lui, mettendo in giro anche voci, tipo che io non volessi rimanere a Cagliari perché avevo paura di non salvarmi. Probabilmente mi ha fatto pagare anche la stessa amicizia con Marchini, ma non posso certo disconoscerla. Posso solo dire che il Presidente non ha avuto riconoscenza, dopo quattro anni pensavo di essere trattato molto meglio. Forse è stata una scelta, economica, volendo risparmiare sei mesi d'ingaggio: ciò che posso dire è che io di mia spontanea volontà da Cagliari non sarei mai andato via, sono legato alla città, ai miei ormai ex-compagni, ai tifosi. Spero che il Cagliari possa raggiungere una salvezza tranquilla, obiettivo cui avrei contribuito anch'io se fossi rimasto in rossoblu.
A questo punto sono approdato ad Empoli e qui sto benissimo. All'inizio è stata dura, ma dopo un po' tutti i pensieri negativi sono svaniti e sono emersi solo quelli positivi".

SERIE A: INTER CAMPIONE, JUVE A RISCHIO CHAMPIONS
"L'Inter vincerà sicuramente il campionato a mani basse, è un vero squadrone. Sono state dette tante cose in questi giorni sugli arbitri, ma anche se non avesse avuto degli aiuti, vincerebbe lo scudetto comunque, non ha bisogno di niente. Non nego che qualche decisione a favore la può avere avuta, anche con noi, il rigore per esempio non c'era, ma a mio avviso la sudditanza verso le grandi ci può anche stare. Probabilmente sono gli stessi stadi che possono influenzare. Riguardo la Champions vedo la Fiorentina ed il Milan, anche se il Milan ha valori di qualità maggiori rispetto alla squadra viola, anche per i singoli che ha in rosa. La Juventus secondo me alla fine non ce la farà, sta risentendo di un po' di stanchezza e ha un organico inferiore rispetto alle altre. Anche domenica i miei ex compagni hanno fatto una prova indiscutibile, ma la Juventus si è vista affaticata".