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...con Bruno Giordano

autore
Raffaella Bon e Gianluigi Longari
giovedì 21 febbraio 2008, 00:002008
autore Raffaella Bon e Gianluigi Longari
21.02.2008 00:002008
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Un giudizio da parte di chi ha visto il meglio è sempre bene accetto. E pochi come il protagonista dell'intervista di oggi, possono dire di avere osservato da vicino, e partecipato al meglio che il calcio possa offrire. Bruno Giordano, centravanti romano, nato nel 1956, rappresenta un pezzo di storia di questo sport. Oltre ad avere militato con il più grande calciatore di tutti i tempi, è stato considerato proprio da Maradona quale suo ideale partner di attacco, e assieme al Pibe de oro e al brasiliano Careca, ha costituito uno dei tridenti d'attacco, la MaGiCa, più forti e spettacolari di sempre. Ha vinto uno scudetto con il Napoli ed è stato per oltre dieci anni la bandiera indiscussa della Lazio post-Chinaglia. Per questa serie d motivi, oltre ovviamente alla felice carriera da allenatore intrapresa, che l'ha portato ad essere tra i papabili per alcune panchine importanti della serie A, abbiamo pensato a lui per la nostra rubrica. Nella quale Giordano ci darà il suo competente punto di vista sulle squadre della sua carriera, oltre ad un giudizio riguardo al calcio italiano in generale.

CAMPIONATO, TUTTO COME PREVISTO
Questo campionato sembra la fotocopia della scorsa stagione, anche se magari i protagonisti sono cambiati. Si vede una grande Inter, nettamente superiore alle altre. Una lotta serrata per la Champions, anche se sicuramente i primi tre posti ormai sono delineati. Vedo l'Inter, la Roma e poi la Juve. Il quarto posto sarà una lotta tra Fiorentina, Milan e perché no, Udinese che sta facendo davvero un ottimo campionato.
Il Milan si è ripreso, anche se sulla carta, a detta di tutti poteva ambire certamente al quarto posto. Ha attraversato determinati problemi, tra infortuni e varie competizioni internazionali. Non è una novità che il Milan ambisce di più al livello internazionale che al campionato, ed anche ora cercherà di ripetersi come la scorsa stagione in Champions.

DISFATTA INTER
L'Inter è il contrario del Milan, fortissima in campionato, meno forte in Champions. Mi auguro possa passare il turno, anche se sarà difficilissimo e serve una vera impresa. L'Inter si gioca tutto in novanta minuti e dato che in Champions si punta di più sulla tecnica rispetto al fisico, va in difficoltà. Il Milan per il tipo di gioco che fa, meno fisico, anche se è più lento, mette in difficoltà in Europa il proprio avversario.

UN ALLENATORE PER DUE PANCHINE
A me non ha fatto altro che piacere essere accostato a due squadre come Lazio e Napoli. Ma non c'è assolutamente niente di concreto. Da ex sarebbe stato qualcosa di importante.
Sarebbe bello ritornare a dare il mio contributo per la città e per la società napoletana, che adoro. Napoli è la piazza più prestigiosa al mondo, ma Reja è un ottimo allenatore che sta vivendo solo un periodo negativo. Certo che se in generale mi si chiede se mi piacerebbe allenare a Napoli devo rispondere che sarei onoratissimo. Per me è ancora maggiore la voglia di voler sedermi sulla panchina napoletana perchè sono convinto che mi darebbe delle sensazioni uniche.
In realtà, ad oggi, vado in giro ad osservare una serie di partite in attesa di avere un'offerta dove poter esprimere le mie potenzialità. Anche per un contratto di pochi mesi, perché un allenatore deve allenare giorno per giorno, i contratti a lungo termine tante volte sono diventati carta straccia. Voglio solo dimostrare il mio valore.

LAZIO E NAPOLI REGINE DEL MERCATO
Questo è vero, hanno fatto acquisti senza dubbio importanti, rafforzando notevolmente la rosa. Ma non dobbiamo dimenticarci che sono due ambienti particolari. Non è semplice ambientarsi in due piazze esigenti, entrambe hanno due tifoserie importanti, ci vorrà il giusto tempo prima di vedere i frutti.
Guardando la Lazio, ci si aspettava di più, visto il terzo posto della scorsa stagione, ma credo che la Champions abbia portato via diverse energie. Per il bene della squadra serve che ora l'ambiente sia unito. Auspico un ricompattamento, non so chi abbia torto e chi ragione, ma ora è importante ritrovare lo spirito della Lazialità.

NAPOLI
Non so, il Napoli era partito molto bene. Assieme al Genoa era stato dato come rivelazione di questo campionato, ma comunque la squadra sta rispettando i programmi estivi: non è un momento così drammatico. Spero che a livello morale non ci sia un contraccolpo, dopo la sconfitta con l'Empoli, come ad esempio capitò proprio a me l'anno scorso quando allenavo a Messina. Infatti, dopo una sconfitta allo scadere contro il Cagliari iniziò la nostra parabola discendente. Per esperienza dico che la società dovrà proteggere l'ambiente, solo così il Napoli potrà ritornare a volare. Secondo me possono vincere a Livorno. Poi hanno Marino, che sta lavorando bene, anche in prospettiva futura.

LAVEZZI AGO DELLA BILANCIA
Lavezzi è fortissimo, anche se non sta attraversando un momento straordinario, adesso le difese si sono adeguate al suo gioco, credo però che uscirà presto da questo momento perché ha delle qualità assolute.
Calaiò vice di Mannini nel 4-3-3? Assolutamente no, io continuo a pensare che Calaiò sia una prima punta, magari seconda, ma non in un tridente. A parte questo credo che questa squadra abbia tutte le possibilità di esibirsi con il tridente. Tutto dipende da Lavezzi. E' un modulo che richiede molto sacrificio, molta più ricerca del palleggio. Sono sicuro che alla fine Reja sarà in grado di disciplinare in questo modulo anche un anarchico come Lavezzi.