Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

...Con Fernando Orsi

autore
Andrea Losapio
sabato 1 novembre 2008, 00:002008
autore Andrea Losapio
01.11.2008 00:002008
Intervista a cura di Raffaella Bon
Foto

Un passato tra i pali della Lazio, dov'è stato anche bandiera dell'aquila biancoceleste. Un presente da allenatore che fermo ai box sembra essere sprecato. Fernando Orsi è tra i tecnici italiani emergenti e dopo le esperienze di Livorno ed Arezzo è pronto a rientrare in pista. Molte le richieste pervenute finora ma l'ambizione non ha fissato alcun paletto. Definito spesso "uomo di fiducia" di Roberto Mancini ha cominciato quasi da subito a camminare da solo.

Partiamo da lei, quanto le dispiace stare lontano dal campo?
"E' una cosa dura, però è il destino di noi allenatori. Alle volte è possibile rimanere fermi, a quel punto ci aggiorniamo, vediamo partite. Sperando sempre che una chiamata arrivi presto, anche se sempre a discapito di qualche collega. Il nostro lavoro è questo".

Ha già avuto qualche contatto?
"Niente di particolare".

Si aspettava un campionato dove le grandi mancano?
"No, però sono piacevolmente sorpreso perché s'è ripristinato ciò che succedeva qualche anno fa. Ovvero le squadre medie danno difficoltà: dieci, quindici anni fa andare a giocare a Bologna, Torino, Udine era difficile, ma magari la vittoria veniva fuori. Ora è difficile anche portar via un punto, quindi le medio-piccole si sono rinforzate e possono giocare alla pari. Questo è dato dalla grande programmazione che è stata fatta da Lazio, Napoli, Udinese, Palermo. E' un buon segnale, anche perché lo strapotere di poche squadre alla fine fa diventare ripetitivo il nostro campionato".

Il Napoli si sta riconfermando ad alti livelli
"I dirigenti hanno basato la programmazione su giocatori che in futuro potevano dare molto. Adesso sta facendo bene perché la società ha fatto le scelte giuste e acquistato giovani di valore, gente che può fare bene per cinque o sei anni di seguito. Sta gettando le basi per un grande futuro. Spero, per gli investimenti che hanno fatto, che possano raccogliere".

E le grandi dove sono?
"Sono state fermate dal nuovo che avanza. Adesso andare a far punti contro queste squadre diventa difficile. Nessuno si aspettava una Roma con così pochi punti, penso che le altre siano in linea con le loro previsioni. Alla fine vincerà una grande, Inter o Milan".

Oggi c'è Juve-Roma
"I giallorossi hanno pochi punti e devono dare una sterzata, altrimenti sono guai. Anche se mancano moltissimi punti. Trova una Juve agguerrita che è tornata in pista, s'è tirata fuori dal momento di crisi e ha recuperato giocatori. Può essere una partita da X. Con la Juve può essere leggermente favorita".

Spalletti rischia?
"Credo di no, anche perché è il creatore di questa Roma. Penso che tutti gli allenatori siano a rischio, ma penso che le grandi squadre se li tengano stretti perché un momento no può capitare a tutti. Spalletti penso che abbia dimostrato d'esser un grande tecnico".

La sua Lazio un po' in crisi
"Sì, però s'è risollevata col Chievo. Diciamo che la Lazio s'è molto rinnovata, doveva assemblare gli arrivi di Zàrate e Lichsteiner, ma credo che meriti la sua posizione di classifica. Però è una mina vagante, perché ha tre giocatori molto forti davanti. Può essere una delle rivelazioni".

L'Inter?
"Anche gli allenatori stranieri hanno bisogno d'un periodo d'adattamento. Nessuno può discutere il suo valore, ma sta cercando di capire il valore del materiale umano che ha a disposizione. Quaresma e Mancini sono giocatori importanti, ma anche lui trova delle difficoltà. L'Inter ha molte pressioni e dev'esser sempre prima. Già quando è seconda arrivano le critiche. Il campionato italiano è difficile, ma lui sta tentando di capire a come adattarsi a questa nuova realtà. L'aspetto tattico da noi è molto importante, ha trovato difficoltà con le squadre piccole. Non serve altro che un po' di tempo".

Mancini doveva essere esonerato?
"Non credo sia una questione di meriti o demeriti, è sicuramente diversa. La squadra di Mancini faceva gol, era fisica. Mourinho gioca con esterni molto larghi e può arrivare al gol in varie maniere".

E' stata brava la Fiorentina?
"Secondo me è una grande squadra e potrebbe contendersi lo scudetto. Ha affrontato l'Inter a viso aperto e ha cercato di vincere. Prandelli è bravissimo, ha dei giocatori giovani che si sono subito inseriti. Oltre a un Gilardino in più".

A proposito di Gilardino. Il caso Palermo?
"Fa discutere perché non si sa se è volontario o meno. E' difficile pensare che non ci sia stata volontarietà, ma in quel momento l'istinto va al di sopra di tutto. Non penso alla malafede del giocatore, anche se il gol era da annullare".

Le due giornate ci stanno?
"Per condotta antisportiva penso di sì. Però penso che sia un ragazzo sano e pulito, non va giudicato per un atteggiamento così perché durante la partita c'è una pressione che nessuno può assorbire. Possono accadere a tutte queste cose".

Non ci sono più portieri in Italia, a parte Buffon
"Il problema è che andiamo all'estero pure a prendere i portieri. Ci siamo abituati a prendere gli stranieri pure in porta, c'è poca voglia di allenarli. Si gioca spesso con i piedi e non con le mani. Secondo me è un male, perché abbiamo perso la scuola dei difensori e stiamo per perdere pure quella dei portieri. Bisogna ristrutturare i settori giovanili".

Dida escluso dal Milan
"I calciatori hanno dei cicli importanti. Dida ha fatto tre o quattro anni a grandi livelli, però può succedere. Giocando nel Milan sei sempre sotto l'occhio del riflettore e un errore è ingigantito. Forse ha pagato Glasgow, anche se rimane un gran portiere".

Come vede la B?
"Un po' livellata, come la massima serie. Vedo squadre che nessuno si aspettava tipo Sassuolo, Grosseto e Vicenza. Non c'è nessuno che primeggia, le squadre che sono retrocesso sono in difficoltà perché l'adattamento alla B è difficile. Fino alla fine non avrà un padrone, lo spettacolo ne trarrà vantaggio perché il risultato è sempre sul filo della tensione".

Le retrocesse risaliranno?
"Penso che qualcuna steccherà, posso anche sbagliarmi però. Le squadre che sono retrocesse troveranno molte difficoltà".

Avellino e Ascoli sono difficilmente recuperabili?
"Chi ha problemi societari ne risente di più. L'Avellino s'è ripreso dopo il cambio allenatore, mentre l'Ascoli con Chiarenza è stato sconfitto due volte. L'esperienza conta relativamente, ma se uno ha fatto il calciatore non ha bisogno di gavetta. I risultati vengono col passare del tempo".