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...con Franco Brienza

autore
Raffaella Bon e Gianluigi Longari
giovedì 24 gennaio 2008, 00:002008
autore Raffaella Bon e Gianluigi Longari
24.01.2008 00:002008
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Dategli fiducia. Se la merita Franco Brienza, ed ogni volta che qualcuno gliel'ha concessa non ha mai tradito. Non è successo a Palermo, quando a corrente alternata gli hanno dato la possibilità di dimostrare il suo valore. Nella prima stagione in A dei rosanero, infatti, Brienza ha realizzato ben nove gol di cui una fantastica nientemeno che a Gianluigi Buffon. E non sta succedendo neppure a Reggio Calabria, la sua ultima sfida. Al suo esordio in amaranto, domenica, ha bagnato con una rete l'ottima prestazione di cui è stato protagonista. In questa intervista esclusiva, Brienza ci racconta i motivi della sua scelta, e ci dice di più sulla sua controversa, ma sicuramente importantissima, esperienza in rosanero.

REGGINA, I MOTIVI DELLA SCELTA
"Mi sono ambientato subito bene, i miei nuovi compagni mi hanno fatto sentire subito a mio agio. Sapevo che avrei cambiato da una società con una certa posizione di classifica positiva ad un'altra meno brillante, ma è stata una scelta importante per me stesso, per rimettermi in gioco. Avevo bisogno di trovare una squadra che mi potesse dare una certa continuità".

ULIVIERI
"L'incontro con il mister è stato positivo. E' un tecnico affermato, abbiamo parlato in questa settimana, discutendo in generale del campionato che ci aspetta. Sappiamo che conta il risultato da ora in avanti. Ogni partita dovrà essere giocata come una finale. Certo non sarà facile, ma abbiamo l'obbligo di provarci fino in fondo per la società, i tifosi e noi stessi".

PALERMO
"Il Palermo sta vivendo un momento particolare. Ma è una situazione che attraversano prima o poi tutte le squadre. Ha una rosa molto competitiva e sono sicuro che ne verrà fuori. Il cambio è servito all'inizio. C'è stata la reazione di tutta la squadra. Ma a volte non è facile. Il Presidente che cambia spesso allenatore, molte volte è decisivo".

IL VULCANO ZAMPARINI
"Con lui si è creato un rapporto normale tra calciatore e un Presidente che non vive a Palermo, a contatto con noi giocatori. A mio avviso solo i risultati sul campo possono dire se un Presidente fa bene o male a sostituire un mister. Il mio parere è che se si vuole creare un progetto serio ed ambizioso, cambiare spesso può essere nocivo. È giusto dare continuità, ma a volte non si ha nemmeno il tempo di ambientarsi. Un cambiamento dopo due mesi è prematuro, senza dubbi".

PALERMO, OBIETTIVO EUROPA
"Sono sicuro che alla fine potrà arrivare in Europa. L'Uefa è un traguardo da Palermo, ma non ancora la Champions. Per i primi quattro posti vedo una lotta tra Milan e Fiorentina, quest'ultima ha dimostrato in questi anni di essere un'ottima squadra, un bel mix tra giovani e campioni. A tal proposito, smentisco di essere mai stato vicino ai viola, si è trattato solo di voci di mercato".

I MOTIVI DELL'ADDIO
"Ho scelto di andare via perché avevo poco spazio. Non ho mai voluto fare polemica in questi anni. Con Guidolin ho fatto molto bene, sono entrato anche in nazionale. Poi è arrivato Del Neri che mi ha chiuso le porte. Alla fine però anche Guidolin stesso non mi ha dato più spazio. A quel punto ho pensato fosse meglio cambiare, quando le cose non vanno più".

TIFOSI ROSANERO
"Ho trascorso sette anni bellissimi a Palermo e la lettera ai tifosi, pubblicata dal sito Stadionews mi sembrava il minimo che potessi fare. Con loro ho avuto un legame stretto, particolare. Purtroppo la trattativa si è svolta in pochissimo tempo e non ho avuto modo di poter salutare chi mi ha sostenuto in tutti questi anni. Ero convinto che non sarei mai andato via da Palermo e forse proprio per questo motivo ho rinviato fino all'ultimo un addio che non avrei mai voluto vivere. Sono arrivato che ero un ragazzino in una squadra in serie C che sognava di lottare dove adesso si trova, cioè in serie A alle spalle delle grandissime del calcio italiano. Ho avuto la fortuna di vivere forse le pagine più belle della storia rosanero con una splendida promozione prima in serie B e poi, anche se per metà stagione, in serie A. Ho avuto la fortuna di esordire, di giocare e di segnare in Coppa Uefa, sarò sempre legato a quei colori".

ZACCARDO ALLA LAZIO
"Non lo so, posso solo dire che sta bene a Palermo, è ormai lì da tanti anni. Tuttavia, posso dire anche che le bandiere nel calcio non esistono più e se ti arriva l'offerta giusta, ci pensi...".

CARACCIOLO
"Con lui ho un ottimo rapporto, è un bravissimo ragazzo. Spero che possa avere fortuna. A Palermo ha pagato il peso dell'eredità di Toni. A Genova magari ha avuto poco spazio".

TONI-GERMANIA
"Penso che abbia dimostrato sempre in questi anni il suo valore. Si è messo in mostra vincendo il Mondiale, magari aveva voglia di giocarsi qualcosa di importante ed in Italia non è arrivata la giusta offerta. Lui a Firenze ha fatto benissimo, ma è giusto a volte confrontarsi con qualcosa di importante. In serie A le grandi squadre non l'hanno cercato e quando il Bayern ha offerto la proposta lui non ci ha pensato due volte. Il Bayern è una squadra che lotta ogni anno per lo scudetto e la Champions, lo capisco perfettamente".