...con Gian Paolo Montali
Raffaella Bon e Gianluigi Longari
Solo calcio con Gian Paolo Montali. L'ex commissario tecnico della nazionale italiana di pallavolo, ed oggi alla Juventus nella veste di consigliere di amministrazione, dedica solo una battuta ai tragici fatti di Felizzano, all'autogrill Crocetta, in cui un tifoso del Parma ha perso la vita, spiegando i motivi che hanno portato al rinvio della gara. Poi, come anticipato, tanto calcio giocato, e molto orgoglio per l'inaspettato rendimento ad altissimi livelli della Juventus dopo l'inferno della serie B. In questa intervista esclusiva, il consigliere bianconero ci racconta tutto della rinascita juventina, dalle strategie di mercato, fino al rinnovato impegno della società. Per ritornare a pensare in grande, a pensare da Juve.
Ancora una volta l'ennesimo episodio di violenza che va a toccare un calcio italiano in via di rinascita...
"Preferirei non toccare questo argomento, dico solo che il calcio è un po' uno specchio della società che viviamo... "
È stato d'accordo con la decisione di rinviare la gara?
"La decisione è stata concertata da Lega e Federazione, ed ha trovato il pieno accoglimento da parte delle due società. Tanto la Juventus, quanto il Parma hanno accettato quanto è stato stabilito".
Torniamo a noi: che effetto le fa essere passato dalla pallavolo al calcio?
"Un effetto particolare, è uno sport diverso sulla carta ma le dinamiche organizzative sono identiche. Cambiano gli artefici ma le coordinate del team sono vincenti".
Difficile diventare manager?
"Anche ai tempi in cui allenavo ho sempre aiutato le mie società nella scelta delle persone Ho avuto a disposizione budget con cui fissare gli ingaggi e a Roma grazie a Francesco Becchetti sono diventato anche consigliere d'amministrazione. Sono abituato a gestire organizzazioni ed è proprio per questo che la proprietà della Juve mi ha voluto".
Che cosa l'ha colpita?
"Io credo che la Juventus sia stata capace di cambiare. L'idea di costruire una società con criteri completamente diversi dal mondo del calcio, una governance affidata a un Cda con una maggioranza di indipendenti, è rivoluzionaria e affascinante. Mi piace la sfida di creare un nuovo stile. Ho deciso in due ore, anche se tutti mi davano del pazzo".
Si aspettava una Juve fin da subito vincente?
"E' cambiato lo stile ed il modo di lavorare, ma non sono cambiati i risultati, si è creata una squadra fin da subito competitiva. Il merito non è solo della società, ma anche della squadra, dei giocatori. Per fare funzionare una società occorrono due squadre quella che lavora sul campo e chi lavora dietro le quinte".
La Juventus ha l'anima vincente?
"Anima vincente vuol dire vincere, è diverso arrivare secondi o terzi. La mentalità vincente dipende dai giocatori che sanno quali sono le coordinate per vincere. I veri artefici sono i giocatori in campo che devono lavorare".
Vi aspettavate il terzo posto?
"Noi abbiamo voluto creare una squadra competitiva. Volevamo essere all'altezza per competere per posti importanti. La Juventus sta facendo un ottimo campionato e dobbiamo continuare così. Non dobbiamo dimenticarci che noi siamo la Juve".
Si fanno tanti nomi di mercato per la Juventus...
"La Juve deve competere alla pari con club che possono permettersi 200 milioni di deficit, mentre noi dobbiamo avere un bilancio sano. Se la squadra andrà in Champions noi faremo una squadra competitiva, ma sempre tenendo d'occhio il nostro bilancio. Le aspettative dei nostri tifosi sono alte. ;Ma la Juventus non si può permettere bilanci in rosso. Dobbiamo stare attenti ai nostri conti. Se vogliamo competere non dobbiamo sbagliare niente. Dall'acquistare i giocatori ad investire sui nostri giovani, a trovare gli sponsor. Non intervengo nelle scelte di mercato, ma vado a perorarne la causa in consiglio perché trovi le forme d'investimento necessarie. Faremo un ottimo lavoro".
Il vostro obiettivo per la prossima stagione è lo scudetto?
"Chi lavora nella Juve deve avere il coraggio di pensare in grande. Non ci si può sentire piccoli. Questo è un dovere ed un obbligo degli uomini che lavorano nella Juve. La Juventus è una squadra destinata ad avere un grande futuro. Sono convinto che ognuno darà il massimo per qualcosa di importante".
L'investimento sullo stadio si farà?
"Lo stadio sarà pronto nel 2011/2012. La famiglia e gli azionisti hanno dato un segnale fortissimo: con l'aumento di capitale hanno finanziato il progetto di una nuova società, che però ora deve reggersi da sola. Uno stadio diverso, per le famiglie e senza barriere, in questo senso è una priorità: vogliamo dare l'esempio, anche perché il futuro è nella proprietà degli impianti. Ma siamo gente seria e cerchiamo finanziamenti per non compromettere la competitività della squadra".
Si aspettava che la Juventus potesse bloccare Inter e rimettere in gioco lo scudetto?
"Quando gioca con le grandi squadre ha sempre fatto ottime prestazioni. Solo con la Fiorentina ha sbagliato subendo due gol sul finale. Con l'Inter hanno giocato alla pari. In campo in questa Juventus vanno uomini e campioni".
La Juventus è stata anche penalizzata dagli arbitri?
"Sì, noi siamo la società che ha subito più errori degli altri. Da uomo di sport dico che un arbitro non incide mai sul risultato della mia squadra. Io credo che quelli italiani siano tra i migliori in assoluto. Bisogna solo aiutarli per evitare che certe cose succedano, a qualsiasi squadra".
Come?
"Dando agli arbitri gli strumenti per non sbagliare, cominciando dalla tecnologia... Bisognerebbe anche aumentare gli occhi in campo: nella pallavolo ci sono 2 arbitri e 4 giudici di linea, nel calcio dove il campo è molto più grande c'è solo un arbitro con due guardalinee e il quarto uomo...".
La Juventus sta facendo bene, ma viene ignorata dalla Nazionale
"Io non credo che i nostri giocatori siano ignorati. Non c'è magari bisogno di convocare Del Piero per un'amichevole. Del Piero è un giocatore da nazionale, non c'è dubbio. Ma anche Chiellini sta facendo un campionato strepitoso. Per la mancanza di Nesta lo vedo bene in Nazionale. A quel punto una volta arrivato sarà difficile toglierlo. Ma a mio avviso anche Legrottaglie meriterebbe un'occasione".
La Juventus ha una proprietà che la segue attentamente?
"Credo che la fortuna sia proprio l'atteggiamento della proprietà. Non so quante squadre avrebbero aumentato anche il capitale per la costruzione dello stadio. La fortuna della Juve sono tutte le componenti".
Riuscirete a concludere il campionato in terza posizione?
Per noi mancano otto partite, dobbiamo giocare una partita alla volta. Noi non siamo ancora terzi, anche se abbiamo un buon margine. Per la lotta alla Champions vedo Milan , Fiorentina ed Udinese che se la giocheranno fino alla fine".




