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...con Giuseppe Pancaro

autore
Raffaella Bon e Gianluigi Longari
giovedì 17 gennaio 2008, 00:002008
autore Raffaella Bon e Gianluigi Longari
17.01.2008 00:002008
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L'addio di Pippo. Questo faccia a faccia potrebbe malinconicamente aprirsi così. Ma non rispecchierebbe il pensiero di Giuseppe Pancaro. L'ex terzino sinistro, tra le altre, di Lazio e Milan ha deciso, sì, di appendere le scarpette al chiodo, ma lo fa senza alcun rimpianto, conscio di avere raccolto tantissimo in una carriera giocata sempre ad altissimi livelli. Niente tristezza, dunque, in questa intervista, nella quale Pancaro, oltre a sancire la fine della sua carriera, ci dà il suo punto di vista riguardo a tutte le squadre più importanti in cui ha militato, non disdegnando pronostici su campionato ed operazioni di mercato.

LA MIA VITA
"Ufficialmente sono in pensione. Sono totalmente al di fuori del mondo del calcio. Normale che mi manchi, visto che per diversi anni, è stata la mia vita. Ma per il momento mi dedico alla mia famiglia, al mio bimbo piccolo. Faccio cose che non avevo mai fatto, come andare allo zoo. Aspettando che lui cresca per condividere assieme le gioie del calcio".

IL MIO FUTURO
"Ho preso la decisione di smettere di giocare, di appendere le scarpette al chiodo. Ho letto di alcune voci che mi davano a Pavia, ma non ho intenzione di tornare. Non penso tanto meno di andare a provare un'esperienza all'estero, in qualche paese esotico. Assolutamente no, ho chiuso definitivamente col calcio giocato".

L'AVVENTURA DI TORINO
"Diciamo che la mia avventura non è stata come la immaginavo. Sono tornato a Torino per chiudere la mia carriera, avendoci giocato nelle giovanili, ma mi auguravo che potesse andare in un modo migliore. L'obiettivo prefissato, che era la salvezza, è stato raggiunto, poi bisogna sempre tener conto delle potenzialità della squadra, per cui ritengo l'esperienza tutto sommato positiva. Quest'anno invece è stata allestita una rosa di tutto rispetto, quindi il Torino dovrebbe combattere per obiettivi superiori a quelli della scorsa stagione. È una squadra che ha grandi potenzialità sulla carta, come mi hanno confermato anche i miei ex compagni. Un collettivo guidato da un bravo tecnico con molta esperienza. Non so come mai i risultati non arrivino".

MILAN, QUANTI RICORDI
"Di Milano ho ricordi bellissimi, stupendi. Il primo anno sono stato fortunato ed ho vinto subito uno scudetto, poi una Supercoppa. Anni indimenticabili. Ho instaurato anche un rapporto molto bello con i tifosi".

I DUE VOLTI ROSSONERI
"La motivazione può essere trovata nel fatto che l'obiettivo principale è sempre stato quello di vincere la Champions, concentrandosi fortemente su questo. Il Milan ha dimostrato di essere una tra le squadre più forti del mondo, lo evidenziano gli ultimi trofei. E credo che alla fine potrà tornare in pista anche per il quarto posto".

L'ESORDIO DI PATO
"Ho visto la partita domenica. In questi giorni su Pato si è detto di tutto e di più, ma credo che i fatti gli abbiano dato ragione. Sono rimasto stupito dalla sua disinvoltura e dalla sua freddezza, vista la giovane età in cui ha affrontato l'esordio. Ha grandi doti tecniche e fisiche, oltre ad un futuro importante davanti a sé. Non solo ha fatto gol, ma ha creato anche altre occasioni da rete. È un ragazzo che potrà scrivere pagine importanti del nostro calcio".

RONALDO
"Non credo che Ronaldo andrà via. È un giocatore che se non ha problemi fisici, rimane uno degli attaccanti più forti del mondo. Se sta bene e la fortuna lo assiste può dare ancora tanto al Milan".

LA CRISI DI DIDA
"Non so cosa consigliargli. Ha dato molto al Milan, nei due anni che sono stato lì l'ho apprezzato tantissimo. Avendo avuto la fortuna di giocare con Buffon, che considero uno dei più forti al mondo, posso dire che a quei tempi Dida era paragonabile a lui. Riguardo al suo momento attuale, errori possono capitare a tutti. Non credo che i difensori del Milan, abbiano delle difficoltà a giocare con Dida e sono sicuro che si sentano tranquilli con lui tra i pali".

FREY, FUTURO AL MILAN
"Non so se alla fine potrà andare al Milan, di sicuro anche lui è un ottimo portiere. Ha fatto molto bene alla Fiorentina e non mi stupisce che lo possano cercare le grandi squadre".

PROBLEMA INGAGGI A FIRENZE
"I soldi sono della famiglia Della Valle e solo loro possono decidere come utilizzarli. Da quando hanno iniziato a Firenze hanno fatto grandi cose. A prescindere dal problema ingaggi stanno lavorando benissimo. La Fiorentina la vedo molto bene, è una squadra che ormai si è consolidata a livelli alti e sta iniziando a cogliere i primi frutti di un ciclo costruito in questi anni, con un allenatore molto preparato e una società seria e capace alle spalle. Bisognerebbe chiedere ai giocatori cosa faranno nel loro futuro. Posso solo dire che se altre società ti offrono il doppio, è normale che possa sorgere qualche dubbio".

IL MIO ANNO... VIOLA
"A Firenze, nonostante sia rimasto solo una stagione, sono stato molto bene. Lì ho scoperto un grande tifo, un attaccamento alla maglia fantastico ed una città che non conoscevo molto, ma che si è rivelata realmente inimitabile. Inoltre ci è nato mio figlio, quindi è un posto che non dimenticherò tanto facilmente".

L'ESPLOSIONE DI JIMENEZ
"Già alla Fiorentina, nonostante sia arrivato negli ultimi sei mesi, ha dimostrato il suo valore. Si intravedevano, nonostante la giovane età, le sue grandi doti tecniche e fisiche. Sono molto contento di ciò che sta facendo all'Inter, la piazza non è facile, ma lui è un ragazzo serio e bravo".

CAMPIONATO
"Penso che per gli appassionati di calcio sarà un campionato monotono. L'Inter ormai ha già vinto lo scudetto, ha una squadra formidabile. Anche se la Roma e la Fiorentina sono altresì degli ottimi collettivi; i viola, per esempio, hanno una società seria e giocatori giovani che possono dare tanto al futuro del calcio italiano".