...con Jose' Mourinho
Gianluigi Longari
Mourinho Show, parte seconda. Dopo la conferenza stampa dell'ormai storico "Non sono un pirla", ecco la seconda uscita ufficiale del neo tecnico dell'Inter. Tuttomercatoweb era presente alla Pinetina di Appiano Gentile, per documentarvi la totalità delle parole di The Special One, come di consueto mai banali e scontate, ed interessanti riguardo diversi punti di vista. Toccato il tasto del mercato, con riferimenti a Lampard e Quaresma ed una richiesta precisa: "serve un centrocampista"; si è parlato anche di tattica, con la spiegazione di come sarà architettato il suo 4-3-3; battute interessanti anche su Stankovic e Burdisso, due giocatori considerati in uscita dalla squadra nerazzurra. Novità anche riguardo le condizioni fisiche di Ibrahimovic e Adriano, con inevitabili commenti nei confronti dell'operazione Ronaldinho-Milan, e di Roberto Mancini. Chiusura al veleno per Carlo Ancelotti, giusto per scaldare un po' l'atmosfera del derby.
Da non perdere, dunque, che lo show abbia inizio.
Inizia l'avventura: ci presenta il suo staff?
"Il secondo allenatore, come sempre, è un uomo di casa, la scelta è caduta su Beppe Baresi, una scelta facile, perché tutte le informazioni che mi sono arrivate mi hanno indicato lui. Si sta creando una buona empatia con lui, è un uomo che può essere importante per me. Rui Farias, per tanti è un semplice preparatore atletico, ma in realtà è molto di più, è il mio braccio destro. Serginho anche lui ha lavorato con me molti anni. Io gli dico sempre che è stato un buon portiere, ma che è meglio come preparatore. Andrei Villas Boas lavora 15 ore al giorno, è quello che lavora di più, osserva gli avversari ed ha delle occupazioni a livello statistico e di computer. Sarà affiancato da un collaboratore interno all'Inter che lo aiuterà. Quando serve un'altra persona, ed anche perché gli piace la maniera nella quale lavoro, mi aiuterà Daniele Bernazzani, che allenerà con me in qualche occasione. Sarà importante per il settore giovanile conoscere la mia filosofia. Questo è lo staff tecnico, ma il mio vero staff è molto di più: c'è anche il dipartimento medico con Gaudino e Bisciotti, più la struttura del club".
C'è stato il primo incontro con i giocatori, che messaggio ha dato?
"Penso che essere vincente non vuol dire essere stanchi di vincere, chi vince vuole farlo sempre, non si stanca mai. La prima volta che ho parlato con loro, mi sono sembrati un gruppo con grandi motivazioni e voglia di lavorare. Collaborare con me è facile ma allo stesso tempo difficile: facile perché è tutto organizzato, diretto ed onesto. Ma se tu non hai le caratteristiche psicologiche per lavorare con me, allora è molto difficile. Tutti devono pensarla come me, avere ambizione ed obiettivi. Io sono molto aggressivo nello stabilire gli obiettivi".
Le piace l'etichetta di rivoluzionario del calcio che le è stata appiccicata?
"No, non voglio neppure farlo. Ho semplicemente le idee chiare ed una filosofia propria di lavoro. È la stessa filosofia che uso nella vita, essere onesto, diretto ed ambizioso. Oggi l'allenatore è anche un gestore di risorse umane, ho un gruppo di persone che lavora per me, servirà un periodo di adattamento, ma questa non è una rivoluzione. Io adatto le strutture del club e di chi lavora per me alla mia filosofia".
Ha un codice di comportamento che intende far rispettare?
"Sì lo ho. Il più importante è il buonsenso. Non posso chiedere ai giocatori di fare quello che io per primo non faccio. Io arrivo un'ora e mezza prima dell'allenamento, non accetto che qualcuno arrivi in ritardo. Se nell'orario stabilito per l'inizio della sessione ho solo 14 giocatori su 24, lavoro con loro. Gli altri? Se ne tornano a casa, e ci stanno anche alla domenica".
Che cosa l'ha impressionata più favorevolmente in questi primi giorni ad Appiano Gentile?
"L'essenza del mio lavoro sono i giocatori, mi piace molto lavorare con il presidente, con Branca, con Oriali e con tutta la struttura del club. Sono un gestore di risorse umane e devo lavorare con tutti, ma l'essenza del mio lavoro sono i giocatori e domani alle dieci sarò un uomo molto più felice di oggi. Il mio lavoro è allenare, far giocare più che allenare. Mi piace maggiormente disputare partite con emozioni differenti, che una gara per così dire normale. Ripeto: l'essenza del mio lavoro è stare con i giocatori in campo".
In rosa ci sono sei attaccanti... Troppi?
"Meglio troppi che nessuno, tanti allenatori in questo mondo hanno problemi nel reperire attaccanti di qualità, noi ne abbiamo tanti, ma sarà un problema loro. I giocatori, detto tra virgolette, sono animali speciali: vogliono giocare sempre. È impossibile fare tutti felici. Giocheranno solo tre attaccanti più tre in panchina e noi ne abbiamo anche di più. Io preferisco avere equilibrio nella rosa. Abbiamo tempo fino al 31 agosto per lavorare insieme e decidere, in ogni caso, nessuno di loro è un bidone. Sono tutti grandi giocatori".
I nomi più caldi di questa estate di mercato nerazzurra sono Lampard e Quaresma
"Lampard è un giocatore del Chelsea, Quaresma del Porto. Al momento preferisco non parlare ancora di loro, posso dire che Frank è un giocatore fantastico, ho avuto un rapporto indimenticabile con lui nei tre anni passti insieme. Quaresma anche è eccezionale, mi piace tantissimo, ma davvero non posso parlare di giocatori di altre squadre".
Che risposte ha ottenuto dal primo incontro con i suoi giocatori?
"Io sono arrivato prima di tutti, ho parlato poco e osservato molto. Ho notato una gioia molto forte: quella di essere insieme e tornare al lavoro. Abbiamo parlato una mezz'oretta, e ho visto attenzione e concentrazione. Quello che ho percepito è assolutamente positivo. Abbiamo parlato delle mie idee tattiche, di lavoro, delle regole di allenamento. Abbiamo parlato con tranquillità e ho ottenuto sensazioni molto positive".
Un mese fa aveva rivelato di voler partire con una rosa di 25 giocatori. Non è successo, ha cambiato idea in quest'ultimo periodo?
"Non è un problema per me. Partirò con 29 giocatori, di cui cinque sono infortunati. 24 con tre portieri, il numero perfetto. Quando Chivu, Samuel, Cordoba e Ibra saranno disponibili, qualche primavera tornerà alla sua squadra. Io non faccio le partitelle 14 contro 14, io voglio organizzare tutto alla perfezione, voglio un gruppo di massimo 22 giocatori di campo".
C'è chi dice che Lampard potrebbe non arrivare per un dispetto di Abramovich nei suoi confronti
"Io ho bisogno di un altro centrocampista. L'ho detto ai giocatori oggi, e l'ho fatto presente un mese fa al presidente. Serve un centrocampista con qualità diverse da quelli che abbiamo noi. Riguardo Abramovich non lo so, io sono l'allenatore di questo club. Tutto quello che è di mercato, i contatti con gli altri club li fanno il Presidente, Branca ed Oriali. Il mercato è aperto fino al 31 agosto, mi piacerebbe avere un giocatore a centrocampo e la dirigenza lo sa".
Com'è la situazione di Stankovic?
"Stankovic non è un problema, è una soluzione. È un giocatore che mi piace e quello che dico ora l'ho detto prima a lui perchè altrimenti non mi permetterei di riferirlo: secondo me Stankovic all'Inter non è mai stato quello della Lazio. Per me lavorare con lui è una sfida, se è possibile cercherò di riaverlo come era negli anni della Lazio".
Sull'altra sponda del Naviglio è arrivato Ronaldinho... Cosa ne pensa?
"Io sono contentissimo. Quando lavoravo al Chelsea ho lavorato anche per il calcio inglese, come adesso lavoro per il calcio italiano. Se possiamo contribuire per far tornare questo calcio ai vertici d'Europa lo dobbiamo fare. Con un arrivo come quello di Ronaldinho tutto il campionato fa un salto di qualità".
Quale giocatore di serie a le piace di più?
"Questa è una domanda da un milione di dollari. Quello che mi piace di più non è delle squadre più importanti, nè Milan, né Juve". Roma? "No". Napoli? "Mmm..." (chi pensa ad Hamsik non fa peccato...)
Che intenzioni ha con Burdisso?
"Ho parlato anche a lui. Abbiamo tre difensori centrali. Tra due mesi con gli infortunati ne avremo sei, se tutti saranno disponibili giocherò con due, uno in panchina e tre in tribuna. Per me non è un problema, perché sarei protetto in caso di infortuni, ma penso che sei sono troppi, e sono stato onesto con loro, e loro sono intelligenti per capire le situazioni".
Il mercato in entrata sarà chiuso con l'arrivo di un centrocampista o ci potrebbe essere anche altro?
"Il mercato si chiude il 31 agosto, non si sa mai quello che può succedere sino a quel giorno. Dobbiamo aspettare".
In Italia si è favoleggiato del suo 4-3-3: ce lo può spiegare lei direttamente?
"Noi abbiamo sempre una filosofia che sarà il nostro punto di partenza. A me il 4-3-3 piace tantissimo, ma quando dico 4-3-3 non intendo il 4-5-1 piuttosto che il 4-2-3-1. Io intendo giocare con tre giocatori d'attacco, che saranno due ali ed un centravanti. Non escludo assolutamente, però, la possibilità di giocare con un'ala solamente e due centravanti, o ancora con tre punte molto mobili. Adriano e Ibrahimovic, dunque possono giocare tranquillamente insieme".
Cosa pensa di Amantino Mancini?
"Mi piace. È questo il motivo per cui lo abbiamo preso. Gioca esterno, ma sa muoversi anche in altre posizioni, gioca in diagonale, fra le linee, la sua statistica di gol è importante per un giocatore che non è un centravanti. Mi piace che un destro giochi bene a sinistra".
In Inghilterra, alcuni la hanno accusata di essere difensivista. Come risponde a queste critiche?
"Tutti i record della Premier sono nostri, del mio Chelsea: il più grande numero di vittorie fuori casa, di vittorie consecutive, di gol fatti. Non capisco bene questa critica. Abbiamo giocato sempre con tre attaccanti o con un rombo molto offensivo. Abbiamo vinto tanto negli ultimi minuti quando abbiamo deciso di rischiare giocando con solo tre difensori. Mi piace adottare anche questo sistema particolarmente offensivo, perché nella fase finale si possono vincere molte partite. l'avrà detto qualcuno che non è innamorato di me... ".
Tra Porto e Chelsea ha vinto 99 gare in casa consecutive...
"In realtà non ho perso le ultime 99 giocate in casa, me ne serve una sola per arrivare a cento. Sarebbe una grande soddisfazione per me, ma tutto è possibile nel calcio".
Che impressione le ha fatto Adriano? È parso motivato?
Il contatto è stato di gruppo più che individuale. Quando un giocatore vive un momento negativo a livello professionale, e adesso che ha questa chance non è motivato... che cosa vuole fare della sua vita? Dovrà essere molto motivato. Le parole che mi ha detto sono positive: ha grande voglia di giocare e lavorare, ma di parole il mondo è pieno. Io voglio più che parole, voglio che domani dopo il primo allenamento sia veramente stanco perchè ha lavorato al massimo delle proprie qualità".
Lei arrivò al Chelsea che da 50 anni non vinceva nulla. Ora approda in una squadra che da tre anni è campione: ci sono attese differenti...
"Arrivare in una squadra che non vince da 50 anni ed arrivare qui, non è molto diverso. Entrambe le squadre vogliono vincere".
Nel suo metodo di lavoro è previsto di accentua la competizione tra i giocatori?
"La competizione è molto importante, molto del mio lavoro è competitivo, mi piace questa guerra fra due giocatori che giocano nella stessa posizione. Se uno è la prima scelta deve lavorare per restarlo, se è la seconda scelta deve lavorare per diventare la prima. Per questo amo guidare un gruppo più ristretto".
Effetto Mourinho: in Italia dopo il suo arrivo sono piovuti complimenti...
"Io devo ringraziare tutti quelli che hanno parlato bene di me. Le conseguenze nella mia predisposizione mentale al lavoro sono le stesse, sia che parlino bene di me, sia che parlino male. Non sono un merlo, non sarà di certo così fino al termine della stagione".
Giocatori infortunati e staff medico: l'Inter può garantire gli obiettivi che si è prefissato con la situazione attuale?
"È un po' più difficile. Domani sarà il mio primo giorno, andrò a Brunico con l'intenzione di lavorare bene con la squadra. È un peccato non avere tutti a disposizione, ma questo deve essere una motivazione per me. I medici stanno lavorando bene, con determinazione, per il recupero dei giocatori. Questa è comunque un'opportunità ottima per i "bambini" (testuale ndr) Mei, Biabiany... Per la costruzione di un gruppo con una grande empatia, può essere una situazione positiva".
Come si differenzia il suo lavoro da quello di Mancini, il suo predecessore?
"Paragonare il mio lavoro con l'Inter di Mancini non è molto positivo. Lui è già nella storia dell'Inter, io no. Devo lavorare per vincere ed entrarne a far parte. A me non piace tanto la sua Inter, come a lui non sarà magari piaciuto il mio Chelsea, ma rispetto enormemente il suo lavoro".
In Champions servirà un'Inter diversa da quella del campionato?
"Avere un'identità propria è importante. Avere questa vuol dire giocare con la stessa filosofia, tanto in Europa quanto in campionato. Ma la Champions è speciale, si gioca con squadre dalle filosofie distinte. Giocare con francesi, portoghesi, inglesi. Quando c'è questo cambio radicale è importante adattare, non cambiare, le nostre qualità. È sintomo di intelligenza. Posso aiutare la mia squadra, grazie alla mia esperienza ad aumentare la qualità in Champions".
In questo periodo si sono sprecati i paragoni illustri. Tra questi, addirittura uno con Helenio Herrera, che effetto le fanno?
"A me, veramente, non piace. Perché HH, si dice così no? È un uomo con una importanza indimenticabile nella storia dell'Inter. Io in questo momento non sono niente. Ma voglio entrare nella storia di questo club. Sono nella storia del Porto e del Chelsea, non in questa. Paragonare me con il Mago HH, non mi piace per niente".
Una domanda più leggera... come sta la sua cagnolina?
"In Italia non avrò solo lei, ma avrò anche un pastore tedesco molto grosso...".
Nessuna. Devo aspettare, le parole sono positive, è felice, vuole giocare e lavorare. Ma le parole non contano, io voglio che domani dopo il primo allenamento lui sia veramente stanco perché ha lavorato al massimo delle sue qualità".
Intanto sono già iniziate le schermaglie dialettiche con Ancelotti. Tempo fa disse che lei non sapeva nemmeno stoppare un pallone...
"Lui ha dimenticato una cosa importante, ha dimenticato che un allenatore super importante nella storia del Milan, il più vincente di tutti, non ha giocato a calcio meglio di me. Mi riferisco ad Arrigo Sacchi. E poi, il mio odontoiatra è bravissimo, ma non ha mai avuto mal di denti..."
Ci saranno altre richieste da parte sua, oltre a quella di un centrocampista?
"Il mercato è un po' strano. Se si chiudesse il 31 luglio sarebbe meglio, tutto sarebbe più veloce, più semplice anche per noi lavorare tanto tempo con la stessa rosa. Ma dobbiamo adattarci alla realtà del mercato".
Su Ibra siamo corto di notizie recenti. Se si dovesse operare rischia di stare fermo cinque o sei mesi, ci ha pensato?
"Tutto è positivo in questo momento. Nella prima fase effettuerà un lavoro medico, la seconda fase la svolgerà a Brunico, lavorerà con un preparatore, e poi speriamo che già durante il ritiro possa iniziare a lavorare con noi, integrato nella squadra. Noi pensiamo che potrà giocare... non dico le prime amichevoli, ma per la prima di campionato penso non ci siano problemi".
A suo parere l'attacco già adesso sarebbe competitivo per l'assalto alla Champions?
Si, la squadra ha bisogno di un equilibrio totale. Pr me è importante averlo. Abbiamo tantissime soluzioni, In attacco abbiamo tantissime soluzioni: dall'esperienza di Figo alla gioventù di Balotelli, dalla forza fisica di Adriano al fiuto del gol di Crespo e Cruz, sino al talento di Ibrahimovic e alla velocità di Suazo. Abbiamo tutte le soluzioni possibili".
Ci sarà una sorta di "codice" anche nel rapporto con la stampa?
"Non mi piacciono le bugie. Sono appena arrivato, ma sono un uomo del 21° secolo: ho capito che il vostro mercato dove qualche volta una bugia vende molto di più di una verità, questa è un po' la vostra vita. Noi dobbiamo adattarci un poco a questo stile, anche se non mi piace. Capisco il vostro lavoro, devo lavorare con voi, ma la protezione del mio gruppo è molto molto molto più importante di voi".




