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...con Marco Giampaolo

autore
Raffaella Bon e Gianluigi Longari
lunedì 5 maggio 2008, 00:002008
autore Raffaella Bon e Gianluigi Longari
05.05.2008 00:002008
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Chiacchierata a tutto tondo con Marco Giampaolo. l'ex allenatore di Ascoli e Cagliari, protagonista di un rapporto controverso con Cellino, ma comunque apprezzato e stimato quale uno dei migliori tecnici emergenti del nostro calcio, si racconta in esclusiva ai microfoni di Tuttomercatoweb. In questa intervista ci svela le sue opinioni sul campionato, sui colleghi, sui calciatori più promettenti, senza tralasciare ovviamente qualche battuta anche riguardante il suo futuro professionale.

Quanto può influire l'eliminazione della Fiorentina nella corsa al quarto posto?
"Non influirà, la Fiorentina deve pensare a recuperare energie, ha centrato un traguardo comunque importante, non è semplice arrivare alla fine".

Le partite con Parma e Toro però potrebbero riservare brutte sorprese...
"Per questo dicevo che non è semplice, perché tutte le parti calde devono essere ancora decise".

Passando allo scudetto..Il primato dell'Inter non è mai stato messo in discussione...
"C'è stato un periodo in cui non aveva rivali. Io considero comunque straordinario il campionato della Roma, che ha espresso una qualità di gioco ottima. L'Inter però ha fatto ancora meglio".

Parma e Toro sono in una situazione difficile: se lo aspettava?
"Uno o due punti a due giornate dalla fine fanno la differenza. Il Toro si aspettava un altro tipo di campionato, il Parma anche ha un buon organico... questo la dice lunga sulle qualità della nostra serie A, in cui ad oggi non c'è ancora una squadra spacciata".

Un campionato duro, ma affascinante...
"È difficile come sempre, ma in futuro lo sarà ancora di più, la Juve si è riattrezzata, Roma e Milan saranno di nuovo protagoniste. Poi non dimentichiamo che squadre come Fiorentina ed Udinese stanno crescendo molto".

Si è parlato nel recente passato di un interesse nei suoi confronti da parte del Torino: l'hanno mai cercata?
"No, mai avuto contatti, io poi ero impegnato con il Cagliari..."

Difficile andare d'accordo con Cellino?
"Hanno fatto bene nel ritorno, conosco quel gruppo e so che sono lì a giocarsela autorevolmente. Preferisco invece non parlare del mio rapporto con il presidente. Io comunque lì sono stato molto bene".

Acquafresca sta giocando a livelli altissimi: che giocatore è?
"Ha un innato senso del gol, sente la porta come pochi, aveva solo bisogno di prendere confidenza con la categoria e la sua fisicità. Oltre che un giocatore molto forte, a mio parere diventerà l'attaccante più bravo del campionato italiano, è anche un gran bravo ragazzo: ha tutte le qualità per sfondare. Il mio consiglio per lui è quello di giocare sempre almeno per questo periodo, le grandi possono aspettare".

>Vede per lui anche una prospettiva Nazionale?
"Faccia un passo alla volta, continui a far bene nell'under 21 e sicuramente arriverà anche la Nazionale maggiore".

Pensa che il Cagliari ce la farà?
"Ha un buon vantaggio, è lì a giocarsi le proprie possibilità. È in grande forma ed i risultati parlano a suo favore, non vedo perché no..."

Per la prossima stagione si vocifera di contatti con Lazio o Napoli, c'è qualcosa di vero?
"Non ho mai sentito nessuno, di nessuna delle due squadre..."

Napoli è una piazza che la stuzzicherebbe?
"Non voglio autocandidarmi, credo che la risposta sia scontata comunque... Non vorrei urtare la suscettibilità di altri colleghi che stanno facendo bene".

Quale è stata a suo parere la squadra sorpresa del campionato?
"Ho apprezzato la qualità del gioco che hanno dimostrato l'Udinese ed il Genoa. Entrambe le squadre hanno giocatori importanti, lavorano molto bene e puntando sulla tecnica individuale. Poi va sottolineato il feeling che sono riusciti a creare gli allenatori con i calciatori".

Quest'anno è stato anche contrassegnato dal record di esoneri
"Sarà sempre così, fino a quando gli interessi economici saranno predominanti su quelli tecnici. Oggi retrocedere è una debacle economica, quindi si cerca di fare di tutto per evitarlo".

Quanto le è mancato allenare?
"È un lavoro che ho sempre fatto con grande passione, a cui dedico molto tempo. Mi è mancato il lavoro sul campo, il feeling con il gruppo. Mi è mancata la creazione di un qualcosa di importante".

Ha un modello di allenatore al quale si ispira?
"Ho cercato sempre di andare a guardare tra le righe le squadre con un principio di gioco interessante, con una partecipazione collettiva. Negli anni ci sono state tantissime espressioni di ciò, quindi è stato più un mix di tante cose, ho colto i particolari che più si allineavano alle mie idee. Con Delio Rossi e Galeone ho lavorato a Pesacara, Del Neri l'ho sempre apprezzato, mentre Prandelli e Spalletti sono quelli che più si avvicinano a ciò che io penso di questo sport".

Li considera i migliori allenatori giovani?
"Credo che chi allena in A abbia comunque delle qualità, non sia li per sbaglio. Fare l'allenatore è ormai un insieme di cose: gestionale, psicologico... sei chiamato a gestire diversi aspetti di una squadra. Spalletti e Prandelli nella loro carriera hanno dimostrato di avere una certa idea di calcio. Da qui a dire che sono i più bravi non è semplice. Molte volte sei bravo, anche per una concomitanza di cose. Solo la carriera negli anni ti permette di essere giudicato appieno".

Allenerebbe anche in B, con una grande squadra?
"È evidente che allenare in A è un'altra cosa. Ma allenare lì dove pensi che sia una vetrina e basta e dietro non c'è niente, non ha senso. Sarebbe più logico allenare in serie B a questa stregua... Dipende da tante cose la scelta".

Capitolo futuro: tra quanto si vede sulla panchina di una grande squadra?
"Non si può fare una previsione, solo il tempo dirà quanto attenderò. A seconda del tipo di campionato che uno fa. Solo una grande continuità di risultati può portare a questo Non è un mio pensiero ora penso al mio presente".