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...Con Mario Somma

...Con Mario SommaTUTTO mercato WEB
lunedì 13 ottobre 2008, 00:002008
di Andrea Losapio
Intervista a cura di Raffaella Bon

La Nazionale pareggia in Bulgaria ma utilizza un 4-3-3 che ricorda tanto uno dei pioneri del modulo utilizzato dagli azzurri: Mario Somma, ex allenatore di Brescia ed Empoli. Con lui abbiamo parlato del momento delle big, delle prospettive della selezione italiana e del campionato di Serie B.

Che nazionale ha visto ieri?
"E' un po' nuova, perché se all'inizio metti in campo Dossena, Montolivo e Pepe - uno per reparto - diventa un'altra Nazionale. Però sotto il profilo dell'organizzazione ho visto la solita squadra, con voglia di fare e tante idee. Però non si trovano più squadre sprovvedute, gli episodi vanno concretizzati".

Dossena, Montolivo e Pepe: come sono andati?
"Bene tutti e tre".

Lippi ha detto a Montolivo di stare un po' più alto
"Lui è un giocatore che deve giocare dal centro in su, è normale che il mister lo sproni ad alzare il baricentro di 15/20 metri per essere più pericoloso in fase offensiva o per poter fare l'ultimo passaggio. Se arretra il raggio d'azione è difficile".

Se ne va via Toni, arriva Quagliarella
"E' un giocatore importante per la nazionale, la sua non convocazione dipendeva dallo stato di forma. Lui non è un esperimento, ma un inserimento collaudato. Può fare sia il centrale d'attacco che il laterale".

Tre giocatori dell'Udinese in nazionale
"Questo è un grande segno, dettato dal lavoro di Marino e di tutta la società. Perché sono stati loro a credere in questi giocatori, li hanno valorizzati: nelle altre squadre, in quelle zone del campo, giocano tutti stranieri. E' certamente un premio, ma l'Udinese con le tre punte utilizza il sistema di gioco della nazionale. Per questo Cassano è stato escluso".

Appunto, Cassano
"Credo che sia un discorso anche tecnico. Per il 4-3-3 servono anche giocatori che difendono: Cassano in fase offensiva è straordinario, mentre in quella difensiva diciamo che latita. Probabilmente il modulo lo ha penalizzato, ma è un giocatore fantastico".

Gilardino cambia squadra e ricomincia a segnare
"Il discorso è un po' più ampio: la massima espressione di Toni, Adriano e Gilardino l'hanno data con Prandelli. Significa che il lavoro dell'allenatore è importante, perché Prandelli lavora tanto anche sulla condizione atletica e questo aiuta i giocatori di grossa stazza a perdere quel chilo in più funzionale e fondamentale per esprimersi ad altissimi livelli. Coloro che lavorano con Prandelli nella settimana poi danno qualcosa in più anche in partita".

Qual è il problema di Toni?
"E' un discorso generale, quando una squadra va male non dipende da un solo fattore. Non è solo colpa dell'allenatore, ma è un sistema di cause contingenti. Toni quando parliamo di qualificazione può andare contro qualche problema, ma quando si parla di competizione europea e mondiale - lavorando come si deve - facendo una preparazione da capo può far vedere ciò che vale".

Capitolo infortuni: può nuocere alla Nazionale?
"Ci sono due tipi di infortunio: muscolare e distorsivo. Quando un infortunio è muscolare è influenzato da molteplici fattori come viaggi, stress, allenamenti senza continuità di programmazione. Lì può succedere a chiunque. Quando c'è quello distorsivo non ci puoi fare nulla, sono casuali e tutti hanno degli infortunati".

L'assenza di Buffon nuoce più a Ranieri che non all'Italia, visto che lo stop è di due mesi
"Buffon è il numero uno, è un caso a parte. Lui è il numero uno, il secondo non partecipa nemmeno alla gara tanto è staccato. Perdere uno come lui è difficile da sostituire. Non avere quel tipo di giocatore è difficile per chiunque, è evidente".

E' a rischio la panchina di Ranieri?
"Non credo proprio. Un conto è il discorso mediatico, che è diverso da quello societario. Ranieri è un uomo di spessore e sa risolvere le situazioni. Il momento della Juve è caratterizzato da episodi".

Si aspettava le big in difficoltà?
"Tutte le big europee sono in crisi. Probabilmente c'è un livellamento con le squadre medio alte. Anche in Spagna il Valencia sta facendo grandissime cose, come in Italia, Germania e Inghilterra. E' un problema per tutti, anche se alla fine dei campionati le grandi arriveranno al loro posto".