...con Renzo Ulivieri
Raffaella Bon e Gianluigi Longari
Renzo Ulivieri è così, prendere o lasciare. Schietto, sincero ma mai banale o prevedibile. Dopo una carriera ad alto livello, è tornato nel grande calcio, alla Reggina, dove qualcosa, però, non ha funzionato. Ulivieri, come di consueto, non ne fa certo un dramma, anche se dati alla mano, forse un po' di tempo ancora l'avrebbe meritato: "Me lo aspettavo, anche se non mi spiego ancora il perché. Inutile negare che le difficoltà c'erano ma stavano arrivando i risultati". Con lui non abbiamo trattato solo il tema Reggina, da presidente dell'associazione allenatori, abbiamo chiesto al tecnico toscano anche un parere sui temi più scottanti di questo periodo, come ad esempio il problema degli arbitraggi, oltre ad uno spassionato giudizio riguardo all'assegnazione della panchina d'oro.
Che campionato vede?
"A mio avviso è ancora tutto aperto: dalla lotta per lo scudetto alla lotta per non retrocedere. La Roma ha guadagnato punti sull'Inter e sei punti a dire il vero non sono molti. Anche per la Champions i giochi sono ancora da fare, tra la Juventus, il Milan e la Fiorentina. Magari il Milan e la Juventus hanno il vantaggio di non giocare in Europa. Ma è un vantaggio relativo. La Fiorentina è una grande squadra, ben organizzata, con ottimi giocatori, equilibrata e tecnica".
Oggi l'Inter ha il difficile compito di tentare l'impresa contro il Liverpool. Ce la può fare?
"Stasera sapremo la riposta. Non sarà di certo un'impresa semplice, però ci sono margini importanti per poterci riuscire".
Anche per la salvezza vede tutto ancora possibile?
"Si, è ancora tutto aperto, anche il Cagliari è tornato in corsa. Si pensava che potesse essere condannato qualche mese fa, invece ha fatto nell'ultimo periodo risultati importanti".
Impossibile non toccare il tasto Reggina...
"Quando c'ero io ha funzionato tutto bene, abbiamo fatto in media un punto a partita. La Reggina è una squadra viva, per questo mi induco ad essere positivo, nonostante i risultati. . A questo punto se la possono giocare, lo dicono i numeri. Questa squadra è capace di fare prestazioni importanti come quella contro la Juventus. Nel primo tempo si è vista un'ottima Reggina".
Si aspettava l'esonero?
"Si, me lo aspettavo perchè il clima e i rapporti non erano più sereni. Questa decisione era nella logica delle cose, non sono nato ieri. Si vedeva che c'era qualcosa che non andava. Ma non mi spiego ancora il perché. Inutile negare che le difficoltà c'erano ma stavano arrivando anche i risultati".
Non sente di avere nessuna responsabilità?
"Con me in panchina la media era di un punto a partita e poi eravamo tutti in attesa dei decisivi scontri diretti. Il nostro cammino non era così deficitario come si e' fatto credere. Abbiamo affrontato anche il periodo più brutto come calendario e questo deve essere sottolineato".
Da esperto e presidente dell'associazione allenatori, quali soluzioni bisogna perseguire per riportare il calcio ai vecchi valori?
"Non mi ritengo così esperto, comunque quello che mi preme dire è che tutti ci dobbiamo impegnare ad essere diversi, non solo nel calcio, ma nella vita di tutti i giorni, a tutte le ore del giorno. Dobbiamo cambiare mentalità e tornare ad essere cittadini decorosi. Non dobbiamo essere più civili solo allo stadio ma in tutte le situazioni del vivere comune. La società italiana è peggiorata negli ultimi tempi e dobbiamo cercare di avere un più alto senso civico da parte della collettività, cercando di avere una visione meno individuale nel vivere i rapporti con gli altri".
Mentre da Presidente dell'Associazione allenatori come valuta il problema arbitri?
"Di polemiche avrei fatto a meno di farne, non è certo il momento, anzi bisognerebbe stare in silenzio. Bisogna aiutare gli arbitri. Ma spesso qualcuno va oltre..."
È stato giusto assegnare a Prandelli la panchina d'oro?
"Io non c'ero, hanno scelto gli allenatori quindi direi di si. La mia opinione è che lo scorso anno a fare l'impresa sono stati Prandelli e Mazzarri. Se fossi riuscito a votare io avrei avuto solo questa scelta. Ma a mio avviso oltre Prandelli, Spalletti e Mancini un altro tecnico molto bravo, che sta facendo un ottimo lavoro è Mazzarri, sia alla Reggina lo scorso anno, che in questa stagione alla Sampdoria".
Ci sono stati pareri contrastanti... Per qualcuno doveva vincere Mancini, solo che dato il suo carattere...
"Non scherziamo. Ancelotti non è antipatico ma neppure lui ha vinto, eppure ha conquistato la Champions League. Inutile negare che Mancini stia facendo delle cose veramente importanti, sta vivendo un periodo d'oro. E' uno dei numeri uno. Sta facendo il massimo con una grande squadra. Poi, però, ripeto con un voto assolutamente libero, la scelta è andata a un tecnico che ha lavorato alla grande. Uno che sicuramente ha dovuto operare in una situazione estremamente difficile. Con la penalizzazione, che non dimentichiamolo, ha un peso straordinario".




