...con Sandro Mazzola
Raffaella Bon e Gianluigi Longari
Una domenica tragica quella appena trascorsa per i tifosi nerazzurri, che hanno visto nel giro di due ore trasformarsi in un incubo il loro sogno scudetto. Tuttomercatoweb ha pensato così di intervistare in esclusiva una delle più importanti figure della storia neroazzurra: Sandro Mazzola. con lui abbiamo cercato di esaminare la sfida di domenica, individuando le cause della debacle di San Siro. Vediamo cosa ne è venuto fuori.
Una festa annunciata, finita in un dramma sportivo: se lo sarebbe mai aspettato?
"Nessuno se lo sarebbe mai potuto aspettare. Cosa non ha funzionato? Dopo il primo ed il secondo gol hanno pensato sicuramente di aver chiuso la partita, anche se si sa che le gare finiscono al 90. Poi il rigore..."
A proposito del rigore Materazzi è stato subissato da critiche di ogni genere
"I giocatori che si prendono le responsabilità non vanno criticati. Troppo semplice archiviare la gara con questo errore, è mancato il piglio giusto da parte di tutti".
Anche Mancini è sembrato piuttosto nervoso
"Vedendo che la squadra non rispondeva, era logico che subentrasse un po' di nervosismo. Difesa troppo scoperta, centrocampisti troppo avanzati... sull'1-1 è dovuto rientrare Jimenez che fa l'attaccante per salvare un gol... l'atteggiamento è stato del tutto errato".
Già si favoleggia di una squadra che gioca contro l'allenatore...
"Queste sono storie che vengono fuori solo quando non vinci una partita"
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E le continue voci su Mourinho fanno il resto...
"Non mi pare che Moratti parli di Mourinho, il Presidente ha smentito categoricamente di averlo incontrato. Con il suo contratto Mancini è in una botte di ferro, poi è chiaro che domenica deciderà molto riguardo il suo futuro".
E' concorde nel vedere qualche crepa tra Moratti e Mancini?
"Le crepe tra mister e presidente sono normali. In Italia siamo 50 milioni di direttori tecnici, figuriamoci se non ci possono essere divergenze tra presidente e allenatore".
Cosa può essere successo all'Inter per avere dilapidato un tale vantaggio?
"Aveva un vantaggio incredibile, se si fa recuperare tanto di cappello alla Roma. L'Inter non ha invece saputo rimediare alle tante assenze".
Quale è stato l'errore?
"Secondo me, a un certo punto c'era stata la convinzione di avere vinto lo scudetto. Ora l'importante è che non subentri il panico".
L'Inter a Parma, la Roma a Catania: quale delle due ha il compito più facile?
"Semplice non è nessuna delle due, credo che il Catania, da affrontare al Cibali, sia un po' più ostica".
Anche in Champions non è che le cose siano andate meglio...
"Quello della Champions è un po' un mistero. A mio parere manca una certa personalità in un gruppo di giocatori, qualcuno non la ha avuta".
Chi sono stati i protagonisti in positivo della stagione interista? E chi i più deludenti?
"I primi mesi di Ibrahimovic, Samuel Cordoba e Maicon sono stati incredibili. Male il centrocampo, quello che ha fatto peggio, per mancanza di qualità".
Dunque sul mercato lei interverrebbe lì, in mezzo al campo
"Un centrocampista serve sicuramente, lo si è visto nei momenti delle assenze di Cambiasso e Vieira. Anche Maniche non ha convinto, non ci sono elementi per valutarlo".
Un nome?
"Ci sono tanti nomi che sono inarrivabili: Gerrard, ma è impossibile portarlo via da Liverpool".
Se lo aspettava un Balotelli a questi livelli?
"L'avevo visto giocare, avevo visto qualità ma avevo sentito parlare di uno con una testa un po' calda, ma a questi livelli non me lo sarei mai aspettato. È incredibile la personalità con cui gioca".
Merito del settore giovanile?
"Il merito va al settore giovanile, ma anche a Mancini che lo ha lanciato nella maniera più giusta".
Mancini ha sempre detto che allenare i giovani è sempre più semplice che farlo con i campioni
"Concordo, i giovani assorbono di più, hanno più voglia di imparare, il campione è sempre più restio ad accettare i consigli".
Un po' il problema che si è palesato con Figo
"Mancini è l'allenatore, ha fatto una scelta ed io in tutta onestà non mi sento di condannarlo".
Domanda secca: chi vince lo scudetto?
"Io vedo favorita l'Inter, soprattutto se dovesse tornare Ibrahimovic".
Si aspettava un campionato tanto aperto?
"La lotta alla salvezza me l'aspettavo, mentre per lo scudetto e la corsa alla Champions non avrei mai creduto".
A proposito del quarto posto, chi la spunta?
"Vedo favorita la Fiorentina, come è ovvio che sia visti i risultati di ieri".




