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...con Tommaso Vailatti

...con Tommaso Vailatti
sabato 2 febbraio 2008, 00:002008
di Raffaella Bon e Gianluigi Longari

Cuore Toro. Quante volte si è sentita questa (spesso abusata) espressione: per segnalare il grande carattere del Torino, ma anche intendendo il legame indescrivibile che lega i torinisti alla maglia granata, un cuore, il loro, più forte di qualsiasi avversità e di ogni possibile tentazione. Il protagonista dell'intervista di oggi, Tommaso Vailatti, può ben fregiarsi di questo titolo. Torinese e torinista dalla nascita, non ha lasciato la sua maglia granata (una seconda pelle per lui) nemmeno nel momento di massima difficoltà, ai tempi del fallimento. Ed anche oggi, che la società ha voluto mandarlo in prestito a fare esperienza per poi ritornare, più pronto e maturo, alla base, un pezzo del suo cuore se l'è voluto portare con sé. Il colore della maglia è lo stesso, giocherà nel Livorno e lo allenerà Camolese, tecnico dai cromosomi granata. A questo proposito Vailatti ci racconta tutto delle sue emozioni e aspettative riguardo questa nuova avventura, non trascurando di evidenziare il legame inscindibile con la squadra del suo cuore, ma promettendo il massimo impegno e dedizione alla sua nuova società.

LIVORNO
"Posso dire che affronto questa avventura con la massima voglia di giocarmi al meglio tutte le possibilità. Ringrazio il mister che mi ha fortemente voluto. La trattativa è nata l'ultimo giorno di mercato, so che cercavano un centrocampista e Camolese ha richiesto me".

TORINO, IL MIO CUORE E' TUO
"Vivo a Torino, sono torinese e del Toro fin dalla nascita. Quindi lasciare ora la mia squadra in un momento difficile, non è certamente facile. Nutro un certo dispiacere. Ma loro avevano preso Diana quindi lo spazio per me era molto limitato. Ho parlato con il mister Novellino, che ringrazio, perché con me è stato molto sincero: mi ha detto che essendo arrivato Diana, avrei avuto qualche difficoltà per il posto. Diana, d'altra parte, oltre ad essere un ottimo giocatore, è anche uno che mister Novellino conosce perfettamente, avendolo avuto a Genova.Ma lo capisco io ho ventidue anni, devo crescere. So che Novellino ha grande stima in me, non solo perché me l'ha sempre confermato, ma anche perché l'ha ribadito più volte pubblicamente. Parto con serenità, cercando di sfruttare questi sei mesi a Livorno".

IL CAMPIONATO DEL TORO
"Fino ad ora abbiamo disputato delle belle partite e siamo stati sfortunati. Potevamo fare di più, con la Lazio abbiamo preso una traversa a cinque minuti dalla fine. A Firenze pur giocando bene, siamo stati penalizzati. Se sfruttavamo bene le occasioni avute, avremmo avuto cinque punti in più. A mio avviso questa squadra ha carattere, ne verrà certamente fuori".

IL MIO RAPPORTO CON NOVELLINO
"Il mister mi ha dato tanto in questi mesi. Innanzi tutto piena fiducia. Novellino mi ha regalato certezze che non avevo mai avuto. In ritiro mi ha comunicato che credeva in me e lo stesso discorso lo ha fatto al presidente Cairo Inoltre mi ha insegnato tanto anche a livello di gioco. Lui come allenatore pretende molto, è molto esigente, ma con i suoi giocatori e soprattutto con noi giovani è molto paziente. A fine di ogni allenamento si trattiene venti minuti in più per spiegarci gli schemi di gioco. I giocatori con una certa esperienza li assimilano subito, mentre noi magari in gruppo abbiamo qualche difficoltà, essendo in tanti".

NESSUNA TENSIONE PER LA CLASSIFICA
"Lui è sempre tranquillo e sereno. Non lo vedo assolutamente in crisi, come qualcuno ha scritto. E' consapevole che i risultati arriveranno, è questione solo del momento".

NOVELLINO IN PANCHINA
"Posso dirvi che il mister in panchina è totalmente un'altra persona, si trasforma veramente. Molto agitato, urla e gesticola ... Ma noi giocatori non siamo assolutamente influenzati da ciò, anzi. Ci stimola per fare meglio".

COMOTTO, IL NOSTRO CAPITANO
"In questo periodo si è fatto un gran parlare di lui e del mercato, ma sono molto contento che sia rimasto a Torino, per noi è un giocatore fondamentale. Si è detto anche di lui e della fascia da capitano. Ma per me e gli altri compagni, lui è il nostro capitano. Non so se cambierà qualcosa, nei prossimi giorni, ma non credo".

CAMOLESE
"Io l'ho avuto l'anno scorso a Vicenza, so che mi avrebbe avuto anche l'anno prima, ma il Torino ha preferito tenermi. Mi ha insegnato molto anche lui è bravissimo con i giovani. Segue noi giocatori sia come persona sia come allenatore. Oltretutto, so che lui ha spinto molto perché potessi andare a Livorno e per questo lo ringrazio. Ha grande stima e fiducia in mè. Ma ieri sera non ho parlato con lui, ma con il ds del Livorno. Non immagino che spazi potrò avere a Livorno, dico solo che li guadagnerò sul campo".