...con Urbano Cairo
Raffaella Bon e Gianluigi Longari
La sovranità dell'ambizione. Potrebbe essere questo il motto del Presidente del Torino Urbano Cairo, un uomo che ha fatto proprio dell'ambizione la base per costruire tutti i suoi progetti vincenti, nel lavoro, come anche nel calcio. Il suo Torino ha vissuto un momento di difficoltà da cui, pare, stia provando a venire fuori, e Cairo, da buon condottiero, non ha tardato a correre in soccorso dei suoi, concedendo all'allenatore Novellino, tutta la fiducia necessaria, e non lesinando un paio di colpi durante la sessione di gennaio del calciomercato. Proprio di questo tratterà l'intervista esclusiva di oggi al Presidente granata, che ci spiegherà i suoi progetti e le sue volontà per ritornare a fare grande il Torino.
CAMPIONATO, A REGGIO LA SVOLTA
"Dobbiamo vivere il campionato con il massimo impegno, giocare partita dopo partita, dando sempre il meglio, come a Reggio Calabria. È stata una vittoria bella e importante, ho visto un grande impegno, ottimi i nuovi, Pisano e Diana, che si sono inseriti subito benissimo. Bene anche Comotto. Tutta la squadra è stata motivata e compatta, contro una Reggina molto arcigna. Abbiamo tenuto bene, siamo sati bravi a gestire la partita sul 2-1. Ce l'abbiamo fatta e sono soddisfatto. Ho visto una buona squadra combattiva e volitiva".
MERCATO, L'ATTACCO NON ERA LA PRIORITÀ
"Abbiamo rinforzato la squadra dove il mister ce lo ha richiesto. Novellino puntava su Diana, giocatore molto valido che aveva avuto alla Sampdoria e che conosceva molto bene E quindi sono contento, anche se non mi perdo in trionfalismi inutili. La nostra priorità non era l'attaccante, abbiamo giocatori bravi in quel ruolo, solo che hanno avuto diversi infortuni. Un esempio su tutti è Recoba: è un ragazzo splendido, si è integrato subito, ha doti superiori e non lo fa nemmeno pesare. Mi farebbe piacere prolungargli il contratto di un altro anno. Valuteremo la cosa assieme a giugno".
L'AMBIENTE GRANATA
"L`ambiente è positivo, compatto, siamo tutti con grande voglia di dare una mano al Torino. Manteniamo comunque i piedi per terra, per fare risultati giornata dopo giornata. Riguardo agli obiettivi, non ho mai parlato di Uefa. Il nostro scopo è fare bene, per il prossimo anno tireremo le somme a fine stagione e vedremo. Antonelli non è in discussione, per esempio, è il nostro amministratore delegato. Sta lavorando per il bene del Torino, ha un contratto pluriennale che rispetterà".
NOVELLINO, IL NOSTRO FUTURO
"Riguardo il mister, condivido ed apprezzo il suo calcio, Novellino è il nostro allenatore e lo sarà anche il prossimo anno ed oltre. È molto bravo, un ottimo allenatore, ha grandi doti. È un maestro di tattica, ha sensibilità, è un ottimo motivatore. Con un altro allenatore non saremmo dove siamo, visti tutti gli infortuni che abbiamo avuto. Lui ha un contratto biennale e svilupperemo assieme il nostro futuro. Apprezzo la sua concretezza, la sua voglia di lavorare tanto e parlare poco. Ha dato un grande impulso al progetto, valorizzando i giovani e rigenerando giocatori di qualità".
DI MICHELE E COMOTTO: FIDUCIA INCONDIZIONATA
"Per quanto concerne Di Michele, a gennaio ci sono state molte richieste, sia da parte della Roma sia di altre squadre, ma noi non volevamo cederlo, abbiamo creduto in lui. Ha avuto sfortuna, tra squalifiche e infortuni, necessita solo di ritrovare fiducia e condizione. Novellino stesso, ha moltissima fiducia nelle sue capacità. Comotto poi è il nostro capitano. L'ho comprato un anno fa e poi riscattato in estate con un blitz. Col mister si è deciso che fosse il capitano del Toro. Il mio assoluto desiderio era che rimanesse al Torino. Abbiamo detto no a diverse squadre: confermo l'interesse del Palermo e della Fiorentina. Sono sicuro, vista anche la sua prestazione a Reggio Calabria, che contribuirà in maniera importante con il suo apporto, dando un contributo importante alla squadra. Se sia da Nazionale non lo so, non riguardano me le scelte del tecnico Donadoni, il mister sa chi convocare".
MODELLO FIORENTINA
"Sono bravi, hanno un ottimo allenatore. Molti ci hanno paragonato per le nostre vicissitudini societarie, ma il passato è passato, dobbiamo guardare al futuro. Apprezzo la Fiorentina per quello che ha fatto, ma non solo da loro si può imparare, noi cerchiamo di apprendere da tutti. Il mondo del calcio è impegnativo e difficile, e nasconde molte insidie. Io sono entrato con un atteggiamento umile e prudente. Questo mondo è affascinante e se dovessi tornare indietro, riprenderei senza dubbio il Torino, di nuovo. La mia passione è rimasta inalterata".




