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Dante Lopez, l'esule genoano

Dante Lopez, l'esule genoano
lunedì 25 febbraio 2008, 00:002008
di Alessio Calfapietra

Il destino nel nome. In questo caso potremmo dire: due destini racchiusi in due nomi. Dante Rafael Lopez Farina prima o poi avrebbe varcato i nostri confini, per via dell'evidente riferimento al Vate che spese la sua esistenza a cantare l'amore per una donna. Era solo questione di tempo. Con quale esito, era il cognome ad indicarcelo, essendo ricalcato su quello dell'attaccante australiano che ormai molti anni fa si aggiudicò a Bari il soprannome di "Farina tipo 0". Con tali presupposti, l'avventura dell'attaccante paraguaiano era segnata ancor prima di incominciare, ma l'apparente spirito imprenditoriale che spinse Enrico Preziosi ad acquistarlo nel gennaio del 2006 sembrava indirizzare le fortune del nuovo arrivo rossoblu verso lidi più accoglienti. Le dichiarazioni di Dante Lopez all'indomani del suo trasferimento dall'Olimpia Asunciòn furono da incorniciare: "Non importa se il Genoa è in serie C, so che si tratta di una società di grande tradizione, destinata a salire in grande fretta. Per me contano soltanto i gol e quelli segnati in serie C non valgono molto meno di quelli messi a segno in altre categorie. Sarà importante farne molti e diventare un idolo per la tifoseria genoana e per conquistare la convocazione ai prossimi Mondiali". Questa la chiosa del procuratore: "Genova è la sua porta per l'Europa e la fama". Il calciomercato di riparazione genoano fu a dir poco sontuoso: al posto del carbone, la Befana estrasse dalla calza anche Iliev e Fusco, due elementi in grado di scavare un solco tecnico rispetto alle altre contendenti. Vavassori si trovò quindi a guidare una fuoriserie in un torneo di utilitarie a basso costo, se non di carretti trainati da asini smunti. Dagli inizi nel Sol de Amèrica, al balzo nel Cerro Porteño, all'avventura israeliana nel Maccabi Haifa e quella iberica nelle file del Cordoba, sino al rientro in patria con il Nacional, le maglie indossate da Dante Lopez erano molte per un giocatore di ventitré anni.

Ma Genoa rappresentava il punto di arrivo, a prescindere dalla categoria. La porta per l'Europa, che però si infranse fragorosamente sul volto di Dante come nelle comiche più esilaranti. Il suo rendimento si rivelò misterioso almeno quanto il prezzo d'acquisto pagato dai liguri (oscillante dai dieci ai tre milioni di euro, ma la cifra reale è tuttora ignota), il centravanti possente soffiato a tanti club europei di rilievo, sembrava piuttosto un palo della luce che faceva a gara con Zaniolo a chi faceva bella mostra di sé in area di rigore, salvo qualche breve fiammata come la rete nella semifinale dei play-offs, decisiva per avere la meglio sulla Salernitana e realizzata con un comodissimo colpo di testa dopo una traversa colpita da Grabbi. Il Genoa, ripresa in mano la serie B, si accomodò in televisione per ammirare Dante Lopez ai mondiali tedeschi dove ebbe il merito di mantenere inalterato il livello delle sue prestazioni. Non importava se a marcarlo fosse Mellberg o un difensore della Fermana, tanto la porta rimaneva un miraggio come la fantomatica borraccia d'acqua in mezzo al Sahara e probabilmente il tecnico Ruiz pensò che se avesse lasciato libero il posto dell'infortunato Cardozo sarebbe stata la stessa cosa. Dante Lopez venne così messo fuori rosa dal Genoa, trasformandosi in poco più di un semestre da colpaccio di mercato a giocatore senza alcun appeal. Dante ebbe comunque modo di provare il torneo cadetto con la casacca del Crotone. Tante le partite disputate ma solo cinque le reti, insufficienti per ridare credito all'attaccante della nazionale paraguaiana e per scongiurare la retrocessione dei pitagorici. Alla fine della giostra Dante Lopez non ha conquistato nessun favore nel tifo rossoblu, non si è imposto in Europa ed anzi ha compiuto l'immancabile tragitto verso casa. Ora gioca nel Club Libertad, una formazione con qualche passato nella Coppa Libertadores, e continua ad essere tenuto in considerazione per la rappresentativa del suo paese. Eh sì, il destino nel nome. Lopez si è rivelato un po' come Dante: anche lui, senza volerlo, è finito in esilio.