Debacle Napoli? Analizziamo con calma...
Ciro Venerato
La Uefa ormai smarrita e la sconfitta di Marassi potrebbero prestarsi ad un'erronea interpretazione dell'attuale momento del Napoli. Per questo mi sento di dissentire fortemente su questi presunti ed infausti presagi. Due sconfitte, è vero, ma assai diverse per la modalità con le quali sono maturate: più preoccupante quella di Lisbona, dove al di là delle sviste arbitrali, la squadra è stata sconfitta su tutti i livelli, complice qualche scelta tecnica infelice. Ma il Benfica resta una squadra di livello internazionale, perdere ci sta, anche se dispiace per le modalità sviluppatesi, al San Paolo sono state sprecate almeno due nitide occasioni, e in Portogallo la squadra è parsa totalmente irretita dall'atmosfera del Da Luz. Assolutamente immeritata, invece, la sconfitta in campionato, in cui la scena è stata dominata per un tempo e gli azzurri hanno sfiorato due volte il gol, evitato solo grazie ai miracoli di un superbo Rubinho. I partenopei sono stati, piuttosto, vittime della mediocre giornata di Dondarini, reo di aver negato un rigore solare sull'uno a zero per un evidente fallo di mani di Criscito. Il resto della gara è noto, il Napoli si è seduto, mentre il Genoa è riuscito a palesare la grinta e la determinazione che gli hanno consentito di fare vittime illustri come Milan e Roma tra le mura amiche.
A denominatore comune di queste due partite sfortunate, devo però segnalare alcune scelte tattiche che personalmente non ho affatto condiviso, nonostante non le ritenga così decisive ai fini dei risultati che si sono poi concretizzate. In primis a Lisbona, non mi ha convinto la rinuncia ad Hamsik e soprattutto Lavezzi, l'idea di Reja di privarsi a priori delle due stelle della squadra non è stata certo un'intuizione geniale, tanto più che anche a Genova l'argentino ha fatto vedere di poter inventare sempre l'arabesque vincente. Per quanto riguarda Marassi, al di là dell'ottima partita, è bene ricordare che gli avversari hanno giocato con un uomo in meno per gran parte della ripresa, e che, sommando la gara di Lisbona sono stati presi 5 gol in 180 minuti: troppi.
Più in generale sono parse evidenti alcune lacune tattiche a livello difensivo. Giocando a tre c'è bisogno di velocità ed automatismi che spesso e volentieri non vedo nelle fasi cruciali del match, basta vedere i gol subiti lo scorso anno per denotare crepe individuali e organizzazione latente. A ciò si aggiunga che l'assenza di Blasi si è sentita, e molto. Gargano da solo non è riuscito a tamponare a dovere; Hamsik è sottotono, Pazienza si è limitato al compitino e sugli esterni Mannini ha incontrato ancora troppe difficoltà a calarsi in un ruolo non suo. Serve più dinamismo.
Non rientra nel mio costume, e lo sapete bene, dare ogni colpa all'arbitro, ma non sbaglia chi dice che la sfortuna e Dondarini sono state, al di là di questi appunti personali, le cause principali della doppia defaillance napoletana.
Non bisogna, dunque, deprimersi; così come non giustificavo l'eccessiva esaltazione dei giorni passati. Io resto infatti convinto che alla fine emergeranno i valori preconizzati ad inizio stagione: le 5 sorelle si isseranno nei primi posti, mentre squadre come Napoli Udinese e Palermo potrebbero approfittare delle eventuali difficoltà di alcune di esse.
Parlando delle altre, vedo l'Inter come grande favorita per il titolo, in virtù di un'organizzazione ormai collaudata a livello societario e di competizione ad alti livelli, e soprattutto in vista degli evidenti margini di miglioramento che dimostra di avere in potenza. Mentre due parole a parte vorrei spenderle per due squadre che stanno balzando agli onori delle cronache per le loro grandi prestazioni, ovvero Lazio ed Atalanta. Non a caso, entrambe sono allenate da due tecnici preparati e seri. Due allenatori che avevo sponsorizzato al Napoli ai tempi in cui si parlava di un possibile divorzio dal pur ottimo Reja, posso dirlo: avevo visto giusto.
Tornando agli "affari di casa nostra", ho molto apprezzato le dichiarazioni postpartita di Marino, che ha evitato di concedere alibi al gruppo, suggerendo piuttosto ai giocatori di migliorarsi: un bravo dirigente, di alto livello, deve fare così.
Un ultimo pensiero poi, lo rivolgo a Collina: al suo posto avrei evitato di designare Dondarini, uomo che vive un momento personale particolare, spedire su un campo così difficile un direttore di gara che 48 ore prima subisce un rinvio a giudizio per frode sportiva non mi sembra il massimo. Lo dico a titolo puramente umano, non sottintendendo altro. Tengo ad estraniarmi dalle farneticazioni che ho sentito in queste ore, pensare che l'arbitro ce l'avesse col Napoli per via della procura che l'ha rinviato a giudizio è mera follia. Non c'è nessun disegno contro gli azzurri.
Calma, dunque, e fiducia. Non solo per quanto concerne il campo, ma anche in merito all'Arbitrato del Coni, che spero si possa rivelare più saggio di Tosel e della Corte Federale, riaprendo le curve per la supersfida Napoli-Juventus. Che l'impeccabile comportamento dei napoletani nelle 2 gare col Benfica sia da sprone.




