Dino Zoff: "Scaricato dal calcio italiano perchè rivoluzionario"
Stefano Sica
"Perché non faccio più parte del calcio italiano? Con le mie dimissioni sono stato un rivoluzionario e questi sono gesti che non ti perdonano". Quello di Dino Zoff, esternato ai microfoni di Radio Gol, è uno sfogo amaro, ed il rammarico di chi si è sentito scaricato nonostante avesse dato lustro al calcio italiano con il suo apporto di calciatore e tecnico: "Rifarei quella scelta? All'epoca non potevo non farla, come diceva Soldati forse sono un cavaliere dell'Ottocento che non appartiene più a questo mondo". Continua l'ex numero uno della nazionale campione del mondo nel 1982: "La classifica è anomala: c'è qualcosa di strano nei punteggi, il computer ha forse falsato il calendario. Il Napoli, tuttavia, può andare molto lontano. Tra l'altro gli azzurri domenica affronteranno la Lazio con grande entusiasmo, anche se i biancocelesti hanno grandi potenzialità e sono molto pericolosi soprattutto in attacco. Anche il Napoli, con Lavezzi, Hamsik, può rendersi protagonista ma ritengo la Lazio favorita.
La gara dei partenopei contro la Juve? Mi aspettavo un Napoli così forte e battagliero, ma non posso dire altrettanto della Juventus, che non ha avuto la forza di reagire al 2-1 degli azzurri. Mi è sembrata rassegnata, sinceramente dai bianconeri mi aspettavo qualcosa in più". Sul posticipo di ieri sera all'Olimpico, l'analisi di Zoff sembra del tutto originale: "La crisi delle grandi? Spesso vediamo problemi dove in realtà non esistono. La Roma, ad esempio, nonostante il pesante ko non è stata così disastrosa e l'Inter non mi è sembrata straripante: la squadra di Mourinho ha realizzato tre reti in contropiede. Forse i giallorossi avrebbero dovuto coprirsi maggiormente ed invece hanno subito gol perché troppo sbilanciati".




