Ecco come il Napoli bello di notte diventera' da Champions
Ciro Venerato
Napoli bello di notte. È probabile che inizierete ad essere stufi di questa definizione, ma è quanto di più azzeccato si possa trovare per identificare una squadra che conferma un appuntamento dopo l'altro, e in ogni occasione più che in quella precedente, la sua attitudine alle gare giocate sotto i riflettori del San Paolo. Dodici successi consecutivi, dei quali Nove in campionato e tre tra Intertoto e preliminari Uefa non possono essere frutto del caso. Il Napoli nella sua versione notturna, è da scudetto.
La partita contro la Juventus, oltre a dare nuova linfa a questa convinzione, non ha fatto altro che ribadire quanto si era potuto affermare anche in occasione delle due recenti battute d'arresto contro Benfica e, soprattutto Genoa. Gli azzurri danno l'idea di avere finalmente raggiunto lo status di squadra quadrata, tosta; passibile, sì, di incidenti di percorso, ma allo stesso tempo consapevole di avere la forza di rialzarsi. Sono convinto che gli uomini di Reja, abbiano iniziato ad innescare una sorta di processo virtuoso all'interno delle loro menti: un ragionamento, cioè, che induce la squadra ad acquisire sempre più convinzione nei propri mezzi successo dopo successo.
D'altra parte la rosa, ormai è evidente, si sta palesando in tutto il suo valore. E sono convinto di dire la rosa, e non l'undici che scende in campo, proprio perché è tutto l'organico partenopeo che da mesi sta dando le risposte sperate: Cannavaro sta male? Entra Aronica e fa ancora meglio di lui; i due attaccanti Denis e Zalayeta si contendono il posto da titolare a suon di prestazioni di livello, si sta sopperendo senza colpo ferire all'assenza di un jolly di fondamentale importanza come Bogliacino, Mannini stesso lancia i primi segnali positivi. Per non parlare dei big che proseguono imperterriti nella loro crescita esponenziale, Hamsik, Gargano, Lavezzi non hanno più aggettivi in grado di descrivere le loro prestazioni, Maggio si è inserito alla grande e inizia a mostrarsi come l'infaticabile pendolino di Genova, e Blasi ha cercato in ogni maniera di farsi rimpiangere dalla sua ex squadra estraendo dal cilindro l'ennesima prestazione da campione. Una piacevole consuetudine che sta identificando la sua permanenza sotto il Vesuvio.
Tutta la squadra appare migliorata nella qualità del gioco, anche se l'allenatore bada più alla valorizzazione del singolo rispetto a quella del collettivo, è ovvio ed evidente che, innalzandosi la qualità degli interpreti si incrementi anche lo spettacolo, ed è ottimo così.
Anche se per sole ventiquattrore, poi, è stato bellissimo dominare la classifica guardando tutti dall'alto, regalando un sogno alla città e, soprattutto, a conferma della bontà del progetto: servono anche queste gratificazioni .
In merito a ciò, voglio spingermi in una considerazione apparentemente pericolosa, ovvero la corsa alla Champions League. De Laurentiis da sempre ha individuato in trentasei mesi la giusta tempistica per riuscire a qualificarsi alla massima competizione europea. Questa prudenza, tuttavia, sono convinto sia predicata solo in apparenza, mentre ho ragioni di ritenere che nelle segrete stanze di Castelvolturno si abbia la convinzione tangibile che già questa potrebbe essere la stagione buona per piazzare la zampata. Considerando già assegnate le prime tre posizioni, che io vedo ad appannaggio di Inter, Milan e Fiorentina; trovo doveroso tentare di fare la corsa sull'ultima posizione disponibile, cercando di usufruire della scarsa vena di Juventus e Roma. Le concorrenti non mancano, è vero: la Lazio di Delio Rossi, qualora dovesse ritrovare l'umiltà smarrita a Bologna fa sempre paura, l'Udinese di Marino sta facendo faville pur senza la coppia difensiva titolare (Zapata - Felipe), ma la mia idea è che se il Napoli, e non vedo perché non dovrebbe riuscirci, si confermasse ai piani alti del campionato anche a gennaio, da parte della società non verrebbero lesinati gli sforzi nel tentativo di innervare la rosa con alcuni elementi di spessore. Dove migliorare? Un giocatore a sinistra che lotti con Mannini ed il giovane Vitale, per esempio. Altra buona idea sarebbe quella di mettere un nuovo centrocampista a lato di Pazienza, per poter sopperire alla mancanza dei titolari senza perdere troppo in qualità, soprattutto considerando il certo divorzio da Dalla Bona. Un vice Lavezzi all'altezza della situazione, più di quanto possano esserlo il pur bravo Pià ed il giovane Russotto, che da sempre agisce da trequartista più che da seconda punta come El Pocho.
È giusto comunque mettere in luce il fatto che il raggiungimento di questo obiettivo non sia certo un imperativo, quanto piuttosto una concreta possibilità. Siamo solo al secondo anno di serie A, è vero, ma visto che l'appetito vien mangiando ... perché non sfruttare la scia?




