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Fornaroli, un Inzaghi per il Napoli

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Francesco Letizia
lunedì 5 maggio 2008, 00:002008
autore Francesco Letizia
05.05.2008 00:002008
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Piace al Napoli, ma Tottenham e Real Madrid sono pronti a strapparlo al dg Pierpaolo Marino: è Bruno Fornaroli, 20enne attaccante uruguayo del Nacional Montevideo. Il suo procuratore lo paragona ad Inzaghi per lo spiccato senso del gol, ma dal suo destro partono "cucchiai" alla Totti: scopriamo insieme il nuovo gioiello della Copa Libertadores.

UNA CARRIERA COSTRUITA CON DETERMINAZIONE
Bruno Fornaroli nasce il 7 settembre 1987 a Salto, Uruguay, la stessa città che ha dato i natali a due coetanei "terribili" del calcio Celeste: Edison Cavani, cresciuto però nel Danubio, e Luis Suarez dell'Ajax, che proprio con Fornaroli ha diviso l'esperienza nelle Inferiores dei "Bolsos" del Nacional Montevideo. Soprannominato "El Tuna", la carriera dell'attaccante non è di quelle da assoluto predestinato: nonostante infatti oltre 50 gol nelle giovanili ed una importante convocazione in Nazionale giovanile al Sudamericano Sub17 2003 in Bolivia, Fornaroli fatica ad esplodere nel calcio professionistico, rimanendo sempre ai margini della prima squadra. Ma è il 2007 l'anno della svolta. Quando sembra vicino il trasferimento al Central Espanol, squadra di bassa classifica, "El Tuna" zittisce le malelingue che lo vedevano come un giocatore sopravvalutato ed inutile e si guadagna il posto nel Nacional: 2 gol (contro Fenix e Wanderers) inaugurano lo score stagionale, che sarà di 5 marcature e soprattutto la stima dell' "hinchada tricolor" che lo elegge suo idolo incontrastato. Fornaroli si presenta così alla stagione 2008 con ben altre credenziali ed inaugura la Primera Division a mitraglia: ad oggi, nelle 11 presenze in campionato, sono solo 3 i match in cui non è andato a segno... Una continuità pazzesca che fa anche rima con qualità, come evidenziato nella doppietta nel delicatissimo derby con il Penarol e soprattutto con i 2 gol in Copa Libertadores, dove ha trascinato agli ottavi la sua squadra: un talento costruito dunque, arrivato finalmente a piena maturazione e dunque pronto al salto nel calcio che conta.

IL CUCCHIAIO "ALLA TOTTI" LA SUA FIRMA
175 centimetri per 65 kg sembrerebbero misure più adatte ad un trequartista che ad un centravanti: ma Bruno Fornaroli, fisico esile e statura non eccezionale, ha dimostrato che per fare gol non serve essere necessariamente un corazziere, basta avere il fiuto. Già, quel fiuto che ha portato la stampa uruguaya a definirlo "El Enamorado del Gol", un soprannome che poco spazio lascia alla fantasia: una caratteristica per cui il suo procuratore, Vincenzo D'Ippolito (lo stesso del napoletano Gargano o del talentino della difesa Diego Polenta, prenotato dal Genoa), lo ha comparato ad una leggenda del Calcio mondiale come Superpippo Inzaghi. Certo guardando i gol di "El Tuna", una certa somiglianza, anche fisionomica, appare evidente: stessa trance agonistica, stessa capacità di buttarla dentro in ogni modo, stessa grinta nelle esultanze, persino stesso numero di maglia (l'immancabile 9) e stesso polsino bianco del centravanti piacentino. In attesa di sapere se l'uruguayo sarà capace, anche in minima parte, di emulare il rossonero, le caratteristiche del giocatore celeste sono sufficienti per pensare ad un buon progetto di centravanti europeo: sostanzialmente ambidestro e con una capacità in acrobazia al di fuori del normale (come dimostrato con un paio di rovesciate bellissime da vedere), la sua dote principale è quella di saper tenere in tensione un'intera retroguardia avversaria con i suoi continui movimenti. Capace di attaccare bene lo spazio in verticale, il suo bagaglio tecnico più che sufficiente gli permette anche di venire a prender palla più indietro e di poter proporsi dunque anche come seconda punta e non solo come bomber: rapido ed agile, controlla bene il pallone e lo protegge in maniera discreta, prima poi di finalizzare nella maggior parte delle volte con un tiro secco, potente e molto efficace. Quello che è ormai diventato il suo marchio di fabbrica però è un curioso vezzo che evoca al calcio italiano dolci ricordi: Fornaroli batte infatti la maggior parte dei rigori con il "cucchiaio" che negli Europei 2000 regalò a Totti la paternità di quel modo di calciare i penalty.

JUANDE RAMOS E' PAZZO DI LUI
Apprezzatissimo dalle fans per il suo viso acqua e sapone, quasi quanto da giornalisti e tifosi per la sua capacità di fare gol, Fornaroli ha dalla sua la personalità, che gli ha permesso di emergere nonostante le difficoltà iniziali: una qualità di certo molto importante specie per un 20enne che, comunque vada, quasi certamente lascerà l'Uruguay. Su di lui è già scatenata l'asta: Lazio e Napoli, che possono vantare eccellenti rapporti con il suo agente, sono in primissima fila, ma negli ultimi giorni Juande Ramos, manager del Tottenham, ha fatto sapere di essere un suo grande estimatore e di averlo messo in cima ai candidati per sostituire il probabile partente Berbatov; addirittura, secondo la stampa spagnola, il Real Madrid si sarebbe mosso per sondare la disponibilità del giocatore a vestire la Camiseta Blanca, magari dopo un anno di prestito ad un'altra squadra della Liga. "El Tuna", che nelle prossime settimane otterrà il passaporto comunitario grazie a chiare origini italiane, ha una valutazione di massima che si aggira intorno ai 6 milioni di euro e si accontenterebbe di un ingaggio piuttosto basso: pensandoci bene dunque, e guardando anche gli altri "competitors" nell'asta, ci sentiamo di consigliarlo a qualche club in più in Serie A, e non solo ad azzurri e biancocelesti. Magari al Genoa, chiamato a sostituire il probabile partente Borriello, alla Fiorentina, che tra Pazzini, Cacia ed Osvaldo non ha ancora trovato una scommessa vinta al 100% su cui fare affidamento... O magari, perché no, anche alle big come Milan, Inter e Juventus, che con una politica simile a quella pensata da Mijatovic, potrebbero concederlo in comproprietà ad un club di seconda fascia: Fornaroli potrebbe diventare ben presto, grazie alla ribalta della Libertadores, un pezzo pregiatissimo del mercato ed una colonna importante per Oscar Washington Tabarez su cui costruire la rifondazione dell'Uruguay per provare a qualificarsi ai Mondiali Sudafricani... Pensarci su troppo per acquistarlo, magari anche solo per una settimana in più, conil ritorno degli ottavi di Libertadores contro il Sao Paulo (in programma al Morumbì mercoledì 7 maggio e dove al Nacional basteranno 2 risultati su 3 in virtù dello 0-0 dell'andata), questa volta potrebbe essere veramente fatale per vederselo sfilare sotto al naso...Marino è avvisato.

Guarda Bruno Fornaroli su YouTube.com