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Il Secolo XIX - Maccaia e stress, la Samp è stanca

autore
Andrea Losapio
lunedì 13 ottobre 2008, 09:322008
autore Andrea Losapio
13.10.2008 09:322008

C'entra qualcosa anche la scimmia di luce e di follia? A Bogliasco, in questi giorni da estate indiana, giorni di caldo innaturale che invita all'ozio, qualcuno torna a fare discorsi di breriana memoria, a evocare parole scolpite nelle memorie grazie ai versi in rima di Paolo Conte: "Maccaia, scimmia di luce e di follia/foschia, pesci, Africa, sonno, nausea e fantasia...".

Gianni Brera sosteneva, prima che questo accadesse, che la Sampdoria non avrebbe mai vinto nulla per via della maccaia, tempo caldo appiccicoso che avvolge tutto, anche le gambe degli atleti. Sarebbe stato smentito di lì a poco, ma tanti anni sono passati e adesso il suo ragionare torna di moda. La Sampdoria è in affanno? Le ragioni sono tante e tutte buone: infortuni, calendario difficile, giocatori importanti persi, impegni ravvicinati per via delle coppe... perché non anche il caldo d'ottobre che, più dell'allenamento, dopo pranzo invoca la pennichella.

Dal punto di vista meteorologico non vi sono dubbi: qui più che altrove, per via dell'umidità, si fa fatica. Fosse ancora vivo, Brera andrebbe a nozze, sciorinando le sue teorie sulle razze: Stankevicius il baltico arranca, Padalino lo svizzero fatica, Dessena il padano arriva in ritardo sulla palla, Fornaroli e Bottinelli non mutano i ritmi sudamericani. Guarda caso tutti i nuovi arrivati, non ancora abituati al clima afoso, a cui va aggiunto forse Sammarco, altro padano, un po' giù di corda.

È la maccaia? Marotta sposta il problema: «Per quello che riguarda il campionato, penso sia una questione di calendario. Abbiamo incontrato Inter, Lazio e Juventus, adesso troveremo il Milan. Indubbiamente complicato. Per quello che riguarda il rendimento dei nuovi, alcuni di loro hanno anche le Nazionali. Dessena ha giocato con l'Olimpica ed è sempre con l'Under 21; Stankevicius è con la Lituania». Poi, l'amministratore delegato della Sampdoria fa una concessione meteo: «Un problema di questo genere possiamo averlo avuto al ritorno da Kaunas. Siamo passati dal freddo della Lituania a un caldo pazzesco in Italia. A Bergamo la squadra ha sicuramente patito anche quella situazione».

Lo staff tecnico blucerchiato non parla apertamente di questione climatica. Ma allenatore, preparatori e staff medico hanno preso precauzioni. Proprio il rientro da Kaunas è un esempio: la squadra è rimasta un giorno in più in Lituania, per evitare stancanti viaggi notturni, poi ha scelto di non tornare a Genova ma di restare a Bergamo in vista della sfida contro l'Atalanta. Purtroppo per la Sampdoria, in quei giorni il caldo aveva invaso anche la "Padania", e i blucerchiati non hanno evitato nè lo sbalzo termico, nè la sconfitta.

L'ucraino-comasco Pietro Vierchowod, di maccaia sentì parlare fino alla nausea, durante il suo soggiorno blucerchiato. "Ma quale maccaia... lo diceva Brera, in realtà noi quando non vincevamo arrivavamo terzi o quarti. E non era facile, c'erano il Napoli, il Milan, vincere in quegli anni non era mica semplice. Lo abbiamo fatto, abbiamo tirato fuori gli attributi e abbiamo vinto. La maccaia non c'entrava niente allora come non c'entra niente adesso. Rispetto alla squadra dello scorso anno, questa Sampdoria è più debole. L'anno scorso c'era Maggio che, maccaia o no, arrivava sul fondo venti volte a partita. Quest'anno la Sampdoria l'ho vista giocare e sul fondo non ci va quasi mai, non riesce a sviluppare gioco. Cassano non basta. In attacco c'è Bonazzoli, ma se non gli fai dei cross e lo costringi a giocare sempre spalle voltate alla porta diventa difficile".

Come la settimana che aspetta la Sampdoria. Domenica c'è la sfida a San Siro contro il Milan che recupererà cinque degli otto infortunati: Nesta, Favalli, Senderos, Inzaghi e Borriello. Mica niente, tenendo conto del fatto che, allo stesso tempo, la Sampdoria continuerà a non poter utilizzare Palombo e Campagnaro. Il primo deve continuare con la terapia di recupero, l'argentino oggi tornerà ad allenarsi con i compagni ma per domenica (e forse pure per quella successiva) non sarà ancora pronto. L'unica nota positiva è rappresentata da Bellucci: l'influenza (l'aveva anche Cassano) è passata e l'attaccante sta forzando i tempi per recuperare. Gli mancano i novanta minuti, nelle gambe ne ha una trentina. Chi parla di maccaia dice: megiu che ninte...