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Il Secolo XIX - Mazzarri e la Samp: ecco perchè rimane

autore
Gianluigi Longari
giovedì 8 maggio 2008, 09:492008
autore Gianluigi Longari
08.05.2008 09:492008

Non è ancora tempo di conciliare. Ieri, tra le colline del Mugnaini, sopra Bogliasco, sono saliti il presidente della Sampdoria Garrone e l'amministratore delegato Marotta. Cortesi saluti a tutta la squadra, lo staff e soprattutto all'allenatore Mazzarri. Ma i tre si sono guardati bene dall'affrontare certi argomenti. Argomenti noti, provocati da alcune frasi di Mazzarri sul rinnovo e prolungamento del proprio contratto. Che fino a due settimane fa sembrava cosa ovvia e imminente ma, improvvisamente, si è trasformata in problema. L'altro ieri, a rafforzare il concetto, Mazzarri ha dichiarato: «C'è da fare un incontro con i dirigenti, poi dirò, ci sono tante cose da chiarire». Perplessità, dubbi, distinguo. Allora proviamo a raccontare cosa è successo e perché, secondo noi, alla fine Mazzarri resterà alla Sampdoria.

Il "rabbocco" come si usa dire per il vino, economico, è uno dei problemi. «Qualche merito mi sembra di averlo...» ha detto Mazzarri, e i meriti indubbi di questo allenatore che appena arrivato a Genova sta portando a conclusione una stagione straordinaria li hanno riconosciuti sia Garrone sia Marotta. Il problema è quantificarli. L'operazione non è squisitamente matematica e per adesso rende un po' distanti le parti. Che non si trovano molto neppure sulla campagna acquisti per il prossimo anno. La società non intende fare deroghe alla linea che si è data in partenza; anche questo concetto è stato ribadito, con rigore, da Garrone, ogni qualvolta il presidente abbia avuto l'occasione per farlo. Mazzarri, da parte sua, è arrivato in una società nuova senza chiedere niente. Dei giocatori che Marotta gli ha messo a disposizione, Mazzarri conosceva il solo Bonazzoli, per averlo allenato a Reggio. Ora si sente in diritto di chiedere qualcosa. La Sampdoria, d'altra parte, è impegnata a trattenere i gioielli di questa stagione. Per farlo non è sufficiente rinunciare a vendere (ad esempio Campagnaro e Palombo) ma deve anche spendere: Maggio va riscattato dalla Fiorentina (l'accordo c'è, ma bisogna mettere mano al portafogli), Sammarco è in comproprietà con il Milan e non è escluso che i rossoneri se lo vogliano riprendere, Cassano va riscattato dal Real.

Proprio Cassano è di certo altro argomento di discussione. La gestione del campione non è semplice, è noto. Mazzarri ha avuto il merito di capirlo, di saperlo guidare, di avergli fatto ritrovare la voglia di calcio. L'allenatore ha sempre dialogato molto con Cassano, gli ha spiegato ogni decisione propria, lo ha coinvolto. Contro la Roma si è verificata una situazione alla quale Mazzarri non ci aveva abituato: una sostituzione, chiamiamola "d'autorità", da parte dell'allenatore. Mazzarri ha chiamato fuori Cassano, il quale era scontento di uscire e, prima di abbandonare il campo controvoglia, ha ribattuto: «Siamo due a zero per loro, mi fai uscire? Perché non giochiamo con tre punte?». Pare che la discussione sia andata avanti anche negli spogliatoi. Sicuramente Mazzarri non era contento della prestazione di Cassano, altrettanto sicuramente la sostituzione ha creato un po' di attrito tra i due. Per Garrone e Marotta (e anche per tutti i tifosi, che non decidono però contano la loro parte) Cassano deve restare. L'altro ieri, il presidente ha ribadito: «C'è la volontà di Cassano di ridursi l'ingaggio e rimanere». Cassano, oltre a essere un campione assoluto, funziona anche da uomo immagine, tanto che la Samp nemmeno si immaginava il giorno in cui lo ha acquistato: passaggi televisivi, presenze sul web e sulle prime pagine dei giornali nazionali e internazionali.

Questi i motivi che dividono, ma sono tanti, molti di più, i motivi che fanno credere che Mazzarri, nella prossima stagione, sarà l'allenatore della Samp. Il primo, più semplice ed evidente: dietro le grandi, c'è la Sampdoria. L'Udinese si trova un punto sopra, ma il divario di prestigio tra le due società non può essere messo in discussione. Mazzarri è corteggiato dalla Lazio: ma andare alle dipendenze dell'imprevedibile Lotito è una scelta pericolosa. Soprattutto, e qui siamo al secondo motivo, dopo aver conosciuto l'ambiente Sampdoria. La gestione Garrone-Marotta, tra i tanti meriti, ha ricreato un ambiente che ricalca quello magico di Paolo Mantovani: a Bogliasco ci sono tranquillità, serietà, divisione precisa dei compiti, dirigenti competenti che mettono un allenatore nelle condizioni migliori per lavorare. Attorno alla Sampdoria, poi, una cornice di pubblico che Mazzarri ha avuto l'occasione di conoscere finalmente da vicino e del quale, infatti, non perde occasione di sottolineare passione e importanza. Non ultimo il futuro: dal 2010 entrerà in vigore la vendita collettiva dei diritti televisivi e la Sampdoria avrà una fetta più grossa di denaro da investire. Il futuro può essere migliore. Con Mazzarri, certo.