Il Secolo XIX - Mazzarri-Samp: pace difficile
Gianluigi Longari
Il borsino di oggi dell'allenatore dice Mazzarri giù. La chiave di lettura principale di una giornata che non ha portato grosse novità la fornisce una dichiarazione del presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone. Niente di particolarmente chiaro e definitivo, certo, però, a sensazione, è che ormai la rottura sia questione di tempo, anche se un piccolo margine per trattare esiste e sarà sperimentato, con tutta probabilità, domani, quando Mazzarri e Marotta dovrebbero finalmente incontrarsi per la grande decisione. Garrone ha parlato alla fine della presentazione del gemellaggio (patrocinato, tra gli altri, dalla Sampdoria) tra le associazioni disabili italiana e ucraina. Alla domanda se era rimasto deluso dall'atteggiamento di Mazzarri, il presidente blucerchiato ha risposto: «Se faccio il bilancio delle delusioni e delle soddisfazioni della mia vita, di questa non è il caso di parlare. Delusione o non delusione». A quel punto, un'altra domanda: «Perché conta poco?». La risposta del presidente: «L'interpretazione la date voi». Niente di che, come si vede, ma la sensazione, appunto, è quella di un presidente che si è legata al dito l'uscita pubblica dell'allenatore sul contratto da rinnovare. Anche perché se non fosse rimasto deluso l'avrebbe detto. La Sampdoria ha certe regole, una delle prime è quella di parlare in privato di certe faccende. Perché, se Mazzarri alla società chiedeva alcune cose, la società ne pretendeva altre da Mazzarri. Così le parti sono riuscite ad arrotolarsi in questo finale di stagione che, per i risultati sportivi, invece, proprio loro, le due parti, erano riuscite a trasformare in un trionfo. Ciascuna lavorando al meglio per ciò che le compete. Saranno proprio questi i temi di discussione dell'incontro che si dovrebbe tenere domani. Cosa ha fatto l'allenatore e cosa merita, cosa ha fatto la società e cosa pretende. Soprattutto: cosa fare adesso.
Al punto in cui si è arrivati, sarebbe una sorpresa se Mazzarri e la società se ne uscissero, prima della partita contro la Juventus, con l'annuncio che si proseguirà insieme anche nella prossima stagione. «Ma nel calcio - ha detto ieri Marotta - può sempre succedere tutto e il contrario di tutto». La cosa strana della vicenda è che, in fondo, nessuno vorrebbe fare passi verso il divorzio. Ma Mazzarri ha detto quelle cose ed è passato tanto tempo; e più tempo passa, più la ricucitura si fa difficile. anche indicare il sostituto non è cosa semplice. La Sampdoria ha a disposizione una rosa di nomi, ma la sensazione è che si debba aspettare in ogni caso la fine del campionato. Perché, ad esempio, se l'Inter perdesse il campionato sarebbe sicuro l'esonero di Mancini; e allora Prandelli potrebbe andare a Milano, e allora Mazzarri potrebbe andare a Firenze. In mancanza di questa opportunità, Mazzarri potrebbe optare per altre due società, che non hanno mai nascosto di apprezzare il tecnico di San Vincenzo: la Lazio e il Napoli. Proprio l'allenatore dei biancocelesti, Delio Rossi, è uno di quelli che fanno parte della rosa. «Anche se siamo ancora - ha detto sorridendo Marotta - alla margherita: Mazzarri sì, Mazzarri no». Gli altri sono Mario Beretta e Stefano Colantuono. Il secondo sembra abbastanza convinto di proseguire il rapporto tempestoso con il Palermo e il presidente Zamparini allontana le voci di possibili intrecci di panchine: «Colantuono è blindato e Mazzarri non ci interessa». Mario Beretta pare particolarmente apprezzato dalla Sampdoria. Ha fatto un'ottima stagione al Siena, trovandolo all'ultimo posto in classifica e portandolo a una salvezza tranquilla ma, per quei misteri del calcio che non trovano spiegazioni, la società toscana gli ha dato il benservito e lo sostituirà con Giampaolo. Beretta è in stand-by, pare che per il momento non abbia offerte, verrebbe di corsa alla Sampdoria, è in attesa degli eventi che si dovrebbero svolgere dalle parti di Corte Lambruschini domani. Se Marotta e Mazzarri restassero sulle proprie (ora distanti) posizioni, potrebbe essere lui l'allenatore della nuova Sampdoria.




