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Il Secolo XIX - Milito: "Titolare grazie al Genoa"

Il Secolo XIX - Milito: "Titolare grazie al Genoa"TUTTO mercato WEB
giovedì 9 ottobre 2008, 09:302008
di Tommaso Veneri

Lionel Messi, El Pulce. Sergio Aguero, El Kun. Con loro, El Principe, Diego Milito. Il delantero, tornato a far impazzire la Genova rossoblù, scala posizioni nell'Argentina come fa nella classifica marcatori italiana. E le indicazioni che arrivano dal ritiro della Seleccion a Ezeiza, quaranta chilometri da Buenos Aires, lasciano intendere che, contro l'Uruguay, il ct Alfio Basile potrebbe preferirlo niente meno che a Carlitos Tevez, El Apache, attaccante del Manchester United, nell'attacco albiceleste. Certamente con l'intoccabile Messi, forse anche insieme ad Aguero. Milito, insomma, proseguirebbe in Nazionale il momento magico che vive nel Genoa. O, per dirla con i tifosi del Grifone, il momento Militico.

È felice il Principe. Si vede dal suo viso, dalle sue espressioni, dal suo aspetto. È felice per il modo in cui stanno andando le cose al Genoa, per il ritorno in una città che ama, per l'affetto che riceve dai tifosi. Ed è felice per questa convocazione in Nazionale. Un riconoscimento ai suoi gol nel Calcio, con la "C" maiuscola, il campionato italiano. Al quale si potrebbe aggiungere un altro premio: prendere il posto di Tevez ed essere titolare, sabato contro l'Uruguay (primo dei due appuntamenti in pochi giorni nelle qualificazioni al Mondiale 2010 in Sudafrica, il secondo sarà con il Cile).

E Milito ha un "grazie" particolare. "Sono qui, nella Seleccion, grazie a ciò che ho fatto nel Genoa. È un ottimo momento personale e senza dubbio questo mi ha aperto la porta della Nazionale".

La sensazione è che senza il ritorno al Genoa sarebbe stato più difficile far parte della Seleccion.
"Sì, sicuramente. Perché in serie B, dove stavo con il Saragozza, non si ha tanta visibilità. La mia partenza per l'Italia è stata provvidenziale. Perciò sono tanto contento".

Secondo lei quali sono le ragioni di questo momento felice?
"Sono periodi che vanno così, una serie. Capita sempre agli attaccanti e per fortuna adesso c'è la mia. Spero che continui".

I tifosi argentini sperano che lei ripeta in Nazionale ciò che sta facendo nel suo club: gol.
"Certo. È il mio ruolo, normale che mi venga chiesto questo. Se mi capiterà di segnare anche per la Nazionale, meglio. Spero di replicare nella Seleccion ciò che sto facendo in Italia".

È una soddisfazione per lei giocare con Lionel Messi e Sergio Aguero?
"Indubbiamente. Se potrò farlo, per me sarà di certo un piacere. Inoltre mi trovo molto bene con loro, sono due grandi giocatori e anche ottime persone".

E come mai tanti argentini stanno segnando nel calcio italiano?
"Non lo so, ma l'importante è che stia andando bene a tutti, è una soddisfazione. Nel mio caso, sento molta fiducia intorno a me".

Che rapporto ha con Ezequiel Lavezzi e Mauro Zarate?
"Buono, molto buono. Conosco maggiormente El Pocho, con il quale sono in rapporti più stretti. Meno Mauro, che però sta giocando un campionato spettacolare, grazie a lui la Lazio sta andando molto bene. È bello che a tutti noi le cose stiano girando per il verso giusto in Italia".

Lei si aspettava di segnare 7 gol in 6 partite?
"Si spera sempre che le cose vadano bene, ma talvolta non è semplice. Per fortuna mi è capitato di riuscire a realizzare così tante reti in poche partite e adesso spero di fare ancora meglio. È importante prolungare il "momento", spero che la serie continui".

Le piacerebbe raggiungere i livelli di idoli come Tomas Skuhravy e Pato Aguilera?
"Sarebbe grandissimo. Loro hanno lasciato un segno indelebile al Genoa. Andarono in Coppa Uefa, giunsero fino alla semifinale. Sono due idoli della città, io spero di meritarmi un giorno questo riconoscimento e arrivare a giocare una competizione importante come questa coppa con la mia squadra".

Ma i tifosi già la adorano. È stato accolto alla grande e le hanno dato il soprannome "Principe".
"Sì, è il soprannome che avevo già prima. La verità è che sono felicissimo per essere tornato in una città dove mi hanno sempre trattato bene. Mi sento a mio agio, sono arrivato e mi hanno riservato un'accoglienza, ve l'assicuro, incredibile. E questo si vede anche in campo, influisce in maniera diretta sul mio rendimento in partita. Perché a Genova sono felice dentro e fuori dal campo".

E fuori dal campo ha un legame particolare con Nico Domingo.
"Sì, stiamo praticamente tutto il giorno insieme e sta nascendo una bella amicizia. Allo stesso modo, mi trovo bene con tutti i miei compagni".

Genoa fondamentale. E Gian Piero Gasperini è stato importante per il suo ritorno in Nazionale?
"Senza alcun dubbio. Perché mi ha dato subito fiducia, dal primo giorno in cui sono arrivato. Mi ha ricevuto al meglio e mi ha permesso dall'inizio di giocare molti minuti: è stato sicuramente determinante, con il suo aiuto, per il periodo che sto vivendo".

L'hanno sorpresa le bandiere, sugli spalti, con il suo nome?
"Mi hanno sorpreso e mi hanno reso molto felice. La verità è che questo mi aiuta molto. Sto in un posto dove mi hanno trattato benissimo già la prima volta e ora, al ritorno al Genoa, questa accoglienza mi ha colpito. È tutto bellissimo".