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Il Secolo XIX - Samp, buco nero al sesto minuto

autore
Andrea Losapio
lunedì 22 settembre 2008, 10:102008
autore Andrea Losapio
22.09.2008 10:102008

«Il punto nero della partita è costituito da quel gol banale che abbiamo subìto due minuti dopo il nostro vantaggio». Beppe Marotta introduce la storia di Sampdoria-Chievo 1-1 (Franceschini e Langella): un punto nero, o buco nero, visto che si è inghiottito tutto quanto di buono erano riusciti a fare fino a quel momento, faticosamente, i blucerchiati, ma non soltanto. Anche altri, troppi e decisivi errori. Beninteso: la Sampdoria ha provato più del Chievo e avrebbe meritato la vittoria. Ma in momenti «di vacche magre» come definisce l'attuale Walter Mazzarri, ogni sbavatura dovrebbe essere corretta, perché ogni errore viene pagato caro.

Partiamo, allora, dal punto nero. Il gol subito dalla Sampdoria, quando i blucerchiati avevano appena trovato la rete del vantaggio con un'azione spettacolare Cassano - Dessena - Cassano - Franceschini. È il sesto minuto della ripresa, Marcolini fa un lancio lungo e senza troppe pretese in avanti. Gastaldello compie il primo e decisivo sbaglio: non trova il tempo giusto, cerca un anticipo che non centra, complice il terreno scivoloso che fa schizzare la palla, innesca suo malgrado il contropiede di Pellissier. L'attaccante del Chievo punta dritto la porta, su di lui recupera Accardi. Lucchini fa un secondo errore: invece di tenere la posizione su Langella, che segue l'azione spostato sulla sinistra, chiude a propria volta su Pellissier, il quale, quando vede due avversari su di lui e il compagno smarcato, lo serve. È un errore in scala minore rispetto a quello di Gastaldello, ma Lucchini avrebbe comunque potuto fare meglio. Come Mirante, che esce su Langella che riceve palla con la schiena voltata alla porta, potrebbe cercare di non farlo girare, potrebbe temporeggiare un attimo, invece tenta di portargli via la palla da sinistra, lui si avvita dall'altra parte e segna.

Nella saga dell'errore, Gastaldello chiude, purtroppo per lui, in testa (e in testa prende anche un colpo che lo costringe a uscire dal campo, a una visita in ospedale, ma per fortuna non ha conseguenze gravi): aveva già sbagliato al 45' del primo tempo, e in quell'occasione una spaccata di Lucchini aveva costretto Pellissier ad allargarsi troppo per calciare con precisione e potenza. Sbaglierà anche dopo l'errore costato il gol alla Sampdoria: all'ottavo minuto della ripresa un mezzo liscio mette ancora Pellissier nell'occasione di segnare, ma l'attaccante fallisce.

Nella saga dell'errore entra anche Bonazzoli, e si tratta di nuovo di errore grave. L'attaccante di Asola, sul risultato di 1-1, viene servito con un colpo di testa da Cassano, si trova davanti a Squizzi, ma calcia fuori da posizione relativamente favorevole. Si può definire soltanto un errore parziale, invece, quello di Delvecchio al 47' del primo tempo: servito perfettamente da Palombo, il centrocampista, disturbato da Yepes, colpisce di testa e centra la traversa.

E' sicuramente un errore concettuale grave e comune quello di tirare poco. Il campo pesante e scivoloso ha reso le cose più difficili alla Sampdoria, che giocando in casa aveva l'obbligo di cercare la vittoria. Ma con le condizioni meteorologiche di ieri, costruire gioco era complicato. Il terreno e la palla scivolose, invece, sono un alleato a volte prezioso per i tiratori e un problema grosso per i portieri. Ma, nel primo tempo, tirano da fuori soltanto Stankevicius (alto), Dessena (alto) e Cassano (palla parata con qualche preoccupazione dal portiere Squizzi che non azzarda la presa e preferisce ribattere con i pugni). In tutto il secondo tempo, invece, neanche un tiro da fuori da parte dei blucerchiati.

È forse un altro errore concettuale non provare con due punte, ma Mazzarri ha alcune attenuanti in relazione alla sua scelta di schierare Delvecchio trequartista dietro l'unica punta Cassano. Intanto, Bonazzoli non era al meglio, perché vittima di un lieve affaticamento muscolare dopo la bella prova contro il Kaunas. Fornaroli non è ancora ritenuto pronto per disputare una partita di campionato dal primo minuto. «Ha vent'anni - ricorda Mazzarri quando si parla di lui - e va inserito gradualmente». Delvecchio trequartista ha anche un'altra ragione, vale a dire la pericolosità del Chievo, come spiega ancora Marotta: «Il Chievo - ha detto a fine gara l'amministratore delegato della Sampdoria - è una squadra più pericolosa in trasferta che in casa propria. Infatti, quando aspetta l'avversario, con il tridente di giocatori velocissimi che ha, può fare molto male». Per questo, la Sampdoria ha giocato più coperta, così come aveva fatto contro Inter e Lazio. Accorgimento che non è stato sufficiente, tuttavia, a evitare gli errori che erano arrivati, del resto, anche contro i nerazzurri (pochissimi) e contro i biancocelesti (in misura maggiore). «Certi episodi sono migliorabili - conclude Beppe Marotta - ma guardiamo al futuro con discreto ottimismo».