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Il Secolo XIX - Samp, la forza dei muscoli

Il Secolo XIX - Samp, la forza dei muscoli
venerdì 3 ottobre 2008, 09:452008
di Tommaso Veneri

Una Sampdoria nuova e democratica vince 2-1 (Fornaroli e Bonazzoli) a Kaunas e si qualifica per la fase successiva della Coppa Uefa, girone a cinque squadre, sorteggio martedì a Nyon (Svizzera). La Sampdoria nuova e democratica è frutto di scelte talora forzate, talora interessate, da parte dell'allenatore Mazzarri. Appartiene alla prima categoria l'impiego di Sammarco al posto di Palombo; appartengono alla seconda la decisione di lasciare a casa Cassano per schierare là davanti la coppia che finisce in "oli", quella di provare Castellazzi e Bellucci entrambi rientrati dopo parecchi mesi trascorsi a riprendersi dai rispettivi infortuni. Inciso: buona la prova del primo, eccellente quella del secondo.

Ma la Sampdoria democratica, e che da ora in poi vedremo anche in campionato, dipende soprattutto dall'assenza di Palombo e dalla presenza, al suo posto, di Paolo Sammarco. Ci si è accorti ieri sera quanto il gioco dei blucerchiati fosse oligarchico. Il potere della palla nei piedi di pochi, soprattutto di due: Palombo e Cassano. Se l'importanza di Cassano salta agli occhi per il suo modo danzante di giocare la palla, per il suo essere bello con gli scarpini ai piedi, quella di Palombo non si tocca finché il capitano non manca. Allora si certifica che il flusso del gioco passa tutto o quasi attraverso i suoi piedi: Palombo arretra per ricevere la sfera dai difensori e imprimere velocità al giro palla doriano; Palombo si inserisce e lancia lungo Cassano; Palombo prende palla basso a sinistra e sventaglia alto a destra per la corsa di Pieri; Palombo.

Con Sammarco la musica è completamente diversa. Non un regista, almeno non ancora. Sentiamo, in proposito, il commento di Mazzarri: «Sammarco ha avuto qualche indecisione nei primi minuti, poi si è ripreso e si è mosso bene. E' chiaro che non ha le stesse caratteristiche di Palombo». La cosa importante, Sammarco l'ha fatta. Correggere gli errori iniziali, quando ha menato troppo il torrone con la palla nei piedi e l'ha persa. Un conto è se ti trovi largo a destra dove gioca di solito, un altro è se perdi palla davanti alla difesa dove è adesso: pericoloso. Poi ha iniziato a giocare: passaggi sul breve, in profondità o a lato, sulla corsa dei compagni a cercare di smarcarli; ha provato anche a segnare, con un inserimento dei suoi, scivolata davanti al portiere su cross basso di Padalino. Ecco cosa significa Sammarco al posto di Palombo. Adesso il gioco lo si costruisce tutti insieme, l'azione può fiorire più spesso sulle fasce oppure nascere dai mezzi di centrocampo. Senza Palombo a dettare tempi e modi in mezzo al campo, la Sampdoria è talmente diversa da se stessa che Mazzarri si chiede se non sia il caso anche di cambiare modulo: "Se penso al 3-4-2-1? E' un modulo che mi è sempre piaciuto ma adesso è prematuro parlarne".

I quattro di centrocampo non avrebbero più bisogno del punto di riferimento fisso in mezzo e Sammarco sarebbe più a suo agio; nei due dietro all'attaccante (Cassano), potrebbero starci Reto Ziegler (una vecchia idea di Mazzarri) e il ritrovato Bellucci. Ieri sera l'attaccante è tornato dopo quasi cinque mesi di stop ed è tornato molto bene, come del resto Castellazzi, altro esperimento di serata. Bene anche gli attaccanti, ma sono tutte e due prime punte: Fornaroli nel primo tempo ha stentato parecchio lontano dalla porta, mentre è chiaro che si trovi bene quando si tratta di buttarla dentro. Infine, l'ultimo esperimento, Stankevicius terzino, ha dato buoni frutti. Non altrettanto si può dire per il piatto lituano da lui consigliato: cepelinai. Se consumato a pranzo si digerisce soltanto a tarda sera. Stanke aveva però messo sull'avviso: "È un po' pesante".